sapori e saperi

catalogna di primavera

catalogna e fave fresche
un'accoppiata vincente

un sapore antico

Finalmente oggi mi sono decisa a rientrare nel blog con qualche cosa di veramente antico, un sapore di quelli che non se ne gustano più; le fave e la catalogna bollite insieme, e condite con profumatissimo aglio bianco e con tanto olio extravergine di frantoio da intingere e mangiare tanto di quel pane di grano che è la fine del mondo.
la Cicoria in questo periodo dell’anno è simile agli asparagi, ai preziosi asparagi, solo che è un po’ più amarognola e la possono gustare solo che è affezionato ai sapori semplici di una volta. ( come non ricordare l’antico detto ” cosa amara/tiènila cara”) Pulendo la cicoria mi sono fatta le unghie e le dita nere per via di tutto il ferro e le altre sostanze che questa verdura contiene, anche il contatto con l’interno del baccello delle fave “tinge” maledettamente…e, lo confesso, la cosa mi da un po’ di fastidio, però il sapore di questo semplice piatto, indicato magari per una buona cenetta, è davvero irrinunciabile!
Provare per credere!

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15 thoughts on “sapori e saperi

  1. Anche se la Catalogna e le fave che arrivano una a Milano non sono quelle di San Giorgio, ebbene, la settimana scorsa ho mangiato fave novelle e catalogna condite con olio e, naturalmente pane rigorosamente fatto in casa con grano duro.
    P.s.
    Ho scritto ad Aldo scrivendogli la ricetta.

  2. ah! grazie, ma Aldo non mi ha detto niente, forse non ha visto la posta! Grazie Mino, qui , davanti a molte case dei coltivatori diretti, c’è un banchetto improvvisato dove si vendono le fave fresche di giornata!!

  3. Quando eravamo bambini, nel ritornare a casa da scuola affamati, “storcevamo il muso” davanti a certe pietanze; oggi invece le apprezziamo molto. Come si dice, il tempo è galantuomo

    • anche io da bambina inorridivo davanti a un piatto di orecchiette e cime di rapa! ora invece le adoro, e scaldate e fatte abbrustolire nella “frizzalora” sono una squisitezza! Grazie del passaggio Tonino!

    • Ho sempre storto il muso su tutto quello che era ed è la sofisticazione nel mangiare. Ma i piatti della mia terra non mi hanno mai tradito.
      Penso alle fave bianche con la catalogna, pasta e ceci aglio olio e peperoncino, fagioli e cime di rapa.
      Mi viene da svenire.

  4. Quando preparo questo piatto mi rifaccio a quello che preparava mia madre e, che per me è e rimane una prelibatezza. cioè alla fine della cottura si aggiunge un uovo a persona, il quale rapprendendosi, come quando si cuoce ad occhio di bue, unisce i due condimenti creando un sapore ineguagliabile.
    Provare per credere.

  5. Ciao carissima Anna, ieri ho raccolto gli asparagi selvatici, con una manciata di piselli fave, zucchine e cavatelli una ricetta buonissima. Prendo in prestito anche la tua pietanza per il primo maggio. Un grande abbraccio

  6. L’approdo al blog di Tonino ci potrà offrire molti spunti sulla San Giorgio che fù grazie ai suoi ricordi più freschi e più vicini nel tempo. Gli posso così perdonare il suo sadismo quando la domenica mi dice che ha mangiato orecchiette fatte in casa con la cacioricotta appena comprata, o quando mi chiama per dirmi che si trova difronte al mare splendido che ben conosco e che tanto mi manca!
    A Mino che vive al Nord come me suggerisco un surrogato (molto surrogato!) delle fave fresche. Sono quelle che si trovano in alcuni supermarket surgelati, mi pare dellaFindus. Per torgliersi lo sfizio ovviamente come avviene per le orecchiette fresche sotto vuoto.

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