Archivio | marzo 2017

L’albero di Giuda

 

NOTE TRATTE DAL WEB  (Foto mie)

L’albero di Giuda o siliquastro, nome comune per cercis siliquastrum, appartenente alla famiglia delle Leguminosae, è un albero di un certo fascino originario dell’Europa del sud e dell’Asia Minore. Il suo nome è facilmente collegabile all’antica credenza secondo la quale, ad uno dei suoi rami, Giuda Iscariota si impiccò, ponendo fine alla sua esistenza in seguito al celeberrimo tradimento a Gesù Cristo. Ancor oggi la pianta non ha perso l’uso di essere diffusamente conosciuta con questo nome.L’albero di Giuda, il cui nome botanico è Cercis siliquastrum, è un albero di medie dimensioni appartenente alla famiglia delle Leguminosae. E’ conosciuto fin dall’antichità ed è diffuso allo stato spontaneo dall’Asia occidentale fino all’Europa sud-orientale, in luoghi per lo più aridi e rocciosi. E’ considerato una essenza estremamente ornamentale, sia per la bellissima e abbondante fioritura primaverile sia per il tronco e i rami, che appaiono nodosi e contorti.

Per la denominazione francese l’albero è invece detto albero di Giudea: “arbre de Judée Esso si presenta come un albero caducifoglio dalle medie dimensioni, arrivando ad un altezza vicina ai 10 metri. Una delle caratteristiche della sua bellezza è la fitta ramificazione che celebra un trionfo di fiori dall’affascinante tonalità rosa molto vivace. Solitamente la sua coltivazione avviene in modo isolato o lungo i viali, in cui molto si apprezza la leggiadria del suo fogliame, lo sviluppo di una chioma espansa e la notevole fioritura che con il suo colore acceso contrasta in modo molto suggestivo con la corteccia più scura, donando all’albero un notevole valore ornamentale. Ha uno sviluppo per il quale i rami provvisti di corteccia nera si indirizzano verso il basso e sono coperti da foglie rotonde e reniformi. Gli alberi di Giuda si rendono particolarmente adatti per la composizione di bordure miste, evidenziando la loro bellezza specie se si vanno a sviluppare in un sottobosco di bulbose con un’attardata fioritura nella stagione primaverile. E’ bene ricordare che il siliquastro, nativo dei luoghi mediterranei, cresce assai più agevolmente in ambienti dal clima mite, mentre ha serie difficoltà a svilupparsi in ambienti dal clima rigido.

 

(Foto mie)

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Risveglio

bnotte

 

Succede a volte che qualche amica mi mandi un suo pensiero poetico sul famigerato

WhatsApp e mi chiede un suo parere in merito, ma io Maestra non sono, e allora cerco solamente di incoraggiare alla scrittura che male non fa ma, ma al contrario  può avere un effetto terapeutico per l’anima. L’altro ieri la mia amica Mina mi ha mandato un video girato col cellulare nel suo terreno nei pressi della località Tre Terre, in agro di Pulsano/ Leporano. Un vero lembo di Paradiso!

In verità io ne sono rimasta incantata e le ho detto…” Mina, osserva tutto ciò che hai filmato e descrivimelo….facciamo una poesia insieme… e così, messaggio và e messaggio viene, abbiamo scritto questa ode alla sorella primavera…Mito e sogno di donne, uomini e fanciulle… e dato che Mina non possiede un suo blog o un profilo Facebook come tutti,  le ho promesso di pubblicarla nel mio Blog. Grazie Mina per avermi dato l’opportunità di scrivere qualcosa insieme a te.

Naturalmente non vi dirò quali sono le parti scritte da me, nè quelle scritte da Mina…sono ormai un unico tessuto di un profumato Arazzo sul quale vivida si staglia la leggiadra figura dell’ Amica Primavera.

 

Risveglio

 

Ti sei destata il 21 di Marzo

Con la carezza delicata del vento.

Il sole baciava i tuoi primi virgulti,

liberando le gemme dalla prigionia di infreddoliti rami.

Una neve di seta li ha vestiti di bianco fulgore;

Il pesco ha posato raso rosa sulle tue fresche gote.

Fluttuanti, gioiosi, amanti, due giovani rondini in amore

gareggiano, gorgheggiano,

si sfidano a raggiungere il ramo più fiorito,

quello più alto, più leggero

che dondola come un’altalena.

Dalle fasce candide del bozzolo,

spiegano le ali le farfalle dai mille colori

e avide allattano

alle mammelle di freschi boccioli.

Nella notte la nebbia marzolina,

col suo velo di sposa, ha bagnato

le chiome degli agrumeti,

e il Giorno mi appare più bello

come uno giovane sposo

con un fiore d’arancio all’occhiello.

Volano gli uccelli cinguettando senza posa,

si parlano d’amore,

parlano un idioma a me sconosciuto,

e mi sento esclusa

dalle loro effusioni di musica senza parole.

Esclusa, ma partecipe, il mio cuore batte all’unisono,

mi sento parte integrante di un misterioso dialogo

coi tuoi infiniti amanti, mia dolce Amica, Primavera!

 

06/04/2016

Scritta a 4 mani con Mina Cipriano

mio padre, la quercia abbattuta

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Ormai è solitario il campo che amasti

nel rito di parole cadute

come foglie rosse,al suolo.

 

Solo ora pesano i silenzi

e le parole non dette

volteggiano impazzite,

negli atri della memoria.

Passi titani

risuonano tra le mura

ad infrangere cattedrali

di reciproco egoismo;

a sconfiggere ombre

di presenze mancate.

 

Muraglie, le  parole taciute,

i gesti incompiuti,

la carezza non data

per eccesso di pudore.

 

Ma, troppo presto si compì

per te, la temuta profezia:

come tuono venuto da lontano

come folgore che si abbatte

d’improvviso.

 

Ti prego,cantami ancora Lily Marlen,

l’unica ninna-nanna

possibile dalla tua voce severa,

donami ancora corbezzoli rossi

preziosi come perle

ai miei occhi di bambina.

 

Soltanto al crocevia

mi permettesti di prenderti la mano

e percorrere al tuo fianco

l’ultimo tratto di vita,

sconvolgendo relazioni verticali

radicate nelle vene contadine.

 

E madre tua divenni,

terapie d’amore m’inventai,

per un lampo di luce nei tuoi occhi.

 

Tu, padre,

la quercia abbattuta

che riscattasti abissi di silenzio

pronunciando, con l’anima alla gola,

con ritrovato amore, il nome mio.

 

 

Selfie… neologismo virale

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Il Termine Selfie, fotografia analogica, è legato al diffondersi, nei primi anni duemila, della fotografia digitale e dei social network. Questa dinamica è stata preponderante soprattutto nella generazione dei cosiddetti millenials, gli utenti più giovani dei social media.[5]

La tecnologia digitale ha infatti contribuito a rendere più agevoli gli autoscatti, grazie alla possibilità di usare lo schermo a cristalli liquidi invece che il mirino e all’introduzione della fotocamera frontale nell’iPhone 4 da parte della Apple nel 2010. Sul fronte dei social network, tra il 2006 e il 2010, My Space richiedeva agli iscritti di pubblicare una fotografia di se stessi, tanto che scatti di questo tipo cominciarono a divenire noti come «MySpace pics» (dove «pics» è l’abbreviazione di «pictures»)[6].

Negli anni del dominio di Facebook nel panorama dei social network il selfie, in precedenza abitualmente scattato in solitudine, si è reso autonomo dall’originaria funzione di realizzazione di un’immagine del profilo e si è evoluto rimanendo comunque funzionale al nuovo ruolo che le reti sociali hanno assunto. In primo luogo l’enfasi posta sulla descrizione della propria vita sui social network ha reso infatti la documentazione fotografica una parte indissolubile di tale narrazione[7]: le immagini vengono scattate in numerosissime circostanze e il social network non è che lo strumento comunicativo per la loro diffusione fra amici e conoscenti. In secondo luogo l’attenzione alla dimensione sociale degli iscritti e il loro essere al centro di una rete di amicizie e conoscenze ha portato alla rapida diffusione dell’abitudine al selfie di gruppo[6].

Fenomeno globale

L’abitudine di scattare selfie è enormemente aumentata, anche sull’esempio di molti personaggi dello spettacolo[6]. I selfie si sono quindi progressivamente diffusi a livello di massa anche fuori dai tradizionali media sociali.

Nel 2013, con il patrocinio del Museum of Modern Art, si è tenuta a New York la mostra Art in Translation: Selfie, The 20/20 Experience, nella quale i visitatori hanno potuto usufruire di una fotocamera digitale per fotografare sé stessi in un grande specchio[8].

L’immagine che ritraeva intenti a scattarsi un selfie ai funerali di Nelson Mandela nel dicembre 2013 il presidente Barack Obama, la premier danese Helle Thorning-Schmidt e il primo ministro britannico David Cameron è stata diffusa sui principali quotidiani ed ha generato un dibattito su un tale gesto da parte di figure istituzionali a un evento pubblico[5].

A questa pochi mesi dopo è seguita la foto di gruppo di Ellen DeGeneres ai Premi Oscar 2014, divenuta una delle più retwittate di tutti i tempi[5][9].

 

Note tratte da Vikipedia

 

Racconti… terza ristampa.

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Quando sembrava che la Fata Primavera avesse fatto il suo seducente ingresso… infiocchettando i mandorli e i pruni il Generale Inverno fa le consegne con questa friccicante temperatura. … e grazie alle mie Amiche Rina Bello e Mina Cipriano ritrovarci ancora nturnu nturnu alla Fracera in Località TRE TERRE . Grazie Amiche mie.Grazie soprattutto a te Rina e a Mina per l’accogliente location, la caldissima atmosfera creata..le amiche che hanno letto ed emozionato.. le fedde rosse... la piccola Roberta così interessata…la lettura condivisa, la gioia, i sorrisi gli abbracci..gli “arrivederci a presto” tutto molto bello. Grazie, grazie, grazie.

nell’incavo del cielo

2007-11-01 CIELO ROSSO-cielorosso

Nell’Incavo del cielo

Ci coaguliamo
grumi di tempo e di spazio
nelle pianure sconfinate
dei deserti individuali
mentre vorremmo perire
alla deriva di un sogno
quello che ci vede mendicare
briciole di sorrisi
quel sogno aguzzino del vivere
quello che ci è culla e bara
quello che ci irride e seduce
quello che si beffa
delle nostre lacrime
e le tramuta in perle
e ci fa descrivere l’inesprimibile
intingendo pennini
nell’incavo del cielo.

 

Ricordi ricordi…

Una sorpresa per l’Amico Ferruccio Gemmellaro. Da un evento del 13 marzo 2011 presso la Galleria Comunale della Città di Grottaglie.