Archivio | aprile 2019

Uomo immutevole

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Amici, ieri sera sono stata invitata ad una serata importante, durante la quale sono stati conferiti riconoscimenti alla carriera a due Medici Sangiorgesi, per la loro dedizione verso le Famiglie che hanno curato e assistito lungo il corso della loro professione medica, ho letto la poesia Paese immutevole. Pochi sanno però che quella poesia fa parte di una trilogia di liriche dal titolo Uomo immutevole, Donna immutevole, Paese immutevole.

Oggi, perciò, vi propongo la poesia dedicata ad un fantomatico uomo “immutevole” che forse esiste solo nel misterioso mondo del poeta e della poesia.

Esiste un uomo
immutevole,
un sasso, il più lucido
il più vecchio di tutti
i sassi di torrente,
esiste un sasso
con anima errabonda,
una luminescenza di luna sotto il sole,
un fiore uno stelo
che cresce alla base di una piramide
colloidale,

Esiste una stella
che sale e che scende
infiniti quaderni musicali.
Ha occhi di neonato
pallido e minuto, il viso
ha un sorriso di clorofilla,
gli occhi tracciano sentieri
su un prodigio inesplorato.

Esiste un uomo,
un sasso, una stella
e svelano voce nome e anima
ineludibile;

egli domina allo zenit
di una metafora incompiuta
e conta le stagioni
sul suo calendario di sabbia;

il ritmo delle primavere,
i coaguli dell’estate,
i tamburi degli autunni
e il gelo tattile dell’inverno,

Esiste un uomo
il cui nome risplende
come un arcobaleno
tra le nubi,
egli detiene la luce
di moderne cattedrali
dove gareggiano in volo
rondinoni.

I suoi occhi
racchiudono
acque alpine
cristalline e fresche
come un nome di donna.
la sua voce è un ruscello
che scorre parallelo a un canneto
adolescente.

Esiste un uomo
che raccoglie sorrisi
e li tiene avidamente
stretti tra le dita,
sorrisi di sole
per le notti senza amore,
quando si trasformeranno
in stelle e sogni,
aventi labbra di un rosso geranio
e il profumo pertinace
del ciclamino.

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Paese immutevole

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PAESE IMMUTEVOLE

 

Esiste un paese immutevole

la cui storia fu scritta su pagine di pietra

irrorate col sudore dei padri

levigate come lastre di selce

risuonanti dell’eco dei carrettieri.

 

Qui tutto resta al suo posto

senza che l’affanno del mutamento

assilli il discorrere dei vecchi.

In questo luogo si possono scorgere

le anime dei trapassati

rivisitare le proprie abitazioni,

quando i balconi sono serrati

come le pupille dei dormienti.

 

C’è un paese immutevole

dove la rondine torna a fare il nido,

respingendo l’ebbrezza domiciliare

dei grattacieli metropolitani.

 

C’è un paese il cui nome appartiene

al Santo Cavaliere,

che vigila in ronde silenziose

quando i figli più giovani

si attardano negli angoli bui,

cercando le ragioni della vita.

 

 

Egli veglia sul grano e sul vigneto

coprendoli col suo mantello purpureo…

 

C’è un paese immutevole

dove è facile scambiarsi le opinioni

parlando a bassa voce sui poggioli,

quando  i bimbi dormono

immemori di giochi e di paure.

 

Qui c’è ancora un contadino

che parla come un padre al piccolo frumento,

alto quanto la barba di un operaio dell’Acciaieria,

al termine del turno della notte.

 

Le aiuole sono sì senza erba

ma i gerani dei balconi

suppliscono l’indifferenza

dei potestà comunali.

 

 

Esiste un Paese immutevole

dove il giallo degli ottoni

sulle porte antiche

risplende come un input di sole

sul silenzio che soffoca le risa.

 

Qui c’è ancora una casa

che dilata le sue pareti quando abbraccia,

c’è un cuore che palpita, inviso

alle porte blindate

delle case cittadine.

 

 

AUGURI

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Amici cari, anche quest’anno desidero farvi gli auguri di una serena Pasqua per voi e per le persone che vi sono care. Sono degli auguri non riciclati, non inoltrati, non passati di qua e di là, sono auguri originali e fatti a mano con le mie colombe tra i germogli di grano.

I miei germogli di grano sono visitatissimi in questo periodo, ne ho fatti tanti, con i bambini soprattutto, sperando di aver lasciato nel loro giovane cuore un seme del mio amore e del mio attaccamento alle amate tradizioni.

BUONA PASQUA

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Poesia di Mina Cipriano

Opera del maestro Lino Agnini, artista sangiorgese noto in tutta Italia e oltre.57434196_10217931360026476_4211068790659612672_n.jpg

 

14 Rintocchi di campana

 

Soffiano i fiati nelle trombe e

si solleva lenta una ninna nanna

che Ti “nazzica” dolcemente.

Il mio alito caldo di madre addolorata

Ti accarezza il viso sanguinante.

 

Batte il cuore al ritmo dei tamburi

e i miei occhi ingoiano lacrime di ricordi.

14 rintocchi di campana segnano le stazioni

della Tua PASSIONE e MORTE!

 

Ti hanno issato in alto avvolto nel cielo

solo nuvole grigie ti abbracciano.

Non più la tua mamma !  Non più!

 

Chi ti ninnerà ora figlio mio?

Chi ti asciugherà le lacrime?

Chi ti sanerà le ferite sanguinanti?

Chi ti consolerà? Chi ti consiglierà?

 

Sono piccola sotto la tua croce!

Sei diventato grande figlio mio!

Soffiano i fiati nelle trombe

e si solleva lenta una ninna nanna

 

Ora il mondo ha compreso

e si inginocchia pentito!

Ma TU hai già perdonato.

Passione Vivente nelle Tagghjate

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19 anni dopo si ritorna nelle Tagghjate per drammatizzare e rappresentare la Passione di Cristo nelle nostre cave.

CAPITOLO 8

– Chi parlerà ai bambini… –

 

Ci avviavamo a grandi passi verso le tagghjate grandi, verso l’uscita, il sole era già alto.

Io mi fermavo a fotografare sempre più di rado, quando ad un tratto un prodigioso fiore, emergendo tra i rovi attira il mio sguardo. Un fiore di cardo color fuxia, stravolgendo ogni giustificazione spazio-temporale, abbaglia il paesaggio come una lampada al neon, una meraviglia della natura!

Eravamo giù sulla via del ritorno, qualcuno vedendoci ci guardava incuriosito chiedendosi cosa mai facessimo da quelle parti, non essendoci più alcun motivo di attrazione in quei luoghi, tra quelle antiche pietre.

Peccato che l’abitudine di visitare queste nostre memorie sembrava fosse già scemata, perché nel breve periodo della ristrutturazione delle tagghjate si recavano tra i suoi misteriosi anfratti perfino giovani sposi per realizzare servizi fotografici di straordinaria bellezza ed originalità, disponendo di uno scenario naturale molto suggestivo, unico nel suo genere.

 

Una morsa di rimpianto ci attanagliava e mordeva l’anima: chi avrebbe parlato ai bambini delle nuove generazioni, delle nostre amate tagghjate? Chi ,chi?!

 

Nell’edizione della Passione Vivente della Pasqua del 2000, furono coinvolti circa una sessantina di bambini e bambine, radiosi nei loro costumi d’epoca, a prendere parte al Cast e ad impegnarsi in una scena aggiunta, voluta appositamente per loro, dal Maestro Lino Agnini per estendere anche ai piccoli la partecipazione a tale Evento.

La scena era quella dell’ingresso in Gerusalemme, i bambini furono impegnati ad osannare il Figlio dell’Uomo durante il Suo trionfale ingresso nella città, agitando rami d’ulivo e grandi foglie di palme…

 

Per realizzare quella scena, ricordo bene, il Maestro e regista, di origine sangiorgese, si avvalse di contributi dialogici e musicali di grande impatto emotivo, tratti dal “Gesù” di Zeffirelli.

Dialoghi e colonna sonora che conferirono alla sacra rappresentazione un taglio quasi cinematografico.

Per l’occasione si tenne una speciale edizione diurna della sacra rappresentazione, onde permettere ai bambini delle scuole di potervi assistere, accompagnati dai loro decenti. Fu quella forse l’unica opportunità dei bambini di poter visitare le tagghjate e di sentirle proprie fin nel profondo del loro animo gentile, di poter vedere da vicino uno scenario che forse nella loro vita non avrebbero visto mai più. Quella volta fu forse l’unica e irripetibile occasione di calpestare un suolo che risuonava ancora di voci avìte, terra bagnata col sudore della fronte dai padri dei loro padri..

 

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le Immagini e il Sogno

Amici, sabato sera ho vissuto veramente qualche ora immersa nel Sogno, vedere le mie due foto esposte nella famosa Galleria Chindemi Art, nello stesso posto dove già fu ospitata la mia piccola onda, trovarmi fra artisti provenienti da diverse città della Regione, essere accolta con molta familiarità dalla cara Lucia La Sorsa e dal Direttore artistico Vincenzo Massimillo, ascoltare le poesie inedite a commento delle opere esposte dalla viva voce della splendida Sara Leo, e soprattutto le due poesie che ella con bravura assolutamente unica ha vergato per le mie due foto…vederla sorridere così piena di entusiasmo, emozione e gioia di vivere, è stato per me un pomeriggio culturale da custodire nel più profondo del cuore. Il Professor Chindemi, venuto per l’occasione da Roma, ha dato prestigio con la sua presenza alla già ricca serata di arte, di poesia e di comuni passioni. Grazie Precis Arte, grazie Lucia La Sorsa, grazie deliziosa Sara.

 

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Sara Leo