Archivio | gennaio 2016

Radio Puglia glamour!

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Amici cari, domani mattina dalle 10,30 alle 12,30 sarò ospite della trasmissione L’Arcobaleno, I colori del quotidiano, condotta dalla bravissima Anna Stella Ventruti…
Negli studi oltre me ci sarà Chiara Galeano, alias Parrucchiera Glamour. L’argomento che tratteremo sono naturalmente I CAPELLI!! L’argomento è così intrigante che vale la pena condividerlo con un pubblico più vasto come quello che abitualmente ascolta l’Emittente Sangiorgese Radio Puglia Stereo che trasmette sui 101,700 . Vi ricordo che la trasmissione si potrà ascoltare on air all’indirizzo : www.direttaradiopuglia.it si potrà telefonare ai seguenti numeri : 099 592 11 27 / 099 590 02 41. Vi aspettiamo numerosi!

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Per le favolose  fotografie, si ringrazia  Raffaele Vestito Photo & Portrait

 

 

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Rape stufate

 

Gennaio è il mese ideale per gustare delle buone cime di rape. Le rape amano i tempi freddi pur odiando le gelate notturne . Nei giorni di scirocco, dal clima caldo e umido s’introduce nel loro stelo la “cannedda” ovvero un bruco che deteriora il prodotto e lo fa scadere di prezzo, perchè le buone massaie sanno che per eliminare la parte delle rape, infestate dal bruco, dovranno eliminare un bel po’ di parti, sia dal fogliame che dalle cime, più pregiate e ricercate.

Oggi ho preparato un piatto di rape stufate, tutte foglie e steli, perchè mio marito non riesce ancora a distinguere le rape con le belle cime grandi, come piacciono a me da quelle tutte foglie che a me non piacciono. Quando mi porta delle rape tutte foglie mi cadono le braccia…ma devo fare buon viso a cattiva sorte perchè se lo rimprovero lui risolve tutto con una frase” Va ccattili tu, bedda mea, và và” e, a quel punto, sta a me rendere gustose queste pregiate e povere verdure d’Inverno.

Ed ecco un piatto tipicamente pugliese, preparato e servito con garbo e maestria da far leccare i baffi ai miei amici naviganti che fin dalle lontane Americhe visitano quasi quotidianamente il mio blog, il quale non per niente si chiama Saporidelsalento…sì sì tutto attaccato… per distinguerlo da altri blog dal nome quasi simile!

 

Ma ora eccovi la ricetta!

 

Mondate le rape ed eliminate le foglie più coriacee, tagliate tutte le foglie in parti della stessa lunghezza… le cime se sono grandi sezionatele in quattro parti, mettetele in un tegame e fate ammosciare un po il volume della verdura…scolate l’acqua che si è depositata nel tegame… sia quella dell’ultimo lavaggio che è stata trattenuta dalle foglie come anche quella che”cacciano” le rape stesse. Scolata quest’acqua potete condire con l’olio, due tre spicchi d’aglio, alcune foglie di Alloro, alcune fette di pomodoro, e un pugnetto di olive nere,,,infine due piccoli peperoncini piccanti salate solo verso la fine della cottura … perchè il volume della verdura ancora fresca potrebbe trarvi in inganno facendovi mettere più sale del dovuto… se occorre aggiungete poco poco di acqua per completare la cottura. Accompagnare questo piatto con pane casereccio è un IMPERATIVO!!!

 

Questa voce è stata pubblicata il gennaio 22, 2016, in varie. 1 Commento

Frasi sui capelli

 

 

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Dopo aver fatto quasi una tesina sui capelli, la loro storia, le loro mutevoli mode, le eccentricità legate a questo elemento di indubbio fascino femminile, ho trovato sul web una serie di frasi dette da personaggi noti e meno noti a proposito dei capelli…Sceglierne uno anziché un altro? E’ aspra impresa, pertanto ve ne offro un piacevolissimo serto, che sicuramente apprezzerete anche voi… naviganti di passaggio.

Buona Lettura! Ah! Dimenticavo! La frase di Mafalda la dedico alla mia amica

Rosalba Margherita.

 

Un vestitino leggero, stretto in vita, mosso dal vento. I capelli raccolti, una ciocca che vola, tu che me la sistemi.
Dovrebbe essere così.
(arli3, Twitter)

Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli.
(Kahlil Gibran)

Io vivo spettinata perché tutte le cose belle, veramente belle di questa vita, spettinano.
(Mafalda)

Le ragazze hanno sciolto i capelli. Per vestire i loro seni sodi.
(Tahar Ben Jelloun)

Il mio vero colore dei capelli era una specie di biondo scuro. Adesso ho i capelli che variano a seconda dell’umore.
(Julia Roberts)

I legami d’amore non sono funi, né corde, né catene; sono i sottili capelli della treccia di lei.
(Marian Bogdała)

Le donne che sanno come scoprirsi il collo tirandosi su i capelli, sanno tutto.
(serafinobandini, Twitter)

Sulla moquette verde della stanza d’albergo intravedo una forcina per capelli biondi. Addormentarsi è più difficile
(Dino Basili)

Amami per i miei soli capelli biondi.
(Marilyn Monroe)

Che gli uomini preferiscano le bionde è dovuto al fatto che, apparentemente, capelli chiari, carnagione delicata ed espressione infantile rappresentano l’apice di una fragilità che ogni uomo desidera violare.
(Alexander King)

Di memorie d’amore gli anni hanno adornato il mio viso segnandomi i capelli di lievi filigrane grigie: son diventata così bella.
(Leah Goldberg)

Altre donne indossano spille e anelli; lei aveva i suoi bastoncini. Un vassoio pieno, per accompagnare gli abiti e fissare lo chignon. Di giada, d’osso, di corno, di porcellana e persino un paio di plastica. Aghi per trafiggere il cuore di tutte le sue più segrete e imprevedibili brame e tenerle ben arrotolate al loro posto”.
(Anita Nair)

Non serve a niente essere intelligenti. Sarebbe meglio essere biondi e belli.
(Agota Kristof)

Dove sarebbe arrivata Marilyn Monroe se si fosse tenuta i capelli del colore che Dio le aveva dato. Avremmo avuto un film intitolato “Gli uomini preferiscono le donne dai capelli color castano topo”.
(Adair Lara)

Appena mi sono messa quella parrucca bionda, non ho più detto una sola cosa intelligente per quattro mesi. Mi è sparita la voce. Camminavo in modo diverso. E facevo domande terribilmente stupide.
(Sigourney Weaver)

Non mi sento offesa da tutte quelle barzellette sulle bionde un po’ sceme perché so di non essere scema. So anche di non essere bionda.
(Dolly Parton)

Gli uomini preferiscono le bionde (ma sposano le brune)
(Anita Loos)

Il viola diventerà un buon colore per i capelli più o meno quando i il castano diventerà un bel colore per i fiori.
(Fran Lebowitz)

Almeno una volta nella vita ogni uomo ha il diritto di perdere la testa per una rossa mozzafiato.
(Lucille Ball)

Non v’è in natura nulla di più variabile dell’acconciatura di una signora.
(Joseph Addison)

Puoi impietrirlo e incantarlo anche solo per il modo in cui ti sposti una ciocca di capelli.
Medusa era una dilettante.
(arli3, Twitter)

Dovrei pettinarmi i capelli seduta su uno scoglio in Cornovaglia.
Dovrei portare calzoni tigrati, avere un amante.
Dovremmo incontrarci in un’altra vita, incontrarci nell’aria
io e te.
(Sylvia Plath)

I capelli sono un altro dei punti più sexy di una donna. I capelli ‘catturano’ gli uomini, quasi fossero dei tentacoli. Non importa il taglio, il colore o se sono ricci o lisci. L’importante, ed è molto curioso, è che siano puliti e un po’ arruffati, come appena alzate dal letto, poiché questa immagine rimanda immediatamente e inconsciamente all’intesa. Inoltre i capelli lunghi hanno più possibilità di conquista rispetto a quelli corti, considerati troppo ‘mascolini’.
(Marco Rossi)

La gente si sistema le parole meglio dei capelli, ma raramente è più interessante che bella
(Unkarmapensante, Twitter)

Se tuo marito ha da ridire su qualche pelo in più, fagli notare che, a differenza sua, oltre a qualche pelo hai ancora tutti i capelli
(Lafranci82, Twitter)

I miei capelli di notte, mentre dormo, se ne vanno ai rave.
(Uhiahiohi, Twitter)

Scosto i tuoi capelli e annuso il profumo del mondo che vorrei.
(vinkweb, Twitter)

Se non ti spettina le vene
non è la persona giusta.
(vinkweb, Twitter)

Dalla sua testa scendevano tanti boccoli, simili al fiore del giacinto.
(Odissea)

Per avere dei capelli belli lascia che un bambino vi passi le sue dita una volta al giorno;
(Audrey Hepburn)

La prima cosa che mi lavo quando entro in doccia sono i capelli, l’idea di cadere e farmi trovare morto coi capelli sporchi mi terrorizza.
(incagliatoh, Twitter)

I capelli di una donna sono il termometro della sua anima. Quando una poverella sta male, cosa fa? Va dal parrucchiere. Prima ancora che dall’analista. Mette quel che ha di più vuoto tra le mani del coiffeur e si abbandona fiduciosa. E magari, all’improvviso l’incoscienza, gli dice la fatidica frase: «Fai tu».
(Luciana Littizzetto)

Penso che la cosa più importante che una donna possa avere – oltre al talento, naturalmente- è il suo parrucchiere.
(Joan Crawford)

Le frasi pericolose da pronunciare:
“Hai torto”, detto ad una donna.
“Non ho fame”, detto ad una nonna.
“Fai tu”, detto ad una parrucchiera.
(ValentinaVeltro, Twitter)

Prima di morire vorrei:
– visitare la Cina
– guidare una Ferrari
– uscire dal barbiere coi capelli tagliati come gli avevo chiesto
(ftzj, Twitter)

Agli inizi Gesù veniva rappresentato coi capelli corti e sbarbato, secondo l’uso semitico, ma in seguito divenne capellone e barbuto, alla maniera di Zeus, e tale è rimasto fino a oggi, senza più andare dal barbiere.
(Piergiorgio Odifreddi)

Nella bellezza ciò che è importante è la tua mente. Non si chiede un taglio di capelli da cinquanta dollari su una testa di cinquanta centesimi.
(Garrison Keillor)

Una donna che si taglia i capelli è in procinto di cambiare la sua vita.
(Coco Chanel)

La migliore delle Rosse accoppò suo padre

(Proverbio veneto)

 

 

Le 40 Ore

 

 

Sono cominciate le 40 ore nella nostra Chiesa Giubilare… Nel mio paese, San Giorgio Jonico,  questa pia pratica è in uso da centinaia di anni, Una devozione cara ai nostri pastori di ieri di oggi e si spera di coloro che verranno dopo di noi.

Hanno inizio il 17 Gennaio, giorno in cui si venera Sant’Antonio Abate e terminano il 20 Gennaio. Quale mirabile coincidenza, il 21 Gennaio in parrocchia festeggiamo il compleanno del nostro amato parroco Don Pierino Galeone e nelle preghiere che i fedeli rivolgono al Ss.mo Sacramento, non mancano quelle rivolte al Signore affinché  lo conservi a lungo in buona salute e in santità alla guida della porzione di popolo che gli ha affidato.

I capelli al tempo di Maria Antonietta

 

Amici, dopo essermi calata in profondità nell’argomento CAPELLI, ho voluto fare una ricerca di approfondimento sull’argomento, in forma del tutto personale. Il mio contributo culturale per la serata Glamour organizzata dalla mia parrucchiera Chiara Galeano, doveva essere necessariamente “ridotto” e sintetico, per non appesantire il contenuto della stessa e per dare anche la giusta visibilità alla bellezza delle acconciature realizzate dallo staff  che si era impegnato sia nell’acconciare i capelli, sia nel truccare le già bellissime modelle con il trucco degli anni ’30.

Come ogni cosa che faccio, ci metto passione ed entusiasmo… ed ora sono approdata a fare la conoscenza delle acconciature in voga al tempo della magnifica Regina Maria Antonietta di Francia. Vi propongo pertanto un testo ridotto dal Web e due significative immagini che spiegano efficacemente le acconciature al tempo della bella e vanitosa regina di Francia!

 

Nel XVIII secolo, Parigi dettava le mode del tempo anche in fatto di acconciature. In particolare ci fu una regina che rappresentò più di ogni altra il mondo barocco e rococò della vecchia Europa pre-rivoluzionaria: Maria Antonietta. La controversa sovrana di Francia era un’icona di bellezza, stile e moda: un gusto e un’originalità che esprimeva soprattutto con le sue stravaganti acconciature.

In particolare, si narra che il suo coiffeur personale, tale Léonard, fosse un vero guru in fatto di stile: con l’aiuto di forcine, spilloni giganti e abbondante pomata, creava delle vere e proprie impalcature sulle teste delle dame, alte fino a ottanta centrimetri. I capelli venivano avvolti in rotoli di carta, arricciati con ferri bollenti, inumiditi con succo d’ortica, incipriati con intrugli nutrienti e resi ancor più maestosi con l’uso abbondante di capelli finti. Ma era proprio sulla “vetta” di questa monumentali acconciature che si esprimeva la vera arte del parrucchiere.

Sulle chiome venivano incorporati fiori, frutta, gioielli, piume e addirittura statuine e ciò avveniva non solo in base ai dettami della moda, ma anche secondo gli eventi che scandivano le giornate: i torrioni di capelli venivano impreziositi con magistrali giochi plastici che illustravano simbolicamente gli avvenimenti del tempo.

Un esempio? Dopo il grande successo della tragedia dell’Ifigenia di Gluck all’Opéra di Parigi, pare che lo stesso Léonard avesse inventato l’acconciatura “all’Iphigénie”, guarnita di nastri neri come simbolo di lutto e dell’arco lunare di Diana.

 

Veri e propri capolavori architettonici che richiedevano ore e ore di lavoro per i parrucchieri e “sacrifici” per le dame, che a volte non riuscivano nemmeno ad oltrepassare le porte dei saloni da ballo: si narra che una delle più fantasiose acconciature della stessa Maria Antonietta sia stata smantellata e poi ricomposta per consentirle di partecipare ad una soirée. Ma d’altronde, cosa non si faceva – e non si fa tuttora – per seguire la moda?

I capelli nella Storia

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I CAPELLI NELLA STORIA

La prova che i capelli costituiscono un elemento della seduzione femminile   è da farsi risalire  nientedimeno che al profeta  Davide.. profeta e uomo timorato di Dio, ed anche Re di Gerusalemme. Un bel giorno Davide passeggiando sul torrione del suo Castello, che guardava verso le abitazioni dei suoi sudditi, si invaghì di una donna colta nell’atto di lavarsi i lunghi capelli… srotolando le sue trecce, rivelò al Re tutto quanto il suo fascino femminile…Il saggio Re Davide, se ne invaghì perdutamente e la mandò a chiamare… e Giacque con lei… mi piace questo eufemismo con il quale la Bibbia gira intorno all’argomento.

La donna però restò incinta e da qui iniziarono una serie di disavventure per il Grande poeta, Musico, profeta, condottiero Davide…

Dopo di Lui sorse un uomo la cui forza virile e potenza risiedeva nella sua fluente  chioma… Si chiamava Sansone e penso che ne abbiate sentito parlare almeno una volta… perlomeno avrete sentito almeno una volta il famoso detto “ Muore Sansone con tutti i Filistei…

Poi venne Assalonne… il quale,  dopo aver assassinato un suo fratello, fuggiva per sfuggire ad alcuni soldati del re che lo cercavano per imprigionarlo…Lo scontro frontale avvenne nella foresta di Efraim: Assalonne, che cavalcava un mulo, rimase impigliato con la testa tra i rami di una quercia a causa della sua folta e lunga capigliatura… e mentre era appeso, i soldati del re gli fecero la festa che si meritava!

Tanto simbolo di femminilità, questi capelli, che alle ragazze e alle donne che prendono i voti, vengono recisi i capelli corti corti… quasi  una mutilazione chiesta come prova di una vocazione davvero autentica.

Nel sud della Cina, le donne sole, le single,  portavano i capelli in una treccia, mentre le sposate, portavano un ciuffo di capelli annodati nella parte superiore della testa. C’era anche un costume diffuso in tutta la Cina che le vedove che non volevano risposarsi tagliavano completamente i loro capelli come un segno di disinteresse.

All’inizio del secolo, il primo a sviluppare un sistema d’ondulazione permanente fu un parrucchiere tedesco Karl Nessler. Nessler brevettò nel 1906 un sistema, che consisteva in un gruppo di cilindri in cui i capelli erano avvolti e arricciati, collegati ad una macchina che si riscaldava per mezzo di una resistenza elettrica. Il metodo di Nessler fu prima provato a Parigi in una donna, Katharina Laible, a cui Nessler ha due volte bruciato tutti i capelli e il cuoio capelluto. Dopo di ciò, si sposò con lei e vissero felici e contenti.. anche perché il suo brevetto fu migliorato e gli procurò un’immensa fortuna.

 

 

 

I capelli delle donne negli anni 30

GLI ANNI ‘30

 

Ora facciamo come Adamo, chiudete gli occhi e  apriteli quando ve lo dico io!

Facciamo un balzo di 100 anni, di duecento, trecento anni?

No! Facciamo un balzo di due millenni . Ci ritroviamo con la fantasia  negli anni 30.

Ovvero in un momento storico molto difficile dovuto al famigerato CROLLO di WALL STREET, avvenuto infatti all’alba degli anni ’30.

L’odierna crisi economica mondiale ebbe origini molto antiche, come vediamo e come stiamo sperimentando nei nostri anni e nel nostro tempo.

Nonostante la povertà nella quale le persone si vennero a trovare, anche le donne appartenenti al ceto medio sentivano il desiderio di mantenere uno stato di dignitosa eleganza.

Le donne dell’alta borghesia invece scoprirono l’utilizzo dei pantaloni del pigiama, di pura seta, da abbinare ad altri indumenti, inventando uno stile casual, ed essere ugualmente eleganti senza spendere molto.

La mise di una vera signora però non poteva prescindere dall’indossare guanti e cappello.

I cappelli erano piccoli e si fissavano in cima alla testa e portati “sulle 23” ovvero inclinati sulla fronte, con disinvoltura.

I capelli e le pettinature guardavano sempre alle icone che il Cinema e il mondo della moda tramandava loro.

Le icone del mondo della celluloide tramandava all’epoca erano, tra le straniere: Marlene Dietrich, con il suo look androgino, Ginger Rogers la biondissima partner di Fred Astaire, la nascente stella  sexy , la biondissima Marylin Monroe. Tra le italiane Alida Valli, Marina Berti, Valentina Cortese, Maria Mercader, Carla del Poggio e altre.

Le donne italiane raccoglievano i loro capelli in crocchie abilmente arrotolate dietro la nuca e fissate con le forcine di osso, o di più umile ferro.

Coloro che avevano i capelli corti, volendoli ondulare in maniera economica, utilizzavano delle striscioline di cotone, recuperate dalle lenzuola usurate, e si arrotolavano ciocche di capelli umidi, legandoli con queste striscioline di cotone. Per ottenere una ondulazione più tenuta bagnavano i capelli con succo di limone e zucchero, e tenevano questi rudimentali bigodini un’intera notte.

Sfiziose cuffiette da notte coprivano le loro teste così buffamente agghindate, per non spaventare i mariti!

I capelli delle nostre donne del sud, venivano lavate ogni qualvolta si faceva il bucato. Recuperando la lisciva ottenuta dal bucato ottenevano un lavaggio profumato di mortella ed alloro, rametti della macchia mediterranea che si aggiungevano alla cenere usata dalle nostre nonne come efficace sgrassatore, detergente, e ammorbidente per il bucato settimanale o addirittura quindicinale.