Archivio | gennaio 2015

Carciofi trifolati

Mia cognata va pazza per i miei carciofi trifolati, sono così semplici da fare, eppure ella mi prega sempre di prepararne in abbondanza quando qualche volta viene a pranzo da me….perchè a lei, dice, non vengono mai così buone. Pulisco i carciofi, li affetto sottilmente, li tengo un po di tempo in acqua e limone, poi li passo in padella, e li faccio appassire qualche minuto. in seguito verso un giro d’olio extra vergine di oliva, affetto qualche spicchio di aglio, e li faccio rosolare, aggiungo un goccio di vino bianco, faccio evaporare, poi cospargo i carciofi di prezzemolo tritato e sale quanto basta. Faccio tutto molto velocemente, devono rimanere croccanti, quasi crudi, questo è il segreto. Provateli. Ve li consiglio!

 NATURA - RICETTE - CARCIOFI-carciofi trifolati

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 30, 2015, in varie. 1 Commento

San Ciro Eremita e Martire

E’ tutto pronto a Grottaglie per la festa di san Ciro, un santo tanto amato e venerato nella vicina Grottaglie, nota in tutta Italia con l’appellativo di “Città delle Ceramiche”. La cittadina in provincia di Taranto ha un suo santo, nativo di quell’operoso paese. Il suo Nome è Francesco De Geronimo, umile fraticello noto per il suo amore per i poveri…notissimo il suo miracolo del pane, operato in età adolescenziale.Eppure Francesco additava ai suoi stessi concittadini la figura grandiosa di Ciro.
Accorrono devoti da tutta la provincia per la processione di questo straordinario santo. Gente scalza segue tutto il percorso processionale, reggendo dei ceri, sfidando il freddo di questo ultimo scorcio di gennaio. La festa di San Ciro, infatti, cade il 31 Gennaio, un giorno della “merla, un giorno in cui la Chiesa fa memoria anche di San Giovanni Bosco. La festa è caratterizzata da una pira grandiosa,formata da fascine di rami della potatura delle vigne e degli ulivi che convergono nei giorni precedenti nel luogo dove verrà innalzata la pira e che si accende alla vigilia e arde per alcune notti ed alcuni giorni. Per voi ho raccolto la foto della Pira di quest’anno, una foto della sottoscritta che ritrae il simulacro di San Ciro che VOLGE IL VOLTO verso una finestra del centro storico, per rivolgere il suo saluto benedicente ad un ammalato di quella famiglia. Un video con la Famosissima “LEGGENDA” di San Ciro, commovente, aurea, suggestiva, che vi invito caldamente di ascoltare per intero. Se avrete la bontà di ascoltare il canto fino alla fine capirete anche il significato della Foc’ra ( La Pira).

Per le foto della Focra ringrazio le amiche di facebook Rosalba Margherita e Maria Cuscela

Focrafoto di Maria Cuscela

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san ciro

processione di san Ciro

Prodotti di nicchia… Il Siero

Non so come mi sia venuto di intitolare questo Post, Prodotto di nicchia…invece si tratta di una vera e propria pepita d’oro dei sapori di una volta.
Possiamo definirci” Privilegiati” noi che abbiamo potuto gustare il pane di grano intinto, bagnato, inzuppato di siero ancora caldo… con tanti pezzettoni di ricotta..da andarla a pescare nella ciotola di caldo e dorato siero.
Quel siero che è prodotto e residuo della lavorazione della ricotta, quando si mette nelle ceste di vimini o nei fiscelli di ceramica per farla rassodare, eliminandone tutta la parte acquosa.
Che colpa hanno i nostri bambini se non hanno avuto l’opportunità e la fortuna di sentire nelle loro tenere bocche, i sapori genuini dei cibi di una volta?
Che colpa ne hanno se oggi si nutrono di Girelle, di nutella, di panini artificiali di dubbia provenienza, importati da una gastronomia forestiera e ingannevole?
Ho avuto dal mio compare Mimino sabato mattina due fiscelli di ricotta calda calda e una brocca di siero acquistato in una delle tante “Masserie” di cui la mia terra è ricca. L’ho fatta durare tre giorni… per godere il più a lungo possibile di quell’ineguagliabile sapore, ripensando a mio padre, a mia madre, alla mia infanzia felice.

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Io dico No alla Violenza

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Ancora un evento culturale per portare in tournè la mia Poesia di denuncia contro la Violenza: in qualunque forma essa venga manifestata, da qualunque parte essa giunga, su chiunque essa venga perpetrata.

Stalking

Scorrono giorni inquieti
in un perimetro di storia.
Copro lividi sul volto
con ampi strati di calce,
bianca e purificatrice.
Ho il fiato sul collo tutto il giorno
le tue zanne mi succhiano il sangue.
Cammino con il tuo sguardo che mi perseguita
sento i tuoi passi risuonare sul selciato,
ho paura di voltarmi e di vederti!
So che ci sei, sei la mia ombra,
sei il mio carceriere senza catene,
sei nell’ombra,
sei come il riflesso della morte,
sei come una lama che trafigge il mio corpo
anche se da lontano.
In un perimetro di storia
mescolo le mie lacrime ad un caffè amaro,
amaro come la vita, amaro come un delirio di solitudine.
Costretta ad apparire con un volto imbellettato
ho dentro l’anima Invisibili piaghe di sofferenza,
putride di violenza.
Muto il mio labbro.
Sono muta davanti al mio assassino,
impotente e muta come agnello da tosare.
Avevo ali grandi come lenzuola di lino
ma ora sono accartocciate su di me
e mi avvolgono come una sindone.
Avevo ali grandi e volevo volare
ma le tue mani aguzzine mi tirano giù
come zavorre uncinate,
e porgo rassegnata i miei polsi
alle tue roventi catene.

Ma io avevo ali grandi,
ma io volevo volare!

Anna Marinelli

Mestieri in bicicletta

Domenica sera, 4 gennaio scorso, il mio paese si è arricchito di una collana di perle preziose.E’ stata inaugurata una esposizione permanente di Biciclette d’Epoca tutte arredate di oggetti degli antichi mestieri di una volta. Una Bicicletta come negozio su due ruote, bancarella ambulante, negozio che ti passa sotto casa, specialista che presta il suo servizio a domicilio.Persino il curato di campagna o di montagna, usava la bicicletta come mezzo di trasporto, veicolo che accelerava i passi per portare “l’estrema unzione” ad un malato la cui casa distava parecchi km dal paese. Che dire del fotografo ambulante! Del merciaio, del cestaio, del sarto, del riparatore di ombrelli… dell’arrotino, del venditore di spezie. Vere e proprie botteghe ambulanti, questi veicoli risalenti al periodo tra i primi anni del Novecento e il secondo dopoguerra, offrono uno spaccato di vita popolare e documentano antichi mestieri, alcuni dei quali oggi scomparsi.

Biciclette fiammanti come Cadillac. Restaurate e tirate a lucido quelle più anziane e ammaccate come reduci di una guerra vissuta senza spargimento di sangue, ma col sudore della fronte di coloro che si sono spinti oltre i ristretti confini dei loro paeselli per portare le proprie mercanzie aldilà del proprio campanile.
E qui è l’ingegno dell’uomo che mi appassiona.La fantasia, la passione, l’inventiva, l’originalità.
Se non credessimo in queste virtù degli uomini, basterebbe recarsi nel Padiglione della Scuola Nesca, in San Giorgio Jonico, (in Provincia di Taranto) per trovare non una decina di questi esemplari, ma ben 65 biciclette, tutte corredate da numerosissime altre suppellettili, che si ergono come testimoni di un recente passato, per parlare della fatica del vivere e dell’importanza del lavoro anche più umile, portato a spasso su due ruote, per potersi guadagnare onestamente di che vivere.
Merito di tutto questo è da riconoscere incondizionatamente alla ricerca appassionata di un privato cittadino, Pasquale Tripiedi, il quale da sempre ha ricercato, acquistato e ammassato oggetti di vario tipo, collezionando gli oggetti del passato da salvaguardare dall’abbandono, dall’essere venduti “ai ferrivecchi” in cambio di una vaschetta della colorata e vituperata plastica. Grazie Pasquale, a nome mio e a nome di tutti coloro, grandi e piccoli, che si ritroveranno a fruire di questo spettacolo, a godere della vista di questi gioielli che tu con lungimiranza hai saputo ricercare e acquistare, a prezzo di tanti sacrifici, per farne una eredità comune, un bene comune, un gioiello, un fiore da appuntarci con grande orgoglio sul risvolto dei nostri occhi.
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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 13, 2015, in varie. 4 commenti

PASTICCIOTTO LECCESE

PASTICCIOTTO LECCESE

Per 12 pasticciotti

Pasta frolla ingredienti:
300 gr farina – 80 gr zucchero – 130 gr strutto morbido a pezzi – 1 busta lievito pane angeli – 1 busta Vanillina – 1 limone (scorza grattugiata.) – 2 uova

Crema ingredienti: 500 ml latte – 100 gr zucchero – 2 uova – 40 gr farina – scorza di limone – 1 busta di Vanillina

Procedimento :
Dopo aver preparato la crema e messa a raffreddare, prepariamo la base di frolla. Uniamo alla farina le due uova, lo zucchero e lo strutto a pezzi a temperatura ambiente. Amalgamiamo fino ad ottenere un panetto liscio e compatto che andremo a far riposare in frigo, avvolto nella pellicola, per almeno mezz’ora. Fatto ciò’ divideremo il panetto in due ed inizieremo a stendere la frolla del diametro di almeno un cm, per poter foderare gli stampi precedentemente imburrati. Ricopriamo di crema fredda e successivamente adagiamo il secondo strato di frolla. Spennelliamo la superficie con un uovo sbattuto ed inforniamo i pasticciotti per 20minuti a 200°
Avvertenza, mangiarne con moderazione perché sono una vera Bomba energetica.
Da: SALENTOENONSOLO