Archivio | gennaio 2021

La Storia di san Ciro

Uno stralcio della Storia di San Ciro medico eremita e martire, presa dalla tradizione popolare… Quante volte l’ho sentita dalla voce degli anziani del mio paese… ora sono io quella Voce che la racconta a voi.

Ostinati balenii

in questo azzurro indecente
di liquida aria,
resistono sparsi
e ostinati balenii.

in questa luce invadente
schegge di sole mi entrano nelle vene.
e straripa… esonda… dilaga
la voglia di te
che manchi come alle ombre il sole…

ostinati balenii
mi parlano come giovani delfini
in attesa di nuovi giochi.

Recensione di Ferruccio Gemmellaro

Ringrazio di cuore l’amico Ferruccio Gemmellaro, assiduo lettore del mio Blog Saporidelsalento, per avermi inviato questa sua gradita recensione ai miei “Racconti Intorno al braciere“, due piccole pubblicazioni che ho voluto produrre per farne “strenne di Natale” ai miei numerosi amici ed estimatori. Basti pensare che i libretti sono stati spediti in varie regioni d’Italia e finanche all’estero, nella lontana Olanda, e nella fredda Berlino. L’amico Ferruccio, operatore Culturale fecondo ed impegnato, ha voluto gentilmente scrivermi una recensione che mi ha fatto tantissimo piacere e desidero condividerla con tutti voi. Grazie Ferruccio.

Recensione di Ferruccio Gemmellaro

   Questi racconti di Anna Marinelli, e di altri tratti liberamente dalla tradizione popolare, contengono un magnifico strumento per onorare le tradizioni della sua gente, una bambagia culturale sulla quale ha ritrovato il potersi felicemente adagiare, nutrendosi ancora di tutte le meraviglie legate alla fanciullezza. Non solo, la sua è una opera di gratitudine verso una generazione di nonne, inestinguibile nel cerebrale degli uomini; infatti, è lei a riportare in autocitazione che “le nonne estraggono dalle tasche/ antiche storie per orecchie grandi di bimbi,/ che nessuno riesce a saziare”. E si è perfettamente in armonia col suo pensiero nell’esprimere che le leggende sorgono dalla memoria popolare e si tramandano nelle generazioni con tutto quel patrimonio di mistero e fantasia e, ancora, nel redigere, quale segmento illuminante, la stupenda verità per cui miti e leggende, li cunti nel suo dialetto salentino,  sono sempre confluiti “a esorcizzare la cruda realtà quotidiana, fatta di sacrifici e di duro lavoro.” Enunciare quel luogo comune che vorrebbe i libricini da leggere tutto di un fiato, non risuona correttamente di queste pagine poiché esse racchiudono secoli di vita e di avventure umane e pertanto nello scorrerle si scopre di  esserne il fruitore, non certo un semplice lettore, avvertendone straordinariamente  il sapore e l’odore della dimora genitoriale.

FG

Era lì

Era lì che stillava nettare dalle stelle

per nutrire i suoi versi bambini.

Venditrice ambulante offriva porta a porta la sua poesia,

incontrando cancelli di gelo.

Era lì che porgeva i suoi versi ai passanti

come fanno i madonnari

che a sera vedono piangere il sole

su icone d’asfalto.

Se busserà, un giorno, alla tua porta

non respingerla con parole di rovo,

ma lasciati sedurre dalla cascata sonora

che esce dalle sue tasche.

Un tempo mi disse che al suo paese

le rose gelano anche ad agosto,

ma non la compresi.

Se un giorno incontrerai un’ambulante

che offre agli astratti passanti cestini di versi odorosi,

guardala bene negli occhi:

potrebbe essere la sua anima

che ancora non si arrende.

Già sento la neve

Fotografie di Maria Cuscela

“Sssss!

taci…

Già sento la neve

che cade

sul muto pentagramma

e s’annoda

a gomitolo

la goccia di soffice gelo

che si posa

arabescando

note di calma

apparente,

mentre,

sotto la coltre

della rossa terra

la vena della vita

viene scossa

fino alla radice.

Ma paziente,

come la rondine,

attende

che l’Aprile

allieti di nuovi voli

le grondaie.