Qualcosa di me e del mio blog …

Tempo fa su invito del mio parroco Monsignor Giuseppe Ancora ho iniziato a scrivere delle ricette. Io in realtà ho un passato di scrittrice di versi e, purtroppo, le ricette vere e proprie mi sembravano miserelle in confronto alle poesie, così ho pensato di raccontarle, facendo un balzo indietro nel passato ancora vivido di bei ricordi e ho iniziato a scrivere queste ricette che, in seguito, ho raccolto in una pubblicazione, intitolata “Quaderno degli antichi sapori”

Successivamente ho aperto questo blog su WordPress con l’intenzione di proporre le mie ricette ad un pubblico più vasto, e relazionarmi con eventuali”naviganti” del web per uno scambio di suggerimenti e una condivisione dei ricordi. Il nome del blog “Saporidelsalento” è abbastanza azzardato ma sono certa che la storia che accomuna i paesi e le città del Salento contempla anche molte di queste ricette, di queste usanze e di questi profumi e sapori.

http://digilander.libero.it/annysea/

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11 commenti

11 thoughts on “Qualcosa di me e del mio blog …

  1. Come mai hai scelto questo WordPress? trovo sia complicato comunicare mentre mi risulta infinitamente più semplice quello che uso io e quasi tutti gli altri che conosco Blogspot.it. Anche pubblicare poi su facebook, che è la vetrina per raggiungere un platea infinita con questo è semplice ed efficace. Ieri volevo far vedere ad altri il tuo post sul rumore del torchio, ne è venuta fuori una “cosa” senza immagine, ho poi pubblicato anche direttamente da Youtube, almeno c’era una immagine, sai che l’immagine è il primo impatto, che fa poi cliccare. Se fosse stato su Blogspot, sarebbe stata già corredata dalla tua immagine.
    Mi hai rimproverato che non ti seguo, il motivo è anche questo. Inoltre di questo blog mi arrivano le notifiche dell’altro nulla, forse perché è necessaria una complicata iscrizione, altro motivo che allontana a differenza di blogspot, tale iscrizione credo d’averla fatta ma mai perfezionata forse, comunque ripeto è complicata.
    Io comunque continuo a pubblicare ricette con racconti, anzi, racconti con ricette, non ho mai trovato un tuo commento, sbaglio?
    Rispetto la tua scelta a proposito di facebook, non la condivido e trovo che ha bloccato i nostri rapporti e, temo che questo sia accaduto anche con altri.
    Ciao, arrileggerci

    • Non posso rifare tutto d’accapo Mimmo, ormai mi ci sono abituata..non ho bisogno di una platea infinita ma di pochi e assidui amici davvero interessati a ciò che faccio. Spesso passo da te…ma non trovando corrispondenza di intenti …ho desistito…ma qualche saluto te l’ho lasciato anche se c’è la moderazione che infastidisce…

      la pagina del torchio dava problemi perche mi faceva vedere un altro mio stesso video…ma ho rimediato…ah! il video delle melenzane ripiene ha raggiunto e superato le 4mila visualizzazioni…anche se fatto con un programma antidiluviano.

      felice autunno Mimmo… verrò presto a trovarti. Anna

  2. Mi piace questo spazio, devo ringraziare Smemorato.
    Non trovo azzardato il nome “saporidelsalento”, anche i cibi del (per il) cuore che proponi sono sapori comuni a tutto il Salento e tu li sai “spiegare”…

    • Pietro, ma mica sei un poeta????? ahahhha! che bello il tuo riferimento al cibo per il cuore…io ci leggo cibo per l’anima, la nostra anima di “meridionali” sempre in cerca di memorie! Io mi sforzo di raccontare anche i sapori della memoria.

  3. Angelo Agnino anna cara vorrei tanto farlo ma nn sono alla tua pari di raccontare scrivendo storie ,vediamo un po , all’inizi degli anni 70 io ero un ragazzino e ricordo bene che nella giornata di oggi le vie principali che portavano alla piazza allora (piazza margherita)erano addobbate a festa, e al centro della piazza vi era issato un palo ben saldo a terra e tenuto da tiranti in cima , questo era il palo che cosi si presentava prima che si svolgeva la manifestazione della festa del primo di maggio , ma quando veniva la sera la nostra piazza si affollava di cosi tanta gente per assistere all’evento vero e proprio della festa, la cucagna cosi era chiamata, oggetto principale dell’evento era quel palo che la mattina quando lo avevano inalzato uno si chiedeva mo questo a che serve , ma la sera lo vedevi li maestoso super illuminato al centro di tanti sguardi e voglia di andare su in cima , si perche in cima vi era la vera e propria ragione di tutta quella gente presente, ti vedevi su legati salcicce provoloni ,prosciutti e tant’altro ben di dio, aspettavano solo che qualcuno andasse su a prenderli, per qualcuno l’impresa poteva essere facile ,ma ha rendere ardua l’impresa era quella massiccia quantita’ di grasso che era avvolto intorno al palo per tutta la sua altezza, e qui che si dava inizio ad’un scenario da mille e una risata alla gara della cucagna (perche’ poi tutta la manifestazione non’era altro che una gara dove si sfidavano svariate squadre) si buttava il tocco a chi prima partiva ma erano i primi tentativi i piu duri e allo stesso tempo piu belli da vedere , perche’ dovevano in un certo qual modo togliere il grasso avvolto al palo e tentativo dopo l’altro tra un continuo alternarsi fra squadre si andava sempre piu su per raggiungere quel ben di dio appeso ,e in tutte queste salite e discese rapide a causa del grasso la gente attorno si scompisciava dalle risate , ti vedevi quei baldi giovanotti tutti unti di grasso in ogni parte del corpo , si perche’ a volte capitava anche che a qualcuno si slacciavano i pantaloni e qui che sentivi il boato del pubblico che si divertiva , naturalmente poi tra svariati tentativi alla fine ci si riusciva ad’arrivare in cima al palo calare giu tutto quanto , una volta giu si festeggiava fra loro bevendo e mangiando , e poi la festa del primo maggio passava al solito giro rituale in mezzo alle bancarelle. cara amica anna spero sia stato chiaro nel raccontare ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
    4 h · Mi piace · 5

    • Angelo, hai saputo raccontare meravigliosamente…sono tornata bambina e le tue parole hanno evocato antiche usanze, hanno riportato alla mia mente scene dimenticate.. hai fatto non solo felice me, “Raccoglitrice di pepite d’oro”, ma tutti coloro che abitualmente mi seguono da qualche anno.. non è il pubblico festoso e “cannaruto” del nostro gruppo di “Come si mangiava nna vota” o del Bianco e Nero nel Cuore, ma un pubblico di affezionati e nostalgici amici che ogni tanto mi dedicano una porzione della loro attenzione e del loro tempo prezioso… Ci hai fatti felici tutti, ne sono certa e di questo ti ringrazio vivamente.

  4. A volte ho la sensazione che i tuoi versi mi prendano per mano per condurmi sui sentieri dei sogni… Riesci ad evocare sentimenti universali attraverso immagini talvolta incantevoli, altre volte ancorate alla quotidianità. E sempre traspare la tua sensibilità arguta e profonda , insieme ad un velo leggero di dolce sensualità🌸

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