Archivio | dicembre 2015

Ninna nanna al bambinello

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Un pensiero per tutti

Un pensiero per tutti

Un pensiero per gli ultimi, per gli invisibili.

Per i clochards che trascorreranno il Natale sotto i ponti,

per chi lo vivrà nelle corsie degli ospedali, in attesa di ricovero

sulle strade… in servizio… di turno al 118.

Un pensiero ai vigili del fuoco,

agli stambecchi affamati,

ai bimbi abbandonati nei cassonetti

alle madri che hanno deciso di abortire…

a chi ha deciso di trascorrerlo in sobrietà…

a chi lo trascorrerà da solo,

a quanti hanno perduto da poco una persona cara,

a quanti aspettavano un invito che non è arrivato,

a quanti lavorano nelle mense caritative,

agli immigrati, ai carcerati, ai separati

che non potranno abbracciare i figli;

a chi non crede, a chi non spera più…

a chi non ha mai cominciato a sperare

ai vecchi abbandonati come fardelli inutili

nelle case di riposo.

Alle mamme che stanno partorendo,

a quanti stanno morendo,

a chi comincia solo oggi a vivere…

a chi vorrebbe morire proprio oggi,

a me, a te poeta coltivatore di sogni,

inguaribile Pierrot con lo sguardo rivolto alla luna

cercatore di stelle sui prati del cielo…

seminatore di briciole ai passeri affamati…

tessitore di emozioni col filo lucente della parola

spoletta di luce che mira a raggiungere il cuore

dell’uomo abbagliandolo di stupore semplice…

col fiore d’amore che sboccia in tutte le stagioni

quasi fosse primavera sempre e non solo a natale…

buon natale magnifico amico

ecco qualche parola…

prendila, è tua.

A chi aspetta un tramonto,

forse l’ultimo,

a chi invece abbraccia l’alba di un vagito

a chi voleva ancora volare pur avendo ali bruciate,

a chi, come noi, vive immerso nei sogni

e guarda il cielo, anche se è grigio, anche se piove

e sa ancora sorridere davanti all’azzurro

di uno sguardo bambino

e sa ancora commuoversi

davanti ad un dono inatteso.

A te, dolce amica, compagno speciale,

a quanti ho dimenticato,

non se ne abbiano a male,

e a te emigrante che vorresti tornare,

auguro a tutti un Sereno Natale!

Racconti intorno al braciere

Ci sono tante foto in bianco e nero che girano nel popoloso e affollato web, che ritraggono persone anziane attorno al braciere di una volta. Io posso ritenermi fortunata perchè conservo ancora il braciere di mia madre e in questi giorni sto portando in giro Piede( la parte di legno, dove ci si appoggiavano i piedi, sollevandoli dal freddo pavimento e avvicinandoli un pò di più alla fonte di calore, Il Braciere vero e proprio, che era come un catino di ferro o di più pregiato Ottone, che conteneva la brace, e un piccolo palettino col lungo manico per ravvivare la brace che ardeva sotto il primo stato di cenere che si veniva a creare con la combustione e per effetto dell’aria.
Il primo evento di questa tournèe ha avuto luogo in una scuola dell’infanzia, dove sono stata invitata da una maestra che come me, tiene molto alla trasmissione delle nostre care tradizioni.
Domani sera andrò con altre due amiche a fare teatro in casa, in una casa privata nella quale abitano due sorelle che da anni non escono dalla loro abitazione. Le due amiche sono le loro nipoti e hanno organizzato questa “serata” in occasione del compleanno di una delle due anziane zie. Ci siamo riunite un paio di volte per cantare la canzone ‘Nvièrnu musicata da Fabio, mio Figlio, di cui ho pubblicato giorni fa il video.
Porteremo il braciere, il vero protagonista dei racconti.
io mi sono fatta fare il coprispalle di lana (fisciùlu) da una mia cara conoscente e l’ho indossato e lo indosserò ogni volta che porterò i Miei racconti in giro, lì dove saranno richiesti. Le 50 copie però sono quasi finite, dovevano essere delle strenne per pochi amici intimi… ma, con molta gioia mi sono accorta di averne molti ma molti di più! Deo Gratias.

Olio, Oro di Puglia

http://www.unoetre.it/provincia/item/2478-il-giusto-costo-medio-di-un-litro-d-olio-nuovo-da-olive-italiane

Ricevo e volentieri pubblico un interessante articolo dell’amico dott. Donato Galeone circa i giusti costi di un litro di olio novello, raccolto nelle campagne della nostra verdeggiante Puglia.

Agrotecnico, nato a Leporano, in provincia di Taranto, Donato Galeone è residente nel Lazio. Ha ricoperto diversi incarichi dirigenziali nel mondo sindacale, agricolo e del lavoro, ricoprendo anche incarichi presso diversi enti pubblici. Attualmente è coordinatore tecnico dell’Organizzazione Produttori Le Badie – Lazio. Vi invito alla lettura cliccando il link posto in alto.

Megan, i tuoi capelli

Megan i tuoi capelli

sono bòccoli di fate,

hanno attinto all’oro del grano

quel sapido fumento

che i tuoi occhi di cielo

non hanno avuto la gioia di vedere…

Le tue radici Megan, sono liane sotterranee

che sfidano l’inganno dello spazio

e giungono alle falde di un’isola felice.

Terra di sapori antichi e di leggende sempre verdi,

come le foglie degli agrumeti

che cingono quella terra fortunata

irrorata di lacrime e sospiri.

La terra di tuo nonno, Megan

si muore di nostalgia

per non sentire i tuoi giovani passi

e le carezze dei tuoi occhi di cielo

percorrerla in ogni latitudine,

fino a raggiungere

quel lontano campanile

che i passi di tuo nonno custodisce

nello scampanio festoso

delle campane di una Pasqua lontana,

mai dimenticata,

e custodita nel santuario di un cuore d’Emigrante

che vive nell’Attesa di poter un giorno ritornare.

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DEDICATA A MEGAN, NIPOTE DI VITO BOLOGNA.

Lu presepiu cchjù bellu

Ce é vistu pi la casa, ier matina,
stava n’agitazione, na muìna,
amu spustatu puru nu cascittone
cu facimu lu prisepiu a nu cantone.

Sobbra a do’ tripieti amu zinpatu
nu cannizzu vecchju e gnuricatu.
“Tanta l’am’a cucciare- ha dittu mama,-
no stè chjù tiempu, l’am’a fa’ sta sittimana”

Cu do’ cippuni, beddi sistimati,
si faceva la crotta, li casoddi e puru li strati,
cu do’ pupazzi ca mo chiàmunu “statuine”
e cu na serie di deci lampatine.

Lu cielu stillatu di carta ‘nargentata
e la stella cometa sobbra sobbra ‘ppizzutata.
A postu d’onore stava lu pastore
cu doi, tre, quattru, cincu picuredde,
la fèmmena cu la minzana vicinu allu puzzu
e lu firraru cu lu martidduzzu.

Li tre Re Maggi sobbr’allu cammellu
si facèvunu caminare bellu bellu,
pi sce’ ‘rrivare ti la Bifania
quera ca tutti li feste si porta via.

La Mirra, L’Argentu e l’Oru finu
purtàvunu in regalu allu Mamminu
e vineva puru lu massaru cu l’agnellu ‘mbrazzi
e lu villanu cu do’ favarazzi.

E ti l’Ancilu cu li vrazzi apierti
mo mi ni scurdava,
quiru ca purtava na striscia alli mani
‘ddò stava scrittu cu lettere d’argentu:
“Sia pace in terra e allu firmamentu”:

‘ddò stava scrittu cu lettere di oru
“sia pace in terra a tutti li cristiani,
ma sulu a quiri ti bona volontà”
ca tènunu ‘ntra llu core la bontà,
ca tènunu ‘ntra lu piettu tant’amore
ca quiru é lu Prisepiu ti nostru Signore,

Ca ete lu core ti l’omu lu liettu predilettu
di lu Mamminu Santu e Benedettu

Anna Marinelli