Archivio | giugno 2016

Guernica

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Guernica è il titolo di un dipinto di Pablo Picasso, realizzato per commemorare il bombardamento aereo dell’omonima città basca durante la guerra civile spagnola avvenuto nell’aprile 1937

Di notevoli dimensioni l’Opera più famosa di Picasso misura 3,49 di larghezza per 8 metri circa di lunghezza.

Si conserva nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid

Fu realizzata 26 aprile 1937–giugno 1937  Per incarico del governo repubblicano spagnolo, che compensò il pittore, fervente sostenitore dell’idea repubblicano-comunista, con 200.000.000 pesetas dell’epoca (oltre un milione degli attuali euro), il quadro era destinato a decorare il padiglione spagnolo durante l’esposizione mondiale di Parigi del 1937. Dopo l’esposizione, quando il governo repubblicano era ormai caduto, Picasso non permise che il suo dipinto più famoso venisse esposto in Spagna, dichiarando esplicitamente che avrebbe potuto tornarvi solo dopo la fine del franchismo.

Vi invito ad andare a cercarlo su quel pozzo di san patrizio che è internet…ne resterete affascinati anche voi…

Capirete perché ho scritto questa poesia… perché gli animi sensibili non possono restare indifferenti dinanzi alla ferocia distruttiva della guerra…

Come noi uomini e donne del nostro tempo, non possiamo restare indifferenti dinanzi alle innumerevoli situazioni di violenza, dinanzi agli attentati di Parigi prima e di Istanbul solo pochi giorni fa.

Domani sera la presenterò nella casa di Paco, in una serata di poesia!

 

Davanti alla tela di Picasso “Guernìca”

 

Udisti/udimmo
il grido degli oppressi.

Ti raggiunse/ci raggiunse
 l’odore della morte,
che in fiumi di sangue si dissetava,
scorrevano torrenti di caos ad inghiottire la Vita,
l’ordine, la convivenza tra gli umani.

Nell’ora del mercato, quando  pullulava

 la frenesia del vivere,
il pane si intinse nel sangue del fanciullo,
la madre  colpita d’inatteso sgomento,
fauci di fuoco, cavalli imbizzarriti.

Grida, grida si levavano al cielo
come colonne di fumo intriso di carne arroventata,
dinanzi alla pioggia di proiettili,
inermi mani si levavano al cielo quasi a fermare imprevista mattanza
  …teste di uomini e bestie rotolavano tra le macerie,
urla di vecchi e bambini stridevano con le voci stridule, strozzate nella faringe,
solo una madre leva un nitrito d’altissimo suono infuocato,
un fiume lavico di dolore incompreso,
tutto fu fatto per sterminare le mura della tua Città di pace e silenzi sonori,
attraversata fino ad  all’ora da un torrente quieto.

Ti  descrisse l’artista facendo appello
all’eco d’inchiostro che pervenne

fino al padiglione del suo orecchio/cuore.

Fin laggiù giunsero le voci dei disperati,

il fumo della falce che si abbatté furiosa di odio,

immensa falce, che non falciò grano di speranza

ma ti condannò alla fine senz’appello.
  Poi venne un uomo con strumenti policromi,

venne a te come pellegrino d’amore, altra falce sguainò,

altra arma e senza colpo ferire ti riedificò

su fondamenta azzurre, ti alitò un velo di colore

che ti ridiede la vita in pochi metri di tela,

e nessuno da allora potrà scalfire la tua identità immortale

che altri vanamente gettarono

nel baratro di  un CAOS senza fine. 

Guernìca vive in un perimetro d’Amore.

 

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Paese

 

Una rilassante visione, per tutti gli Amici che passano da queste parti!

La frittata di nonna Graziella

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Per Carmela Pinto e per chi la volesse preparare: tagliate a tocchettini 2 belle patate grosse e uniteci un porro o una cipolla di vostro gradimento; fate soffriggere in una pirofila antiaderente con un po’ di olio e un po’ di burro col coperchio.

Girate spesso e fate rosolare.

In una terrina sbatteteci le uova 2/3 quelle che vi servono, uniteci un po’ di latte, sale, formaggio grattugiato e delle fettine di formaggio filante.

Quando le patate e la cipolla sono cotte aggiungetele alle uova, mischiate e friggete da un lato e dall’altro. Se la gusterete calda il formaggio filante si farà notare…altrimenti anche fredda, preparata per la cena, andrà benissimo!

Grazie, Nonna Grazia.

Colori, Suoni e Parole

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Amici, nella nostra Caritas Parrocchiale Santa Maria del popolo, in San Giorgio ionico, stiamo facendo una bella e inedita esperienza musicale con la Maestra Prof. Maria P. Savino, la quale prima ha fatto conoscere ai bambini la struttura del Pentagramma, in seguito ha sistemato nelle varie linee e spazi le note musicali… e fatto fare esercizi per memorizzarle… poi siamo andati a scoprire delle Emozioni che scaturiscono da un certo “colore” invitando i bambini a descrivere l’emozione con un proprio pensiero…. opportunamente scritto sul cartellone dall’addetto (bambino)

poi lo abbiamo revisionato tutti insieme, per eliminare parole e concetti superflui…poi siamo passati alla danza…poi alla collaborazione musicale…poi siamo arrivati alla vigilia del Saggio!!!! Finalmente!!!

Il mio contributo alla performance  di fine anno non poteva mancare.

Eccolo qua!

 

La filastrocca dei colori che danzano

 

La vita è una cosa davvero

Meravigliosa,

c’è bellezza e Poesia in ogni cosa.

C’è un colore una musica una danza

che hanno un forte sapore di Speranza.

 

Nel calamaio dell’Arcobaleno

ci son colori e tinte in abbondanza

e i nostri bimbi, con grande dedizione,

li hanno espressi a voi con eleganza.

 

Il “Nero” come diverso da amare;

l’”Arancione” come sorpresa e meraviglia;

Il “Verde” come il grano e il Sogno, eccolo qua;

“Lilla” come Tristezza che volge in Felicità.

 

E per finire il colore più sgargiante

e prezioso che c’è,

È come l’”Oro” e voglio darlo a Te!