Archivio | ottobre 2019

Torneremo alla terra

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TORNEREMO ALLA TERRA
“Se pure fummo vivi un giorno…”
S. QUASIMODO

Torneremo alla terra
che di carne
ci generò,
frutti palpitanti
al ramo della vita.

Saremo come naufraghi
dai flutti spinti
a riva.
Torneremo alla noria materna,
ciottoli,
oltre il greto sospinti.

Perduto ogni umano talento,
spogli, indifesi,
come bambini
torneremo alla terra
che poco più avanti
rifiorisce gli oleandri.

Confettura di mele cotogne

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Marmellata di mele cotogne a modo mio. Prendete delle belle mele cotogne, scegliete le migliori, lavatele e passatele nel forno finchè non sono quasi cotte. Poichè tagliarle è un’operazione impegnativa perchè sono dure come un sasso, io le faccio arrostite, non bollite, così questi profumatissimì frutti conservino tutto il loro profumo e sapore. Una volta tolte dal forno lasciate raffreddare, pelatele e tagliatele a fette o a pezzi come è meglio per voi, misurate la polpa, una volta eliminato il torsolo, aggiungete 700 gr. di zucchero e mezzo bicchiere di acqua per ogni kg. di polpa. Fate cuocere fino a quando la polpa si sia disfatta abbastanza. Se volete potete passarla col passasalsa. Rimettete la confettura sul fuoco e fate addensare ben bene. la marmellata si deve staccare dalle pareti del tegame, come avviene per la polenta.. Riempite i vostri vasetti e capovolgeteli per creare il sottovuoto.

Questa voce è stata pubblicata il ottobre 21, 2019, in varie. 1 Commento

La bussola

LA BUSSOLA

In queste strade

spoglie di verde,

l’autunno non indora

assenza di fogliame.

Queste case,

dai soffitti a stella,

più non attendono

ritorni di traìni.

Il silenzio, nella notte cupa,

è rotto solo da sguaiate risa

di gente che ha smarrito

la bussola della Vita.

Alba

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L’alba si è svegliata anzitempo…

aveva fretta di veder nascere

il sole del tuo saluto..

 

Ecco, si svincola

dai tentacoli della notte.

Slega i nodi che l’han tenuta stretta

nella  morsa delle ombre.

 

Inneggia tra rosati pentagrammi

la sua vittoria..

Se zittisci il rumore

dei pensieri

udrai il canto del gallo

che schiude tane

di alfabeti nuovi

e sarà primigenio mattino

avvolto tra fasce rosate.

Sarà ancora il miracolo della Luce.