Archivio | maggio 2016

Gelsi, frutti dimenticati

13254063_10204646948094165_7489945191933522593_ngelsi-copia

 

Peccato! Che male hanno fatto i bambini di oggi che non mangiano e non conoscono nemmeno la bontà e la dolcezza di questi piccoli, umidi, e strani frutti che si chiamano gelsi!

Anche quest’anno, il mio caro cugino me ne ha portato un piattino, ed io prima li consumo con gli occhi e poi li lavo e li mangio avidamente, sia conditi con lo zucchero e il limone, sia al naturale.

I gelsi, frutti molto delicati e deperibili, non sono destinati alla vendita nei grandi mercati. Durante le fasi di raccolta, imballaggio e vendita infatti, maneggiarli, pesarli, metterli nelle buste di plastica come si usa nei mercati li farebbe rovinare velocemente e giunti a casa, si potrebbe avere la sgradita sorpresa di trovare al posto dei gelsi una pappetta informe, specie se acquistati maturi.

La stagione del gelsi va da maggio a metà giugno, un po’ più tardi se coltivati ad altitudini più elevate.

Nelle nostre campagne, in agro di Taranto, i gelsi, non sono rari a trovarsi, nelle loro varietà dal colore bianco, viola, nero e rosato. I contadini li coltivano per uso familiare, e per farne gradito omaggio ad amici e parenti. Alcuni, con il loro dolce bottino, li espongono in ceste di vimini sopra una vecchia sedia, davanti alle proprie abitazioni, soltanto quando la produzione annuale si presenta davvero notevole.

Si consumano freschi, per le ragioni di cui sopra, e sono davvero ricchi, ricchissimi di vitamine e di antiossidanti, contengono infatti fosforo, calcio e polifenoli, mentre le loro lucenti foglie sono il ghiotto cibo per i bachi da seta…come da reminiscenze scolastiche!

 

*Per la prima fotografia ringrazio la mia amica Beatrice Verrenti.

 

 

Madonna della croce

11209384_10206332578464186_3887575616272060959_n

Ogni anno e da un tempo che è difficile datare, alla vigilia dell’Ascensione, la statua della Madonna della Croce viene prelevata dai fedeli e dal sacerdote e condotta nella Chiesa madre, dove resterà fino alla messa vespertina della solennità dell’Ascensione. Dopo la Messa, infatti, tutto il popolo di Dio presente alla celebrazione si reca in processione e tra canti mariani e la partecipazione corale e festante, riconduce l’illustre “ ospite” nella sua dimora, e lì vi resterà fino al prossimo anno.

 

INVOCAZIONE A SANTA RITA

11038568_10206333979659215_7171707283118186825_n

INVOCAZIONE A SANTA RITA

Santa Rita, Santa Rita
ti li casi dispirati
cussì afflitti e scunsulati
pi’ la spina di Gesù
Santa Rita jùtimi tu.

Santa Rita, Santa Rita,
dei casi disperati
afflitti e sconsolati,
per la spina di Gesù
Santa Rita, aiutami tu.

L’ultimo ulivo

182913_10200936786012747_1827748820_n11193308_10206201205539945_6779136441739558755_n

 

Pianterò nel mio cuore l’Ultimo Ulivo
L’ultimo ulivo lo pianterò nel mio cuore,
nel suo solco più profondo
per salvarlo dall’estinzione
e lasciarlo in eredità a mio figlio
e ai figli di mio figlio.

Pianterò l’ulivo
nel solco delle mie vene contadine
e lo innaffierò con le acque della memoria
che non si prosciugano ancora
a dispetto delle mode,
delle tendenze,
a dispetto di questo progresso
dalle mille fauci
che richiede ogni giorno
un tributo di alberi, siano essi gli ulivi di Puglia
o i millenari alberi d’Amazzonia
o il vecchio caro salice
che dava ombra a una vecchia fontana di paese.

Potesse il mio cuore ospitare
tutte le radici sfrattate,
tutti i tronchi decapitati,
tutte le fronde violentate
da membri metallici,
da artigli rapaci.

Potesse il mio cuore ospitare l’ultimo ulivo
nel suo solco più profondo,
abbracciare le sue radici impaurite,
e consolarlo d’essere rimasto così solo
in questa mia terra di Puglia.

Ferruccio

Amici vi invito a visionare questo interessante articolo che riguarda il Nostro Amico Ferruccio Gemmellaro. Chapeau!!!

Semaforo Nero, Gemmellaro racconta il lato oscuro dell’Italia

ferrucciogemmerllaro

è tempo di angeli

prima comunionerit

 

 

Questa mattina la Messa era gremita di fedeli, e non fedeli…genitori emozionati, qualche lacrimuccia all’ingresso dei bambini che recavano in mano il giglio della loro innocenza e per un attimo ho pensato ai bambini di Gerusalemme con quei loro rami di Ulivo…

Chiesa gremita di gente come non mai. Sono ormai avvezza a vedere arrivare gente in chiesa nei vari momenti della celebrazione…dopo il Vangelo, al momento della consacrazione, gente  che esce ancor prima che il celebrante “licenzi” con la Formula italianizzata dell’antico ” Ite, Missa est”…

Oggi tutto era brillante.. tutti con gli orecchini d’oro.. l’abito leggero svolazzante. Scarpe col tacco altissimo da capogiro…unghie laccate con effetto Permanente.

C’era che esibiva i primi ventagli anche se caldo eccessivo non  se ne   sentiva…

E io, io lì a registrare tutto come una telecamera a raggi infrarossi .

Solo loro, i bambini, facevano “Gruppo”. Loro non si lasciavano intaccare e sminuire da tutto ciò che accadeva intorno. Certo, non tutti avevano avuto e realizzato pienamente la consapevolezza del Mistero che oggi si compiva in loro.

Non tutti sono destinati ad essere dei Mistici come tante luminose figure che la Chiesa ha registrato nei millenni.

Non tutti sono destinati ad essere dei novelli Domenico Savio, o altre Teresina di Gesù o Gemma Galgani.

Ma tutti però da quest’oggi, giorno solennissimo della Pentecoste, sono stati iscritti in una Scheda di Angeli nuovi di Zecca…e a noi non resta che pregare affinchè questi nostri bimbi restino più a lungo possibile con questa aureola dolcissima che li accomuna agli Angeli.

 

 

la filastrocca dei colori che danzano

“Lilla” studio n.8 – Preludi Colorati di R.Vinciguerra

“Nero” Studio n.1 – I preludi colorati di R. Vinciguerra

Amici, nella nostra Caritas Parrocchiale Santa Maria del popolo, in San Giorgio ionico, stiamo facendo una bella e inedita esperienza musicale con la Maestra Prof. Maria P. Savino,la quale prima ha fatto conoscere ai bambini la struttura del Pentagramma, in seguito ha sistemato nelle varie linee e spazi le note musicali… e fatto fare esercizi per memorizzarle…poi siamo andati a scoprire delle Emozioni che scaturiscono da un certo “colore”..invitando i bambini a descrivere l’emozione con un proprio pensiero….opportunamente scritto sul cartellone dall’addetto (bambino)

poi lo abbiamo revisionato tutti insieme…per eliminare parole e concetti superflui…poi siamo passati alla danza…poi alla collaborazione musicale…poi siamo arrivati alla vigilia del Saggio!!!! Finalmente!!!

Il mio contributo alla performance  di fine anno non poteva mancare, ma è  ancora in data da stabilirsi.

Eccolo qua!

La filastrocca dei colori che danzano

La vita è una cosa davvero

Meravigliosa,

c’è bellezza e Poesia in ogni cosa.

C’è un colore una musica una danza

che hanno un forte sapore di Speranza.

Nel calamaio dell’Arcobaleno

ci son colori e tinte in abbondanza

e i nostri bimbi, con grande dedizione,

li hanno espressi a voi con eleganza.

Il “Nero” come diverso da amare;

l’”Arancione” come sorpresa e meraviglia;

Il “Verde” come il grano e il Sogno, eccolo qua;

“Lilla” come Tristezza che volge in Felicità.

E per finire il colore più sgargiante

e prezioso che c’è,

È come l’”Oro” e voglio darlo a Te!

CatturampCatturaCatturasabrina0