Archivio | maggio 2018

DETTI  E PROVERBI POPOLARI SANGIORGESI

 2015-11-01 PIGNATA VICINO AL FUOCO

 

CI’  uè   faci  lu  munnu  contente   cè  viti  viti    e   cè   sienti  sienti.

Vuoi  tenere  contenti  tutti?  Fingi  di  non  vedere  e  di  non  sentire.

 

Uécchi   ca  no  vete,  cori  ca  non  šcatta.

Occhio  che  non vede, cuore  che  non  scoppia. (E’ meglio non vedere le ingiustizie per non morire di crepacuore)

 

Passa  lu  tiémpu  e  la  fava  si  còce.

Il  tempo  matura  ogni  evento. (la fava si cuoce)

 

Nu   picu   campa  a  cincu   pichi  e  cincu  pichi  no’  so’bueni  a  campà nu picu.

Un  genitore  alleva  cinque  figli  ma  cinque   figli  non  sono capaci di  accudire un genitore.

 

A ci  sparte  àve  la  mégghiu   parte.

Chi  fa  le  porzioni  spesso  riserva il miglior boccone   per  sè.

 

A  ci  mancia  sulu  si’  ‘ffoga.

Chi  mangia  da  solo  si  affoga. (quindi è meglio spartire)

 

A  ci  fatia  mancia a  ci  no’  mancia e  beve.

Chi  lavora  mangia,  chi  non  lavora  mangia  e  beve.

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Preghiera a Santa Rita

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INVOCAZIONE A SANTA RITA

 

 

Santa Rita, Santa Rita

ti li casi dispirati

cussì afflitti e scunsulati

prutettrice sinti Tu.

Ricorro a te galante Rita

cuncidètimi quistu favori

 

( si chiede la grazia)

 

Pi la spina di Gesù

Santa Rita jùtimi tu

 

Santa Rita, Santa Rita,/ dei casi disperati / così afflitti e sconsolati /

 protettrce sei tu. / Ricorro a te, galante Rita, / concedetemi questo favore.

 

Per la spina di Gesù / Santa Rita, aiutami tu

 


 

Pioggia di maggio

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Pioggia di Maggio

Oggi piove,

cade una pioggia gentile

sulle foglie tenere del giuggiolo.

Pare una polvere d’argento

che tutto fa brillare,

tutto riveste di luce.

Brillantini cangianti sono le goccioline

rimaste per qualche minuto sulla chioma sbarazzina,

come tallero d’argento sul palmo delle mani.

Pioggia biricchina, leggera, danzante,

pioggia bambina, nutriente, dissetante!

Pioggia di Maggio leggiadra, odorosa

che bagna i rami del pruno ed anche la rosa,

che ingrossa la spiga ed il melograno

pioggia che cade silente, piano piano,

senza tuoni, ne lampi, ne clamori,

pioggia che allevia dolcemente i primi afrori.

Mese mariano 2018

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Anche quest’anno la mia famiglia ha avuto l’onore di ospitare tra le mura della propria casa  l’Effige  sacra della Madonna, come da antica tradizione. Nei giorni precedenti ho stampato degli avvisi e li ho affissi, col consenso consueto, nei palazzi che circondano la mia abitazione, la quale, fortunatamente è una casa a piano terra, una casetta singola, senza l’assillo delle scale e degli ascensori.

Sul lato destro della casa si ergono tutta una serie di case a piano terra, e così è stato facile bussare e farsi aprire ed annunciare loro il Gaudio magno: Giovedì arriva la Madonna; Giovedì arriva la Madonna!!!

Nei giorni precedenti ho lavato il portoncino di casa, l’androne con la scalinata a chiocciola, ho tirato fuori dai ripostigli sedie mai usate, tirandole a lucido, ho pulito tutte le asticelle di sostegno delle sedie… Ho rinfrescato una delle più belle tovaglie da Corredo, di quelle che non si mettono mai, altrimenti ” si Sciupano”, ho salito dal giardino qualche vaso fiorito, per arredare l’ambiente, ho disposto una ventina di sedie in modo circolare, pari all’emiciclo del Bernini e quando tutto mi  è sembrato perfetto, mi sono seduta e ho preso una boccata d’aria. ERA TUTTO PERFETTO. Anche quest’ anno ce l’ho fatta. Ogni anno dico così “anche quest’anno ce l’ho fatta” e poi aggiungo” “Ringraziando la Madonna”. Ogni anno ho paura che non venga gente, ogni anno temo di non accogliere bene la Mamma. Invece le sedie non sono bastate e ho dovuto aggiungerne altre. 

Alle 17, durante la recita della famosa Coroncina del mese di maggio, abbiamo cominciato a sentire delle voci che si avvicinavano cantando” Evviva Maria e chi la Creò” L’effige della Madonnina veniva consegnata dalla casa di un’altra zelatrice presso la mia e vi resterà, circonfusa di fiori, gigli, rose, calle e orchidee e preghiere, fino a domani, allorquando io ed altre devote di Maria, la consegneremo ad un’altra zelatrice, la quale a sua volta la consegnerà ad un’altra zelatrice….fino alla fine del mese di maggio…il mese mariano per eccellenza. Maggio, il mese in cui la Madre diventa pellegrina, girando come una pellegrina di casa in casa…nelle case di coloro che zelano la sua devozione per portare le tanto sospirate grazie  che ognuno di noi desidera. Grazie Mammina mia bella!

 

 

Atto di consacrazione a Maria

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ATTO DI CONSACRAZIONE a MARIA

 

Vieni, o Maria, e degnati di abitare in questa casa.

 

Tu che sei Madre della Divina Grazia ottienici di vivere sempre in grazia di Dio e in pace tra noi.

 

Rimani con noi; ti accogliamo con cuore di figli, indegni, ma desiderosi di essere sempre tuoi, in vita, in morte e nell’eternità.

 

Resta con noi come abitasti nella casa di Zaccaria

   e di Elisabetta; come fosti gioia nella casa degli sposi di Cana;

come fosti madre per l’Apostolo Giovanni.

 

Portaci Gesù Cristo, Via, Verità e Vita.

 

Allontana da noi il peccato e ogni male.

 

In questa casa sii Madre di Grazia, Maestra e Regina.

 Dispensa a ciascuno di noi le grazie spirituali e materiali che ci occorrono; specialmente accresci la fede, la speranza, la carità.

 

Sii sempre con noi, nelle gioie e nelle pene, e soprattutto fa che un giorno tutti i membri di questa famiglia si trovino con te uniti in Paradiso.

Commiato

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TI ATTENDE UN SOLE INFINITO

Altissimo e muto
si leverà l’addio
tra le navate della Chiesa Madre
dove bambina mi conducevi.
L’inadeguata parola sovrasterà
il campanile amico
quasi a sfidare altezze di cipressi.

Il commiato, madre mia,
io te l’ho dato quand’eri ancora in vita
raccogliendo i tuoi respiri di grano,
i tuoi abbracci di fustagno,
la protezione del tuo amore
che solo alle querce
strappava similitudini.

Ti ho pianto nei giorni
dell’amore impossibile
seguendoti fino alla vetta
più ardua del Golgota
che sapeva anticipare Primavere.

Non temere, madre, oltre quel colle,
che adesso varcherai da sola,
ti attende un sole infinito,
e l’abbraccio di un Dio immortale
che la semplicità della tua vita
saprà vestire con abito regale.
dove svettava la bandiera dell’Amore