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Pioggia di maggio

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Pioggia di Maggio

Oggi piove,

cade una pioggia gentile

sulle foglie tenere del giuggiolo.

Pare una polvere d’argento

che tutto fa brillare,

tutto riveste di luce.

Brillantini cangianti sono le goccioline

rimaste per qualche minuto sulla chioma sbarazzina,

come tallero d’argento sul palmo delle mani.

Pioggia biricchina, leggera, danzante,

pioggia bambina, nutriente, dissetante!

Pioggia di Maggio leggiadra, odorosa

che bagna i rami del pruno ed anche la rosa,

che ingrossa la spiga ed il melograno

pioggia che cade silente, piano piano,

senza tuoni, ne lampi, ne clamori,

pioggia che allevia dolcemente i primi afrori.

Mese mariano 2018

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Anche quest’anno la mia famiglia ha avuto l’onore di ospitare tra le mura della propria casa  l’Effige  sacra della Madonna, come da antica tradizione. Nei giorni precedenti ho stampato degli avvisi e li ho affissi, col consenso consueto, nei palazzi che circondano la mia abitazione, la quale, fortunatamente è una casa a piano terra, una casetta singola, senza l’assillo delle scale e degli ascensori.

Sul lato destro della casa si ergono tutta una serie di case a piano terra, e così è stato facile bussare e farsi aprire ed annunciare loro il Gaudio magno: Giovedì arriva la Madonna; Giovedì arriva la Madonna!!!

Nei giorni precedenti ho lavato il portoncino di casa, l’androne con la scalinata a chiocciola, ho tirato fuori dai ripostigli sedie mai usate, tirandole a lucido, ho pulito tutte le asticelle di sostegno delle sedie… Ho rinfrescato una delle più belle tovaglie da Corredo, di quelle che non si mettono mai, altrimenti ” si Sciupano”, ho salito dal giardino qualche vaso fiorito, per arredare l’ambiente, ho disposto una ventina di sedie in modo circolare, pari all’emiciclo del Bernini e quando tutto mi  è sembrato perfetto, mi sono seduta e ho preso una boccata d’aria. ERA TUTTO PERFETTO. Anche quest’ anno ce l’ho fatta. Ogni anno dico così “anche quest’anno ce l’ho fatta” e poi aggiungo” “Ringraziando la Madonna”. Ogni anno ho paura che non venga gente, ogni anno temo di non accogliere bene la Mamma. Invece le sedie non sono bastate e ho dovuto aggiungerne altre. 

Alle 17, durante la recita della famosa Coroncina del mese di maggio, abbiamo cominciato a sentire delle voci che si avvicinavano cantando” Evviva Maria e chi la Creò” L’effige della Madonnina veniva consegnata dalla casa di un’altra zelatrice presso la mia e vi resterà, circonfusa di fiori, gigli, rose, calle e orchidee e preghiere, fino a domani, allorquando io ed altre devote di Maria, la consegneremo ad un’altra zelatrice, la quale a sua volta la consegnerà ad un’altra zelatrice….fino alla fine del mese di maggio…il mese mariano per eccellenza. Maggio, il mese in cui la Madre diventa pellegrina, girando come una pellegrina di casa in casa…nelle case di coloro che zelano la sua devozione per portare le tanto sospirate grazie  che ognuno di noi desidera. Grazie Mammina mia bella!

 

 

Atto di consacrazione a Maria

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ATTO DI CONSACRAZIONE a MARIA

 

Vieni, o Maria, e degnati di abitare in questa casa.

 

Tu che sei Madre della Divina Grazia ottienici di vivere sempre in grazia di Dio e in pace tra noi.

 

Rimani con noi; ti accogliamo con cuore di figli, indegni, ma desiderosi di essere sempre tuoi, in vita, in morte e nell’eternità.

 

Resta con noi come abitasti nella casa di Zaccaria

   e di Elisabetta; come fosti gioia nella casa degli sposi di Cana;

come fosti madre per l’Apostolo Giovanni.

 

Portaci Gesù Cristo, Via, Verità e Vita.

 

Allontana da noi il peccato e ogni male.

 

In questa casa sii Madre di Grazia, Maestra e Regina.

 Dispensa a ciascuno di noi le grazie spirituali e materiali che ci occorrono; specialmente accresci la fede, la speranza, la carità.

 

Sii sempre con noi, nelle gioie e nelle pene, e soprattutto fa che un giorno tutti i membri di questa famiglia si trovino con te uniti in Paradiso.

Commiato

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TI ATTENDE UN SOLE INFINITO

Altissimo e muto
si leverà l’addio
tra le navate della Chiesa Madre
dove bambina mi conducevi.
L’inadeguata parola sovrasterà
il campanile amico
quasi a sfidare altezze di cipressi.

Il commiato, madre mia,
io te l’ho dato quand’eri ancora in vita
raccogliendo i tuoi respiri di grano,
i tuoi abbracci di fustagno,
la protezione del tuo amore
che solo alle querce
strappava similitudini.

Ti ho pianto nei giorni
dell’amore impossibile
seguendoti fino alla vetta
più ardua del Golgota
che sapeva anticipare Primavere.

Non temere, madre, oltre quel colle,
che adesso varcherai da sola,
ti attende un sole infinito,
e l’abbraccio di un Dio immortale
che la semplicità della tua vita
saprà vestire con abito regale.
dove svettava la bandiera dell’Amore

 

Per la Festa della mamma

Per la festa della mamma che cade ogni seconda domenica di Maggio, il mio amico Prof. Lino Carone mi ha invitata ancora una volta a declamare le poesie che ho scritto su questo dolcissimo argomento. Come sempre mi ha dettato per telefono l’elenco di tutte le mie poesie sulla mamma e pare che egli le conosca meglio di me.

Dimentica però che ci sono anche due Racconti che parlano del mio rapporto con mia mamma: uno si intitola IL DEBITO DELLA VITA e l’altro LA BAMBOLA DI PANE.

Vi invito pertanto a sintonizzarvi Sabato 12 maggio dalle 10,30, alle 12, su l’emittente Radio Puglia Stereo che trasmette sui 101,700 . Vi ricordo che la trasmissione si potrà ascoltare on air all’indirizzo : www.direttaradiopuglia.it si potrà telefonare ai seguenti numeri : 099 592 11 27 / 099 590 02 41. Vi aspettiamo numerosi!mal12y3

 

Ti guardo, ti sorveglio

Elderly woman sadly looking out the window, a black-and-white photo.

 

 

Ti guardo, ti sorveglio

ti giro intorno

fingendo d’avere mille cose da fare

lì nel tuo spazio.

Le mani sul grembo, rugose, sfiorite,

lo sguardo senza più alcun bagliore

sembra che in quella “cosa” non ci sia più un cuore.

 

Il cuore che un tempo ha gioito, battuto

adesso è lontano, adesso è perduto.

La tua sofferenza non si può misurare,

la morte del figlio è un terribile male.

 

Un male che consuma il sangue nelle vene

la morte del figlio è un male crudele.

 

Ti guardo, ti sorveglio, ti giro intorno,

ho scoperto che da tempo

guardi con desiderio

la finestra del settimo piano…

 

mamma, tu non lo sai, ma io sono viva,

e … ti amo !