Passione Vivente nelle Tagghjate

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19 anni dopo si ritorna nelle Tagghjate per drammatizzare e rappresentare la Passione di Cristo nelle nostre cave.

CAPITOLO 8

– Chi parlerà ai bambini… –

 

Ci avviavamo a grandi passi verso le tagghjate grandi, verso l’uscita, il sole era già alto.

Io mi fermavo a fotografare sempre più di rado, quando ad un tratto un prodigioso fiore, emergendo tra i rovi attira il mio sguardo. Un fiore di cardo color fuxia, stravolgendo ogni giustificazione spazio-temporale, abbaglia il paesaggio come una lampada al neon, una meraviglia della natura!

Eravamo giù sulla via del ritorno, qualcuno vedendoci ci guardava incuriosito chiedendosi cosa mai facessimo da quelle parti, non essendoci più alcun motivo di attrazione in quei luoghi, tra quelle antiche pietre.

Peccato che l’abitudine di visitare queste nostre memorie sembrava fosse già scemata, perché nel breve periodo della ristrutturazione delle tagghjate si recavano tra i suoi misteriosi anfratti perfino giovani sposi per realizzare servizi fotografici di straordinaria bellezza ed originalità, disponendo di uno scenario naturale molto suggestivo, unico nel suo genere.

 

Una morsa di rimpianto ci attanagliava e mordeva l’anima: chi avrebbe parlato ai bambini delle nuove generazioni, delle nostre amate tagghjate? Chi ,chi?!

 

Nell’edizione della Passione Vivente della Pasqua del 2000, furono coinvolti circa una sessantina di bambini e bambine, radiosi nei loro costumi d’epoca, a prendere parte al Cast e ad impegnarsi in una scena aggiunta, voluta appositamente per loro, dal Maestro Lino Agnini per estendere anche ai piccoli la partecipazione a tale Evento.

La scena era quella dell’ingresso in Gerusalemme, i bambini furono impegnati ad osannare il Figlio dell’Uomo durante il Suo trionfale ingresso nella città, agitando rami d’ulivo e grandi foglie di palme…

 

Per realizzare quella scena, ricordo bene, il Maestro e regista, di origine sangiorgese, si avvalse di contributi dialogici e musicali di grande impatto emotivo, tratti dal “Gesù” di Zeffirelli.

Dialoghi e colonna sonora che conferirono alla sacra rappresentazione un taglio quasi cinematografico.

Per l’occasione si tenne una speciale edizione diurna della sacra rappresentazione, onde permettere ai bambini delle scuole di potervi assistere, accompagnati dai loro decenti. Fu quella forse l’unica opportunità dei bambini di poter visitare le tagghjate e di sentirle proprie fin nel profondo del loro animo gentile, di poter vedere da vicino uno scenario che forse nella loro vita non avrebbero visto mai più. Quella volta fu forse l’unica e irripetibile occasione di calpestare un suolo che risuonava ancora di voci avìte, terra bagnata col sudore della fronte dai padri dei loro padri..

 

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le Immagini e il Sogno

Amici, sabato sera ho vissuto veramente qualche ora immersa nel Sogno, vedere le mie due foto esposte nella famosa Galleria Chindemi Art, nello stesso posto dove già fu ospitata la mia piccola onda, trovarmi fra artisti provenienti da diverse città della Regione, essere accolta con molta familiarità dalla cara Lucia La Sorsa e dal Direttore artistico Vincenzo Massimillo, ascoltare le poesie inedite a commento delle opere esposte dalla viva voce della splendida Sara Leo, e soprattutto le due poesie che ella con bravura assolutamente unica ha vergato per le mie due foto…vederla sorridere così piena di entusiasmo, emozione e gioia di vivere, è stato per me un pomeriggio culturale da custodire nel più profondo del cuore. Il Professor Chindemi, venuto per l’occasione da Roma, ha dato prestigio con la sua presenza alla già ricca serata di arte, di poesia e di comuni passioni. Grazie Precis Arte, grazie Lucia La Sorsa, grazie deliziosa Sara.

 

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Sara Leo

Antico canto popolare

 

 

Canto popolare della settimana santa, propriamente del venerdì santo che nel secolo scorso si cantava durante la processione dei Misteri. La voce è quella suggestiva della signora, all’epoca ultranovantenne, Cristina Marinelli Suma, alla cui memoria dedico questo video. L’immagine di sfondo appartiene all’Artista Massimo Puglielli a cui va il mio più sentito ringraziamento.

TESTO CANTI PER LA PROCESSIONE DEL VENERDI’ SANTO

Parte Maria pel viaggio faremo compagnia o Vergine Maria a lacrimar con te. Corre per ogni via incontro a lui piangente, ” Ditemi buona gente il Figlio mio dov’è? Sale l’infame monte con frettolosi passi chiedendo pure ai sassi “il Figlio mio dov’è?” Sento l’amaro pianto della dolente Madre che gira tra le squadre in traccia del suo ben. Sento l’amato Figlio che dice ” Madre ,addio più fiero del dolor mio il tuo mi passa il sen.” Delle vezzose mani Qui intorno sempre batte Fiero il martello batte Senz’ombra di pietà. All’ aspra colonna Gesù là fu legato Battuto e flagellato Sento che gran dolor. Guarda la nuda Croce Che a Te è rivolta e dice ” O Madre genitrice il Figlio tuo morì” Piange la terra e il cielo L’aria si mette a lutto Perché l’autor di tutto Tra due ladroni morì Le tombe, i sazi monti Le stelle merle spere Tutto ti farò sapere Il Figlio Tuo dov’è Entra Maria in Chiesa Vede il suo Figlio morto Finchè non sia risorto Non partirò da te

Gemme, recensione Altamura

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GEMME

Anna Marinelli, poetessa di lungo corso ormai, saluta la Primavera con questa plaquette dal titolo “Gemme”. Le liriche infatti che compongono la silloge sono autentiche gemme che celebrano l’arrivo della primavera con una festevolezza che è ormai raro incontrare .

La  natura che si risveglia e ci regala momenti di assoluta felicità è al centro della meditazione di Anna, che si lascia andare al flusso dei suoi pensieri e delle sue emozioni, rendendoci partecipi di una visione davvero incantata del mondo. Tra lei e la natura si stabilisce un intimo rapporto, che è di solidale fraternità e di piena comunanza. I colori della natura, i fiori, le piante ci restituiscono un senso di solarità e di armonia che suscitano fiducia e speranza.  Per non dire della terra, della ‘nostra’ terra, che “ha radici di ulivi nel petto”, dove “crescono come liane sotterranee, / trasportano linfa / lì dove si assetano le zolle” e dove “silenziosi e nudi sorridono i tronchi / che sanno ospitare il ramarro operoso”,  i cui interstizi sono stanze di hotel “per volatili venuti da lontano”.

Altrove la poetessa si interroga sul miracolo della natura: “donde li colse il vento / questi batuffoli di Luce / questi scampoli di seta rosa / appena venati di stupore?” e il mandorlo d’aprile  con il suo tripudio di gemme “è incanto per gli occhi” e domina “sulla brulla terra / col suo impalpabile biancore”.

Insomma, questo di Anna Marinelli è davvero un inno a quella che lei chiama “Signora Primavera” , “scorta nel vaso delle mammole / adornata da un’abbagliante fanciullezza” e rappresentata mentre rincorre il sole marzolino per adornarsi il seno malandrino …

E’ una poesia per nulla convenzionale e retorica, ma che si carica della sensibilità della poetessa, capace di dar voce ai suoi sentimenti più autentici, in una lingua morbida e duttile, che si adegua all’avvento sempre antico e sempre nuovo della Primavera. Perché, come ebbe a dire il grande Pablo Neruda,  “potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”.

Alberto Altamura

 

le Immagini e il Sogno

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Una giovanissima poetessa commenterà l’opera fotografica di una                                           vecchia poetessa 😉

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La suggestiva Galleria, in una foto del 2015

 

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la mia Opera, Secret Garden

 

Gemme Recensione

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Cari amici, ricevo dalla poetessa Miriam Pierri, figlia del noto Medico e Poeta tarantino Michele Pierri, già marito di Alda Merini, un suo scritto autografo riguardo la mia piccola plaquette, GEMME fresca di stampa, contenente una ventina di brevissime poesie sulla primavera. Sono onorata del fatto che ella, pur allettata da tempo, abbia voluto riservarmi un suo breve, gradito, commento. Con i miei estimatori e anche con qualche detrattore, se ve ne fossero, desidero condividere questo scritto.

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Il linguaggio dei fiori

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L’arte di COMUNICARE attraverso il DONO DEI FIORI sembra essersi sviluppata in Oriente, da dove si sarebbe poi propagata in Europa a seguito delle prime crociate.
E’ certo comunque che in ogni cultura è presente una tradizione legata alla coltivazione ed al dono dei fiori.
Si possono intrecciare sublimi conversazioni scambiandosi corolle colorate, basta essere sicuri di condividere il medesimo codice: perché è certo che ne esistono molti e che lo stesso fiore, in contesti diversi, può assumere significati opposti. Gli attori della comunicazione (chi dona e chi riceve) influenzano il significato, così come centrale è il ruolo del colore.
A tutti è noto, per esempio, che se una rosa rossa simboleggia l’amore passionale, una rosa gialla indica la gelosia e il tradimento.

Come in ogni linguaggio inoltre è l’armonia delle parole che crea il discorso: un fiore che simboleggia il ricordo, accanto a quello che simboleggia l’amore testimonierà un sentimento eterno. Ma anche il ricordo associato alla tristezza sarà pur sempre un ricordo.
Nell’epoca vittoriana, riservata e gelosa delle tradizioni, si diffuse rapidamente il potere del LINGUAGGIO SILENZIOSO DEI FIORI, grazie anche al famosissimo libro di Miss Corruthers , che divenne la bibbia dei fiori in Inghilterra e in America.

All’occhio scanzonato del lettore moderno, molte definizioni sembreranno buffe o assurde, eppure tutti, almeno nella giovinezza, abbiamo parlato questo linguaggio: quanti possono affermare di non aver mai sfogliato una margherita cantilenando un “m’ama – non m’ama”? E quanti si sono astenuti dal cercare un quadrifoglio come portafortuna?

Ecco alcuni tra i fiori più noti, impariamo a scoprire cosa ci vogliono dire!!

ACACIA, speranza d’amore
AZALEA, la gioia
BIGNONIA, la sorpresa
BOCCA DI LEONE, l’indifferenza
CAMELIA, la bellezza
CICLAMINO, la diffidenza
CILIEGIO, la sensualità
CRISANTEMO, la vita e il dolore
DAHLIA, la gratitudine
ELLEBORO, la pazzia
ERICA, la modestia e la generosità
FUCSIA, la grazia
GARDENIA, la solidarietà
GAROFANO, l’amore passionale
GIRASOLE, l’intelletto e la fede
IRIS, la buona novella
LAVANDA, la sfiducia
MIMOSA, il pudore
NARCISO, la vanità
NINFEA, l’amore non corrisposto
ORCHIDEA, la sensualità e il lusso
ORTENSIA, la freddezza
PAPAVERO, la gloria
PASSIFLORA, il fiore mistico
PEONIA, la timidezza
POTENTILLA, l’amore materno
PERVINCA, il dolce ricordo
PRIMULA, la speranza e la giovinezza
ROSA, amore e poesia
STRELITZIA, la nobiltà
TULIPANO, splendore degli occhi
VERBENA, incantesimo
VIOLA, il pudore
ZINNIA, la semplicità

 

Foto Mie, testo reperito da internet.