Intimità

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Il primo profumo di caffè che si espandeva tra le case addormentate

era quello proveniente dal mio cucinino.

Mi alzavo sempre all’alba per sorprendere

con un sorriso la prima luce e berne a sazietà

prima che fosse giorno.

La prima Luce rosata era avvolta in una placenta di brina:

io la riavvolgevo, con mani tremanti,

per riporta in cassetto segreto.

Volevo precedere tutti e trovarti da solo.

Volevo sussurrare e gridare mille volte il tuo nome

senza che orecchi indiscreti mi udissero

senza che occhi invidiosi mi vedessero.

Era gradevole quella carezza leggera

che mi inviavi col tuo messaggero

a lambirmi la pelle,

per scacciare il calore della notte

che morbosamente indugiava sulle mie

spalle.

 

Ed è quasi ieri

campanile della chiesa madre

 

Il vento accarezzava dolcemente
i fianchi alle campane,

(complice il campanile
fingeva di non vedere.)

Il cielo stendeva sulle case
veli azzurri
e rimuoveva le ultime ombre
attardate nei vicoli.

Un canto di donna,
in lontananza,
sferzava la pigrizia
indugiante
nel tepore notturno
delle membra.

I bimbi a malincuore
si svegliavano,
abbandonando i familiari luoghi
dell’inconscio,
dove esorcizzavano
le giovani paure.

I vecchi depennavano
ancora un giorno al calendario
quasi a sfidare il tempo
temuto.

Si annunciava
un giorno come tanti.

Era oggi,
ed è quasi ieri.

Nessun uomo è un’isola

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Nessun uomo è un’isola,

completo in se stesso;

ogni uomo è un pezzo del continente,

una parte del tutto.

Se anche solo una nuvola

venisse lavata via dal mare,

l’Europa ne sarebbe diminuita,

come se le mancasse un promontorio,

come se venisse a mancare

una dimora di amici tuoi,

o la tua stessa casa.

La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,

perché io sono parte dell’umanità.

§§§§§§§§§§§§§§§§§

Amici, prendo in prestito le parole di un grande scrittore,John Donne- per sintetizzare la straordinaria giornata che mi avete fatto vivere oggi. Oggi posso dire che aver conosciuto Jackie, aver avuto un sacco di telefonate, aver avuto messaggi da ogni dove mi ha fatto sentire Una piccola porzione di quella Umanità che trova piena realizzazione soltanto quando vive, condivide, conosce, accoglie e ama l’altro come parte di se stesso.Io oggi chiudo questa giornata con un bilancio positivo. Oggi ho vissuto la gioia di un incontro, la conoscenza di un’anima mi arricchisce perché mi inserisce nell’ampio e variegato tessuto dell’infinita Umanità. Oggi ho vissuto perché vi ho sentiti vicini. oggi ho vissuto perché ho sentito il vostro abbraccio. Oggi ho vissuto perché ho amato e mi sono sentita amata. Grazie di cuore a tutti.

Il mio nome è Anna

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Il mio nome è Anna,

intreccio rafia di parole

per farne liane per i sogni,

catene di versi che mi trattengano

al ramo della vita,

ma qualunque nome io abbia

sono un fiato tra mille

ad alimentare il calore

di un sole sfigurato.

 

Il mio nome è amore

per chi ne voglia raccogliere

con mani di tristezza,

e farne sorrisi per i nuovi giorni.

 

Io sono la Luna inafferrabile,

la marea che sciaborda

nelle tue insonnie,

la folata di vento

che ti sfiora senza toccare

la tua pelle sudata di lacrime.

 

Sono la chiarità delle stelle agostane,

la conchiglia che riconduce echi lontani.

Io sono io !!!

un fiato leggero

che soffia sulle nubi della lontananza

e accorcia distanze planetarie.

 

Ho il sapore dei cibi genuini,

delle risate innocenti .

Sono una, nessuna e centomila volte Anna,

e assommo tutte le qualità, i vizi e le virtù

di tutte le Anne  inquiline dell’emisfero abitabile.

In me trovano spazio le distese d’Irlanda,

le steppe, le savane e i deserti

di tutti i continenti, con la paura di vivere io vivo

e la voglia inappagata di volare.

 

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Intrecciando cordame di licheni,

con lame di ricordi affetto fichi

e li dispongo come bimbi

alla carezza dorata del sole,

io sono l’uva dei vigneti

che ammicca dalle spalliere disposte come vetrine

sui tratturi che costeggiano i mattini.

 

Sono la sirena sentinella che attende il ritorno a riva

dell’ultimo marinaio con le nasse degli occhi

colmi di pesca miracolosa,

sono Anna dal ventre di terra

e tu?

 

Farfalle azzurre

8-marzo

 

 Oggi sono stata al mare, siamo partiti di buon mattino.
Appena in macchina mio figlio ha subito acceso lo stereo ed ha messo un Cd con le mie canzoni preferite … mi sentivo leggera, respiravo l’atmosfera dei viaggi, che ho fatto rare volte nella mia vita e pertanto così sacralizzati nella memoria. Avevo mezza giornata di aria libera, di libertà, avevo lasciato a casa tutto il peso del quotidiano, tutti i pensieri, tutti fardelli. La giornata (mezza) si preannunciava ricca di musica, di sole di mare di bellezza, di diversità. Avevo preso anche la mia macchina fotografica , quasi un terzo occhio, quasi una seconda penna, avevo preso anche la penna, la carta, la crema protettiva, gli occhiali da sole graduati dietro cui nascondere qualche pensiero improvviso e intrigante.. Vi ho portati tutti con me “Miei cari pensieri dominanti” tutti con me a percorrermi il corpo con le vostre immense mani, anzi, con le vostre ali di falchi, di aquile, di condor, di allodole, di gabbiani,
di farfalle azzurre…

 

Le orchidee del Sud

 

Un grosso seme di cappero raccolto sulle strade che portano al mare, in località Montedarena, Marina di Pulsano, qualche hanno fa, e inserito nel foro di un pilastro del giardino, a sorpresa, da qualche anno ha iniziato a germogliare, contro ogni nostra previsione. Mio marito, da anni, ne desiderava una pianta, e messe a dimora più volte non era mai stato fortunato.Ma per la sua gioia e per la mia, quest’anno la pianta si è fatta cespuglio, un bel cespuglio ricadente, tanto è vero che  bisogna prendere una scaletta per raggiungere i frutti che crescono sui rami più alti.

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La peculiarità di questa pianta consiste nel fatto che oltre ai fiori e ai capperi, presenta delle piccole spine…ahi ahi ahi!

Ogni volta che mio marito scende nel giardino per raccogliere la produzione giornaliera dei capperi, una produzione continua e inarrestabile, se ne torna sù sì con un bel bicchiere di capperini piccoli e grossi, ma anche con le braccia graffiate, come se sul cespuglio si nascondessero orde di gatti inferociti.

A tutt’oggi  ho preparato tre piccoli vasetti di capperi in salamoia, ne ho già promesso un vasetto ad una cara amica, e per quest’anno credo che possano bastare.

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La vergine del Carmelo, Regina dei venti

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I nostri avi non sapevano leggere, non sapevano scrivere, sapevano appena far di conto per contare quante pecore avevano nell’ovile, quante tine di uva portavano alle cantine sociali, quanti quintali di grano aveva prodotto la loro terra, quanto “veniva” vendere 30 quintali di olive a 20 lire il kg al frantoio vicino.

I nostri antenati non conoscevano il calendario di padre Indovino, solo pochi alfabetizzati lo possedevano e lo consultavano…ma era quasi superfluo, perché essi consultavano le scrutavano le Lune, conoscevano le segrete scienze tramandate loro dai nonni, con la loro tradizione orale, tramandavano segreti succhiati a loro volta con il latte materno, sentiti nelle notti d’inverno attorno al braciere, sentiti a mezza voce sui “limmitari” delle proprie abitazioni.

Se oggi ci sorprendiamo del vento che disturba le nostre vacanze al mare, se la tramontana è inconcepibile nel pieno dell’estate, e la vediamo come un elemento disturbante è solo colpa nostra. Colpa della nostra ignoranza, colpa del nostro cellulare avanzato tecnologicamente, che non ci spiega, con le sue innumerevoli App. che oggi l’amico Maestrale, come usa dire il Colonnello Vito Antonio Laricchia, porterà refrigerio alla terribile calura sofferta nei giorni scorsi. Oggi, dopo i 40° e oltre che ci ha prostrati nei giorni scorsi, fa quasi freddo. Abbiamo dovuto alzare le tende da sole perché un vento gagliardo le fa sventolare energicamente e…potrebbero lacerarsi.

Ma il vento fresco di oggi lo abbiamo incontrato anche nelle settimane precedenti, ma non lo abbiamo degnato di uno sguardo, tutti presi dal programmare le nostre Vacanze. Le tanto attese vacanze!

Alcune settimane fa, alla mia amica Lucia, la quale si lamentava del “Ventaccio” io angelicamente le avevo detto che il Ventaccio ce lo saremmo portato fino al 16 luglio. Giorno della solennità della beata Vergine del Carmelo!

Detenevo infatti un brandello di ricordo, secondo il quale” le tramontane di Luglio sono cicliche e si avverano! I nostri vecchi affermavano infatti che le tramontane avrebbero avuto luogo o 15 giorni prima della madonna del Carmine o 15 giorni dopo”. E lo vado verificando anno dopo anno, avendone conferma, e sorprendendomi ogni volta.

Che la vergine del Carmelo fosse la Regina dei venti ne troviamo conferma in una antichissima preghiera popolare che ho recuperato dalla viva voce dei nostri anziani e riportata nella mia pubblicazione intitolata “L’Oro del tempo”.

Con grande gioia la riporto qui per i miei estimatori, che ogni tanto si affacciano sul mio blog per vedere se ci sono Novità!

 

ALLA VERGINE DEL CARMELO

O sciroccu, punente e tramuntana

tuttu lu munnu circundar vulìa,

pi  scè truvà Maria Carmelitana

quera c’aiuta e salva ogni cristiana.

Bbiatu quir’òmu

ca l’adora e l’ama,

no nni scurdamu mai ti l’abbitinu   (1)

veni lu giurnu sua la sittimana

lu mirculitìa no lu ncammaramu.

Sette Patri nostri e sette Avemmarie

e sette Gloria Patri recitamu

e ci pi sorta   in purgatoriu sciamu

lucesce lu prima sabbitu matina.

Ci cu còre nuje a mu tittu la divuzione

Maria ni saudisce e ni caccia fòre.

 

A Scirocco, ponente e a tramontana

tutto il mondo circumnavigare vorrei

per andare a trovare Maria del  Carmelo

Colei che aiuta e salva ogni cristiano.

 

Beato  colui che l’adora e l’ama

e non si scorda mai di portare

il suo scapolare.

 

Il giorno di Maria del Carmelo

è il mercoledi,

rendiamole onore non mangiando carne.

 

Sette Pater, sette Ave Maria

e sette  Gloria al Padre recitiamo,

e se per  nostra sorte andremo in Purgatorio

saremo liberati il Sabato mattina.

 

Se con cuore (devotamente) abbiamo recitato

le preghiere in suo onore,

Maria ci esaudisce e ci fa uscire dal Purgatorio.