Archivio | aprile 2015

Ceci, i miei legumi preferiti.

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I ceci sono i miei legumi preferiti anche se occorre trattarli con molta cautela.

Occorre metterli a bagno la sera precedente con un pugnetto di sale e un puntina di bicarbonato.

Al mattino si lavano accuratamente cambiano spesso l’acqua

e si mettono a cuocere con la fiamma del fornellino molto bassa.

Il livello dell’acqua che si metterà nella pentola

deve superare i ceci di almeno 4 dita.

Non abbiate fretta.. i ceci se la prendono comoda per arrivare sulla vostra tavola.

La brava cuoca tiene sempre sott’occhio la cottura, schiumando con la schiumaruola,

scostando un pò il coperchio ogni tanto

e sorvegliando l’andamento della cottura che durerà almeno Due Ore.

Nella pentola si possono aggiungere delle fettine di cipolla e gambi di sedano che conferiranno ai ceci un profumo da far invidia agli dei della casa.

Se poi si ha la possibilità di impastare un pugnetto di farina di semola rimacinata e fare dei cavatelli il connubio è perfetto.

La pasta con i ceci si può condire con l’olio crudo oppure facendo insaporire per una decina di minuti i ceci bolliti

in un sughetto di pomodoro fresco, con tanto tanto basilico!

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Altarini votivi per la Festa di San Giorgio.

Amici, quest’anno la devozione degli altari votivi è stata ulteriormente incrementata… speriamo di confermare tutto ciò per l’anno prossimo… io farò del mio meglio per individuare famiglie generose affinchè facciano sentire il loro abbraccio affettuoso e festoso al passaggio del nostro glorioso santo Patrono, San Giorgio… Non vorrei vedere più porte chiuse quando è la sua FESTA!!! Finchè avrò energia non mi stancherò di spronarvi con l’affetto e la passione dimostrata in questi anni. Le immagini ve le procuro io, il resto dovrete farlo voi!!! Basta Chiedere! E GRAZIE A QUANTI SI SONO IMPEGNATI!

Le reliquie del Santo

Le reliquie del Santo

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la leggenda

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Complimenti a tutti, Un coordinamento impeccabile da parte della Maestra Anna Rita … la collaborazione generale di tutti gli insegnanti, uno scenario a cielo aperto baciato dal sole… bambini favolosi e poi…tanti tanti genitori e nonni e poi la magia del cavallo e del cavaliere che ha conquistato tutti, piccoli e grandi.11166090_10204339805317131_1768422911_n11115606_10206131177909298_5316598315981685230_nIMG_1140

Uomini e Donne di Domani!

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Devo riconoscere che da qualche anno Don Giuseppe ha voluto dare un taglio diverso alla Festa patronale… invitando e stimolando tutte le scuole presenti sul Territorio a “produrre” qualcosa di bello per onorare il nostro santo.Quest’oggi la Piazza era vestita a Festa… anche a luminarie spente… la più bella luce, la più bella musica, i più genuini sapori ce li hanno offerti loro, i nostri giovanissimi… uomini e donne di domani!

La sacralità del pane

Il terzo appuntamento del minicorso tenuto ad alcune studentesse di scuola media, conclusosi con un po di dispiacere da parte nostra e da parte delle Giovani Donne, mi ha offerto l’opportunità di parlare loro della sacralità del pane.

Abbiamo impastato la farina con il lievito..dato i consigli più importanti per raggiungere un impasto perfetto e poi le “bimbe” hanno lavorato la pasta per ottenere delle ottime focacce. Ognuno ha realizzato la sua pagnotta. A  me la cosa ha offerto, ancora una volta, l’occasione di trasmettere il mio modesto bagaglio di Ricordi e di Tradizioni, Ero certa di avere davanti a me un terreno fertile su cui seminare i primi rudimenti di una sorta di educazione domestica che sarebbe rimasta a lungo nel loro vissuto personale.

Ho detto loro che ai miei tempi il pane non si buttava, se cadeva un panino per terra lo si raccoglieva e lo si baciava… se si capovolgeva, per rispetto, si rimetteva subito dalla parte superiore…il pane aveva qualcosa di sacro…i panetti si segnavano con la mano messa in verticale, (il taglio della mano) poi si segnava un segno della croce anche col coltello…il taglio poi mentre la pasta lievitava si apriva come una rosetta… Il pane simboleggiava il Corpo di Cristo, in quanto, se consacrato diveniva Ostia, nutrimento dell’anima.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano Signore e fa’ che non manchi mai a nessuno!

Ci siamo lasciate con grandi abbracci e sorrisi radiosi, con la speranza di rivederci ancora, a ripetere questa bellissima esperienza.

Colgo l’occasione ancora di ringraziare le mie collaboratrici che di buongrado mi hanno affiancata:

Italia Fabbiano, (75 Anni ), e Chiarina Bicchierri ( 83 Anni ).

Donne di una volta…di quelle che forse non ne nasceranno più!

pagnotteIl taglio a forma di crocepiccole e grandi Donneuna foto ricordo anche per me!

Tutte con le mani in… pasta!!!

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Oggi seconda lezione alle Piccole Donne di domani per apprendere come si impasta…”Skanàre” in dialetto.. dopo sono state fatte le lasagne (massa) e ancora “friciddati,” cavatelli, e pizzicarieddi…siamo state due Ore e la fanciulle non sembravano ancora stanche…