Archivio | maggio 2015

I favolosi panini all’ olio di Genny

I Panini all'olio di Genny

I Panini all’olio di Genny

panini con la mortadella

panini con la mortadella

I  favolosi panini all’olio di Genny si preparano così:

INGREDIENTI ed ESECUZIONE

500 di farina, 70 di latte, 200 di acqua, 80 di olio, 10 di lievito, 5 di zucchero, 10 di sale,  tuorlo+latte…

preparare il lievitino, con lievito e latte tiepido, 100 di farina, e zucchero…impastare…

e lasciar lievitare per 40 minuti.  Poi si aggiunge l’acqua, il resto della farina e l’ olio a filo con il sale..

Far lievitare per 2/3 ore. Formare le pezzature da 80/ 90 gr.. fare le palline di pasta dando loro una forma leggermente allungata, e tre piccoli tagli non profondi. Coprire le pagnottine con un panno caldo. Prima di infornare far lievitare ancora per 30 minuti, pennellare con tuorlo e latte, oppure come ha fatto Genny, con acqua e olio battuti insieme con una forchetta.

Cuocere nel forno preriscaldato 190° per 15 minuti.

Le nostre lettere d’amore

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Che fine faranno le nostre lettere d’amore, ingiallite,

custodite, in quella vecchia valigia di cartone?

Si dimmi, che fine farà, quel fiume d’inchiostro

versato su quei quadratini di cuore,

che tu donavi a me ed io a te senza pudore?

Ne sento ancora l’odore,

le sento frusciare tra le mani…

ieri leggere come ali di farfalle,

oggi appesantite dagli pensieri e dagli affanni.

Prima che occhi indiscreti

dissacrino i nostri segreti

o ridano di noi,

della nostra innocente passione,

dei primi rossori giovanili,

dei  primi baci rubati

sotto gli occhi di mia madre, sospettosa,

nell’ attesa di essere tua sposa.

Le leggeremo ancora una volta insieme

prima che venga la nostra sera,

prima che la morte ci sorprenda

nella notte profonda,

prima che i miei occhi si appannino di brina,

prima che venga la mia ultima mattina.

Cherry

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Cherry

½ litro di vino nero dolce, del tipo Moscato

300 gr. di zucchero

300gr. di alcool

3 chiodi di garofano

1 essenza di cherry

Procedimento

Bollire lo zucchero nel vino con i chiodi di garofano

Per una decina di minuti.

Farlo raffreddare.

Appena freddo aggiungere l’alcool e l’essenza.

Mescolare bene, filtrare e lasciar invecchiare qualche mese.

Ti attende un sole infinito

mia madre, Gesualda

Altissimo e muto

si leverà l’addio

tra le navate della Chiesa Madre

dove bambina mi conducevi.

L’inadeguata parola sovrasterà

il campanile amico

quasi a sfidare altezze di cipressi.

Il commiato, madre mia,

io te l’ho dato quand’eri ancora in vita

raccogliendo  i tuoi respiri di grano,

i tuoi abbracci di fustagno,

la protezione del tuo amore

che solo alle querce

strappava similitudini.

Ti ho pianto nei giorni

 dell’amore impossibile

seguendoti fino alla vetta

più ardua del Golgota

che sapeva anticipare Primavere.

Non temere, madre, oltre quel colle,

che adesso varcherai da sola,

ti attende un sole infinito,

e l’abbraccio di un Dio immortale

che la semplicità della tua vita

saprà vestire con abito regale.

Cantare la Mia Terra

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Lasciatemi cantare,
con semplici parole,
i pregi della mia terra ferrigna
che genera frutti in tutte le stagioni,
anche se ogni raccolto
le segnerà la fronte
di rughe profonde.
Lasciatemi cantare
I dolori della mia gente,
che hanno possenti radici
e si perdono nelle pagine della Storia.
Volti di cartapesta, inariditi dal sole,
mani di granito,
temprate sull’incudine della sofferenza,
fronti umiliate spesso dal giogo dei potenti
o dei caporali;
orgoglio frustrato sempre dal bisogno,
mai dalla viltà.

Lasciatemi, (oh se potessi farlo degnamente)
cantare le virtù delle donne del Sud;
scrigni di pudore e di fertilità,
perle scamiciate di abnegazione;
giammai vuoti involucri di stagnola,
giammai traslucide macchine senz’Anima.

P.S. La fotografia è una foto d’Epoca ma anche questa poesia lo è…avrà almeno 35 anni…nel frattempo anche le donne del Sud sono cambiate!

Farfalle che volano sulla “terra di ferro”

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Cavaliere d'Italia

Cavaliere d’Italia

Cavaliere D'Italia Nel Mar piccolo

Cavaliere D’Italia Nel Mar piccolo

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Iris selvatici nelle Tagghjate

Iris selvatici nelle Tagghjate

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Il mio amico poeta, Pasquale Pinto definì in una sua bellissima poesia la nostra terra di Taranto

“La terra di ferro” per tutte le polveri che si depositano e che si sono depositate nei decenni, sulle colline, sui campi, sui giardinetti, sui balconi delle case. Questa terra di ferro, che entra negli alveoli dei polmoni… nelle narici dei bambini come nei bronchi degli anziani, ci riserva meraviglie alle quali non siamo abituati. I nostri occhi sono ormai incapaci di vedere…non siamo più attenti ad osservare, siamo superficiali e frettolosi in tutto!

Eppure, il mio amico Cosimo Montanaro, da qualche tempo, con la tenacia e la passione dei neofiti, sta portando avanti una ricerca personale della flora e della fauna presente sul nostro territorio tarantino… estendendo la sua ricerca nei paesi della provincia laddove esistono macchie di vegetazione…laddove insiste un parco naturale… nella zona del Mar Piccolo… nelle cave di pietra di San Giorgio, da me tanto amate…

Che meravigliosa ricerca!

Orchidee selvatiche dal vestito degno degli imperatori di Persia sbucano indisturbate tra sterpi. rovi, camomille e cicoriella selvatica.

Il Cavaliere d’Italia, così raro a trovarsi, nidifica Nelle acque della Palude La Vela , iris selvatici adornano le spoglie pareti delle mie Tagghjate.

Fiori, animali, Masserie e Luoghi dimenticati, dotati di sufficienti Fotografie e una discreta scheda descrittiva documentano che tutto questo brulicare di Vita e di tanta Bellezza è ancora capace di produrre la mia amata terra…

quella terra che Il Poeta Pasquale Pinto definì con lungimiranza Profetica ” La terra di ferro”. La stessa terra che non è mai paga di stupirci!

Grazie Mimmo!

Ah! Dimenticavo, chi volesse vedere di più e di  meglio, venga a visitare il GRUPPO Facebook “Sentinelle delle nostre Tagghjate. https://www.facebook.com/groups/131392473539041/

Nonsolopoesie

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Eh! Sì, non di solo Poesia vive l’anima mia ma di tutto ciò che smuove sentimenti di solidarietà, dove si chiede una mano, dove ci si aspetta un gesto d’amore.

Ieri sono stata vicina ai Responsabili dei Gruppi di Preghiera di San Pio, presenti nella mia parrocchia, Santa Maria del popolo, di San Giorgio Ionico, per dare una mano nell’allestimento e nella vendita di prodotti tipici locali, il cui ricavato sarà devoluto alla Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo!!!

Le donne  e gli uomini della nostra Comunità parrocchiale si sono distinti, come al solito, nel preparare tanta di quella pasta fresca, torte, ciambelle, taralli, crostate, friselle ed altro… da mettere in vendita. Gli uomini hanno offerto i loro vini di Origine Familiare…con tanto di etichette fatte al Computer… come se fossero piccoli imprenditori!

Ieri sera c’è stato il primo Round, oggi saremo ancora davanti alla Chiesa per cercare di vendere fino all’ultimo vassoio di dolcezze, fatte con tanto, tantissimo amore!

Grazie per l’olio di frantoio di produzione familiare… per le speciali Grappe della famiglia Tria, dei Vermouth di antica e segreta ricetta… grazie alla famiglia Moscatelli per i vini di 16°, per i limoncelli tanto gustosi e belli…. Grazie ai pregiati vini offerti dal Villaggio San Giovanni!

Hanno contribuito anche il Panificio San Giuseppe, il Panificio San Giorgio, il Panificio Cipriano, la Vinicola Pulito e tanta gente comune, sensibile ai problemi sociali e umani.