Archivio | Maggio 2021

Pane, lacrime e rose

Mi nutro di pane lacrime e rose
per sfamare digiuni d’amore
e restare tra i viventi.

Le lacrime sono il mio pane
notte e giorno,
senza di te, amore,
disconosco significanze di sorrisi.

Vorrei chiederlo alle nuvole d’agosto,
ai cespugli di corallo degli abissi…
alle nuvole guanciali di sospiri…
alle stelle compagne d’illusioni…

In questa notte
così violenta di desiderio
così azzurra di sogni
così nera d’illusioni
vorrei sostare su una panchina di nuvole
per narrarti le cose
che non ho mai detto
nemmeno al mio cuore gitano.

Vorrei sfogliare la rosa
che appassisce di lacrime e silenzi,
vorrei guardarti negli occhi
e raggiungerti ovunque tu sia,
cercarti in ogni latitudine
fino agli estremi confini della ragione.

Sciolgo i miei brividi
in catini di vetro
trasparenti come lacrime,

taglienti come lame di luna,
spinosi come rovi senza frutti,
né fiori, né sospiri, né baci, né deliri.

Ma tu soccorrimi, amico,
donami briciole di sogni,
strofe di poesia infinita,
lacrime dolci di miele d’acacia,
bocconi d’assenzio e acqua di rose…

Toccami l’anima, sfiorami il viso
senti, che dolci le lacrime di marzo
sono gioielli di quarzo
per chi ne vorrà.

Non negarmi i tuoi sogni
buia notte!
domani avrò fame di stelle
e mi nutrirò di sospiri.

Questa notte sfoglierò
pagine d’ombra
in attesa di sognare
albe di rugiada.

Qui e Ora voglio restare
abbracciata alla notte
per farmi addormentare…

Domani sarò certo un altro giorno!
Mi toccherà nuovamente vivere…
Mi toccherà di nuovo indossare
una collana di spine senza rose…

ieri… ore 23

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Donna immutevole

Donna Immutevole

Esiste una donna immutevole
il cui nome i fauni
rinfrescano alle fonti,
il cui nome è un anemone
di brina sbocciato
dal respiro della notte.

Lei tesse i mantelli
per le spalle più tristi,
le sue dita curano piano
le ferite più rosse,
il suo canto raduna le rondini
dalle varie lontananze.

C’è una donna immutevole
il cui nome è leggero
come un battito d’ala,
il cui nome è il frutto
di un bacio tra vocali e consonanti,
su di esso il sole più vecchio
non osa tramontare.

Negli occhi
acque che si guadano
in vista delle sue sabbie bianche,
nei suoi occhi la spiaggia più estesa
per l’ippogrifo dalle ali d’oro.

C’è una donna immutevole
il cui sguardo rifrange
i pleniluni,
la cui pace si estende
come piena fluviale,
lei circumnaviga l’isola e lo scoglio
con le vele di un sogno ricorrente.

Esiste una donna
le cui parole volano nell’aria
trattenute tra i becchi dei gabbiani,
le cui parole, senza grido nè voce,
raggiungono le orecchie più lontane.

Lei trema dinanzi al silenzio
e teme la morte inattesa,
si prodiga per il passero ferito,
l’arcobaleno ripiega con le mani.

Scoperta

Buongiorno amici, vi ho postato un video di questa statuina della Madonna nera di Montserrat perché solo in questi giorni ho fatto una scoperta straordinaria, sono venuta a capo di un enigma… Quando mio figlio di ritorno da Barcellona mi portò come souvenir questa statuina di Madonna, la riposi in uno stipetto perché non mi piaceva tanto, e poi, madonnine ne avevo tantissime sparse per la casa.Ma un bel giorno, mi è ritornata in mente una preghiera che recitava sempre mia nonna Rata( diminutivo di Addolorata) che diceva così” Matonna mea ti lu buèn serratu/tuttu lu munnu tè caminatu/ casa mèa cè tlè ncuntratu? Apra li porte, apra li strate Matonna mèa ti lu buèn serratu” Questo Buèn serratu era davvero indecifrabile, mi incuriosiva molto a cosa si riferiva, ma finalmente ho scoperto l’arcano.Ho scoperto così che le nostre nonne avevano una cultura indotta anche se loro ne erano inconsapevoli. Avevano saputo dell’esistenza di questa madonna pur non essendo mai state in Spagna. Il Titolo di questa Madonna “straniera” è infatti Madonna di Montserrat, da qui l’adattamento popolare a Madonna di Buènserratu.

Mari di girasoli

Dietro un finestrino

opaco d’impronte

di un treno ormai indifferente,

sedevo assorta,

anzi, avvolta

da un mare di pensieri

ora cupi, ora leggeri,

a volte insolenti,

ricordi dolenti

tra parole sospirate

senza voce, tra i denti.

Ma ecco, d’un tratto…

qualcosa mi distoglie,

anzi mi coglie

di gioiosa sorpresa.

Mari di girasoli

sulla terra si ergevano compatti,

l’uno accanto all’altro,

vicinissimi, si toccavano

quasi tenendosi per mano

col capo rivolto

verso la sorgente della luce.

Ed erano di un giallo solare…

Uniforme,

come aureole di santi

in un verde paradiso.

 E allora diressi

Il mio sguardo verso essi,

e tutti i pensieri,

quelli rosa e quelli neri,

tutti, tutti annegarono, anzi,

si tuffarono,

tra le onde immote

di quel mare giallo,

come luce sfuggita

dall’uscio socchiuso del Paradiso.

       Adesso nei miei occhi

s’intuisce soltanto il sorriso!

                              A. Marinelli

La Cura

Il Maestro Franco Battiato ci ha lasciato. Fu il Cantautore supremo che ci lasciò in eredità la CURA dell’AMORE.

Ti sia lieve la terra, anima bella.

La Madre Suprema

Ieri sono andata ad accendere un cero alla Madonna della Camera.

La piccola chiesetta di campagna l’ho trovata solitaria e desolata,

ma la presenza di una Madre

che parlava a tu per tu con la Madonna,

incurante di coloro che potevano sentire le sue parole

mi ha edificata.

Mi ha impressionato molto il dialogo

tra la mamma addolorata e la Madre Suprema,

regina di tutti i dolori del mondo ❤

https://saporidelsalento.wordpress.com/?s=madonna+della+camera