LOCUZIONI AVVERBIALI

 

LOCUZIONI AVVERBIALI
Tannu pi tannu: loc.av. allora, allora , in quel momento
Sotta pi sotta: ordire all’insaputa dell’interessato
Patre ca mo mi vene: locuzione derivata da una antica leggenda che vuol significare l’impazienza giovanile;
Va bellu bellu: vai piano piano, adagio;
Pèsili pèsili: sollevare pesi con vigore;
Pissi pissi: chi racconta con dovizia di particolari;
Papuddi papuddi: occhi gonfi di sonno;
Papa-papa: arrivare all’improvviso e al momento giusto. (Es.: mo si ni vene jddu papapapa)
Paratu paratu: arrivare all’improvviso e ben agghindato. Da apparata – parata – addobbo;
Stònu cucchj cucchi: stare vicino vicino, anche ncocchia: (Es.: Statti ncocchia a me, Stai vicino a me);
Statti cittu cittu: stai zitto zitto;
A bell’e buenu: tutto d’un tratto;
Alla paccègna: alla maniera dei pazzi;
Ncanna ncanna: all’ultimo minuto;
Alla “ce mi ni futtu”: alla maniera di colui che se ne frega;
Alli scurdati: quando meno te l’aspetti;
A tradimientu: come sopra;
A mazza mmurru: alla rinfusa;
Ti pònta: stare in piedi;
All’appieti: andare a piedi;
A ncavaddu: andare a cavallo o con un altro mezzo di trasporto;
A dall’a dalle: lavorare di gran lena;
A pizzichi e muezzichi: realizzare qualcosa con enorme difficoltà;
Cu la lènga strascinuni: con la lingua per terra, in segno di sottomissione;
Varri varri: colmare fino all’orlo fino a far traboccare;
Ripa ripa: a ridosso della strada, del marciapiede ecc.- da ripa- riva;
Puntu puntu: molto spesso, di frequente;
A futti compagni: avere sempre la meglio sugli altri;
Alli ttantuni: procedere alla cieca. Da “a tentoni” andatura dei ciechi;
Scappa e fuci: andare di fretta;
Là llà: nel lessico infantile voleva significare andare a passeggio;
Jappica jappica: uscire lentamente, senza farsi notare;
Cuvatu cuvatu: da covare – stare comodo e al caldo;
Mo mò: av. ora, adesso;
Tannu pi tannu: loc.av. lì per lì, immediatamente;
Alli sicurdùni: agire in modo improvviso e sleale;
Lu Popò: lo spauracchio dei bambini: (Es.:ci no la spicci mo chiamu lu popò);
La Bùa: nel linguaggio infantile erano le piccole abrasioni e tutto ciò che arrecava dolore al bambino;
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