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Poema del mare

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POEMA DEL MARE

 

Venni a richiamarti

 alle scogliere

Lanciai il tuo nome

 e solo il mare mi rispose

nell’istantaneo latteo

e vorace delle sue schiume.

 

Venni scalza

sulla rena notturna,

fredda carezza la sua,

mi ghermì

le caviglie..

 

Mi fu testimone la Luna

di novembre

Luna piena e gravida di stelle

(Era così leggero il mio passo

era così lontana la voce del mio amato).

 

La spuma dell’onda

solitaria e triste

rifrangeva lacrime

di amanti infelici,

aveva creste argentine

aveva biancore d’ovatta,

aveva silenzi di addii.

 

E il disordine ricorrente

delle acque attraversa il tuo nome

come un pesce che si dibatte e fugge

verso la vasta lontananza.

Verso un orizzonte di menta ed ombra,

viaggia il tuo nome

rotolando per il mare.

Nel mutismo labiale

grido forte il tuo nome

dal sapore ambrato,

dalle verdi cromie

delle mentucce selvatiche,

il tuo nome rimembrante antichi Dei

il tuo nome di acque torrentizie.

 

Viaggia nell’universo

come Stella Nova,

come scia di cometa

che carpisce gli sguardi,

viaggia il tuo nome

sulle corolle delle Ninfee

riluce il tuo volto

come nuovo Sole…

 

 

 

Concerto a 4 mani di Alvaro Mutis & Anna Marinelli

* Álvaro Mutis (Bogotá 1923), uno dei maestri della letteratura ispano americana, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui in Italia il Premio Médicis nel 1989 e il Premio Nonino nel 1991.

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i gigli marini delle nostre dune

IMG_1421IMG_1412IMG_1418giglio marino

Credo, senza ombra di dubbio, che le cose che ci danno più emozione in questo nostro tempo, sia incontrare, vedere, ritrovare, cose, oggetti, volti e voci del passato e persino profumi…
A me è accaduto di trovarmi davanti agli occhi numerosi cespugli di gigli marini, in quel di Manduria, una spiaggia che sta esattamente in San Pietro in Bevagna… vicino alla foce del fiume Chidro…quel fiume che mi ricorda tanto l’amico Silvestro Silvestri, poeta, che viene a trascorrere in Puglia da anni, le sue vacanze estive…

Questi gigli, credetemi, mi hanno catapultato nella mia ormai lontana fanciullezza, quando, quelle rare volte che sono stata al mare, mi spingevo lontana da mia madre e i miei alla ricerca di questi straordinari, bianchissimi, fiori.

Non avrei dovuto, ma ne ho raccolti alcuni perché la mia macchina fotografica dava ormai ripetuti segnali di “batteria scarica”. Li avrei fotografati al mattino seguente, in tutte le esposizioni di Luce possibili… per condividere con voi questa incantevole visione.

Naturalmente li ho tagliati corti lasciando intatta la base, senza sradicare e danneggiare il cespuglio, per altre prodigiose fioriture