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Prodotti di nicchia… Il Siero

Non so come mi sia venuto di intitolare questo Post, Prodotto di nicchia…invece si tratta di una vera e propria pepita d’oro dei sapori di una volta.
Possiamo definirci” Privilegiati” noi che abbiamo potuto gustare il pane di grano intinto, bagnato, inzuppato di siero ancora caldo… con tanti pezzettoni di ricotta..da andarla a pescare nella ciotola di caldo e dorato siero.
Quel siero che è prodotto e residuo della lavorazione della ricotta, quando si mette nelle ceste di vimini o nei fiscelli di ceramica per farla rassodare, eliminandone tutta la parte acquosa.
Che colpa hanno i nostri bambini se non hanno avuto l’opportunità e la fortuna di sentire nelle loro tenere bocche, i sapori genuini dei cibi di una volta?
Che colpa ne hanno se oggi si nutrono di Girelle, di nutella, di panini artificiali di dubbia provenienza, importati da una gastronomia forestiera e ingannevole?
Ho avuto dal mio compare Mimino sabato mattina due fiscelli di ricotta calda calda e una brocca di siero acquistato in una delle tante “Masserie” di cui la mia terra è ricca. L’ho fatta durare tre giorni… per godere il più a lungo possibile di quell’ineguagliabile sapore, ripensando a mio padre, a mia madre, alla mia infanzia felice.

siero di ricotta ricotta e siero2

lu massaru e lu pastore

Transitando da qualche stradina di campagna, attraversando Il boschetto di Faggiano, famoso e amato da me perchè da bambina andavo con i miei a raccogliere i funghi,ho avuto la bellissima sorpresa di fotografare un pastore che portava al pascolo le sue pecore.
Una opportunità davvero straordinaria in quanto questo tipo di “mestiere”
è ormai in via di estinzione.
Tra me e mio marito è sorta una discussione tra la differenza di Massaro e pastore!

é una sottile e sostanziale differenza, gli ho risposto, perchè a mio modesto parere il Massaro è il tenutario della Masseria. una specie di caporale, una specie di capofficina. Insomma ha alle sue dipendenze degli uomini addetti al pascolo, alla produzione del formaggio, della ricotta, e di tutti i derivati del latte che le pecore, portate al pascolo libero nelle campagne e nei tratturi circostanti, producono con abbondanza.