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Poeti di strada

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E domani saremo in strada, saremo ai bordi della via, a spargere petali di rose a lanciare sassi di poesia. ” I poeti che strane creature” canta De Gregori, ” Ogni volta che parlano è una truffa, Mussolini scrisse anche poesie….”Anche Napoleone scrisse poesie, scrisse lettere d’amore infuocate alla sua Giuseppina, anche se la chiamava “Disgraziata, anche se la chiamava sciagurata…

Un certo Altobelli su Facebook, quando pubblicai la mia poesia ” ebbi per culla un albero di pesco e fui avvolta in petali di rose” mi commentò dandomi della bugiarda, dicendomi che le sparavo grosse..ma lui non sa che i poeti per arrivare alla farina iniziano a parlare di semente… per dire pane dicono “Il frutto della spiga”…il poeta usa un linguaggio perverso…un linguaggio strano che mira a rubarti emozioni sopite nel ripostiglio più segreto della tua anima, mira a suscitare in chi legge dei rimandi emotivi sospesi sull’ arcobaleno del tuo tempo vissuto o ancora soltanto atteso e sognato.

Il poeta è quel venditore di rose che si avvicina al tavolo del ristorante, dove tu stai cenando con la tua bella e ti invita a donarle una rosa…una rosa che non costa niente, una rosa senza prezzo. Quante volte quel venditore di rose viene allontanato con un gesto annoiato della mano… come se la rosa rossa che gli viene offerta non sia già di per sé un miracolo di Dio.

 

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