Archivio tag | poesie d’amore di anna marinelli

Tutto esaurito

Tutto esaurito,
non ci sono più chiodi
nei negozi della città.

comprai tutti i chiodi
il giorno che ti dissi addio.

e inchiodai i miei piedi al pavimento

(per non correrti incontro.)

inchiodai le braccia all’architrave

(per non desiderare d’abbracciarti.)

non ci sono più stelle
negli orti del cielo…

ho raccolto tutte le gemme della notte
per non rischiare che quella più lucente
mi ricordasse il tuo nome

ho strappato tutte le rose
dai giardini della città,
perché non mi ferisse ancora
la rosa azzurra della malinconia.

ora le mie ciglia, indurite di salsedine,
innalzano barricate
alte come grattacieli

(per non desiderare di rivederti)

nonAmore mio.

**** della serie: Aspettando San Valentino

Nei paesi dove ho vissuto

era opinione diffusa che le poesie d’amore, e testi passionali o erotici

fossero appannaggio esclusivo degli uomini.

Le donne dovevano essere sempre pie e contenute

nelle loro manifestazioni d’amore.

Ricordo che quando scrissi il poemetto “l’uomo del mare”

un collega di mio marito se ne uscì con una esclamazione

che mi segnò profondamente e giurai che non sarei mai più “uscita dal seminato”.

Ma quando nella mia città di Taranto, un’associazione

bandì un concorso di poesie d’amore, mi volli sfidare e composi questo brano.

Partecipai e mi classificai tra i primi tre.

Oggi a distanza di tempo, ho deciso di scrivere come mi detta il cuore, sia sui miei moti del cuore, sia per diletto, come quello di scrivere su un Tema proposto dai Siti che frequento e che ho frequentato, mettendo a frutto la mia creatività sempre desiderosa di un confronto, di un apprezzamento o di una critica costruttiva. Ma ora, preparata come sono al pregiudizio e avendo raggiunto il sesso degli angeli mi posso permettere il Lusso di scrivere ogni cosa. E mi piace ribadire che l’Opera d’arte, come la poesia, non è necessariamente confezionata addosso al vissuto di chi la realizza.

Cordialità.

Amo di te

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Cogli dell’anima vergine lo scroscio di ruscelli di desiderio,

da troppo tempo bramo sentire le tue dita tra i capelli

 

quando mi dirai, finalmente “amore” con voce soffocata di passione.

e avrai la voce del vento, e avrai il fragore del mare,

la carezza bruciante del sole, le azzurre chiarità d’aprile.

 

amo di te, i silenzi

che tracciano rotte sconosciute,

amo le parole controvento che agitano vessilli di gelosia,

amo gli umori strani che mi fanno anelare il sereno,

 

amo di te la ruga della fronte,

l’argento dei capelli che segna zone d’ombra,

l’assillo che ti tormenta l’esistenza,

quell’ assillo che ora e per sempre,

sarà il mio vessillo d’amore per te,

amor mio, mio re.

 

amo di te la paura che ti ghermisce

quando cammini a ridosso di un pensiero,

quando la luna ti s’impiglia tra i capelli,

quando peschi pesci d’argento,

per farmene lanterne nelle notti d’insonnia,

 

amo tutto di te… amo il suono del tuo passo

quando oltrepassi la soglia del sogno…

il rumore di un tuo sospiro

quando ti sorprendi a parlarmi sottovoce

e a chiamarmi col nome che sai…

e plani dolcemente sui miei fianchi

e riposi finalmente sul mio cuore…