Archivio tag | lettera a Carlotta

Lettera a Carlotta

LETTERA ALLA MIA ADORATA NIPOTINA CARLOTTA

 per il giorno del suo 18esimo anno di età.

Carissima Carlotta, ti chiederai perché ho sentito la necessità di scriverti questa lettera con tanti giorni mesi ed anni di anticipo: se l’ho fatto un motivo ci sarà.

Vorrei raccontarti della tua venuta, la tua nascita, l’attesa che l’ha preceduta.

L’attesa di te è stata un’attesa collettiva, tutti abbiamo avuto una gravidanza partecipata. Tutti non vedevamo l’ora che tu venissi al mondo.

Quando le doglie di tua madre giunsero, alfine, le abbiamo sentite e patite anche noi, ti abbiamo atteso dietro la porta della nursery, dove saresti dovuta passare, dopo aver attraversato il corpo di tua madre e aver frantumato quella linea invisibile che ti separava dalla luce del mondo e dai nostri occhi, e dalle nostre braccia, dal nostro amore.

La nonna Porzia, la nonna Bice, tuo padre, i tuoi nonni maschietti.. io, la nonna virtuale, la zia che rivendicava il diritto di essere lì, dietro quella porta ad attendere la tua venuta, a battere tutti sul tempo e rubare il primo sguardo alle nonne accreditate di diritto, eravamo tutti dietro quella porta.

Poi finalmente sei apparsa.

Eri un bocciolo rosa, tonda come la luna piena, avevi un po’ di capelli e le cremine sul viso che le infermiere ti avevano messo dopo averti ripulita dei residui delle acque placentari nelle quali avevi nuotato e danzato e ascoltato musica… per 9 mesi.

Si, la MUSICA!

Tu eri la MUSICA!!!

TU HAI PORTATO LA MUSICA!

Tanto è vero che tua madre ti faceva ascoltare Cd di musica bella. Quando venivi a trovarci  a casa nostra Fabio subito andava a prendere la chitarra e ti suonava una strana musichetta, era di Branduardi, ma io ancora non ne ricordo il titolo… a quella musica tu ballavi inconsapevolmente… tu sentivi la musica e la danzavi senza ancora comprendere di quale mistero si trattasse… tanto amavi la musica che Fabio al tuo primo compleanno ti regalò LA BATTERIA, una batteria mini, ma pur sempre una batteria… invece di una bambola.

Quando, da più grandicella venivi a trovarci io mi improvvisavo pagliaccio, carrettino, ti facevo fare i giri nella carriola di legno con una ruota sola, di quelle che costruiva zio Tonino che ti ama tantissimo, come me. Ti ho scattato più fotografie io di quelle che possono essere state fatte ai principini di casa reale.

Tu eri la nostra principessa vivente.

Una volta sei venuta con le scarpette da ballerina, e… udite udite, avevi una parrucca di capelli color viola! Eri venuta per mostrarmi i tuoi primi passi di danza. A proposito di primi passi, ti scrissi anche una poesia, intitolata Carlotta farà i primi passi con le sue scarpette rosa… Una poesia che tu non avrai certamente letto mai.

E Carlotta farà i primi passi

con le sue scarpette rosa…

camminerà brancolando

con le mani in avanti

brandendo le dita ad acciuffare la Vita…

 Carlotta dirà il primo nome,

 sarà quello di mamma,

sarà forse “papà”?

E quel giorno Carlotta

 resterà a bocca aperta

udendo il suono

della sua stessa voce

che si spande argentina

come gemma di pesco

a indorare la casa

che risuona dei suoi piccoli passi…

c’è un bocciolo di rosa che cammina

nelle sue scarpette nuove..

c’è una bimba felice che chiama

       ogni istante la mamma

              ogni istante papà…

                                                                               

Stai per compiere 13 anni, ed è da un lungo anno che non ci vediamo, l’ultima volta che ti ho vista tornavi dal mare con il tuo papà, eri abbronzata e lasciavi sabbia dappertutto. Hai giocato con la mia piccola gatta Pupetta, che ora è cresciuta e diventata bellissima. Mangia beve e dorme e gioca col suo pappagallino di peluche,

ma certamente preferirebbe giocare ancora tante volte con te.

Chissà quando potrò rivederti! Intanto sono circondata da tante tue fotografie.

Un giorno mi venisti vicino e mi dicesti con molto garbo” zia, ti ringrazio per tutte le cose che hai di me”.

Che piccola Donna giudiziosa che sei, dolce Carlotta mia.

Purtroppo siamo lontane, ma ho voluto raggiungerti con questa lettera, il mezzo di comunicazione più antico e più efficace che il mondo degli umani abbia mai conosciuto.

Io sono diventata più vecchia, ho qualche ruga in più, ma sono certa che ho vissuto appieno ogni mio giorno, perché la Vita è un bene prezioso a cui non si può rinunciare.

Oggi che il Covid ci minaccia tutti, apprezziamo la Vita, la salute e la compagnia di quanti ci amano.

Io amo te con tutto il cuore mio, e se di cuori ne avessi due e con due cuori che ti amerei..

Ti abbraccio forte forte.  

 Zia Anna