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Verdure di stagione

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E’ cosa buona e giusta consumare le verdure, la frutta e i prodotti della terra nel loro tempo migliore, in modo tale da gustare tutte queste cose buone con tutte le loro caratteristiche, la ricchezza dei loro nutrienti, vitamine, sali minerali e zuccheri quando sono nel pieno della loro produzione.

In questo periodo la regina di tutte le verdure è la rapa cimata, al secondo posto ci sono i carciofi, almeno nella mia graduatoria preferenziale. Dalle mie parti è nevicato di recente e le colture a cielo aperto ne hanno sofferto notevolmente.  L’inattesa nevicata  ha fatto salire vertiginosamente il prezzo delle verdure di produzione locale che sul banco dei piccoli negozi di frutta e verdura non è raro trovare le cicorie, a 3 euro, i carciofi ad 1 euro cadauno e le rape a quasi 5 euro. Io vado ghiotta di queste ultime e nonostante il deterrente del prezzo ne ho voluto comprare almeno un kg.

Naturalmente ho buttato pochissime foglie, le foglie esterne le ho stufate, con quel sorriso di Dio che sono i miei peperoncini di produzione propria di cui vi ho parlato l’estate scorsa. Le cime, eh! le cime, quelle poche recuperate, le ho cotte con le favolose orecchiette pugliesi, di grano Senatore Cappelli e condite con pane fritto con aglio e filetti di acciughe salate.

La fine del mondo.

Ma cosa ve lo dico a fare!!!

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La vaccaredda!

la vaccaredda

Il nome è già tutto un programma e descrive bene ciò che la voce del popolo definiva VACCAREDDA
La “vaccaredda” era un piccolo panetto di pane a ferro di cavallo al quale la cottura conferiva la forma di due mammelle di Mucca. Solitamente la famiglia benefattrice, quando settimanalmente faceva il pane, faceva anche un piccolo panetto di questo formato da donare a un vicino di casa povero. Oggigiorno anche il famoso pane di Altamura possiede questa forma, come una mezzaluna ripiegata su se stessa, ma la dimensione della pezzatura, ovviamente, è molto più grande di quella pagnotta odorosa e fragrante, che le persone dolci di cuore donavano a chi se la passava male.
Andando ancora in profondità devo aggiunere ancora un particolare molto affascinante a quanto detto sopra: ho scoperto stamani, quando sono andata a “ordinare ” questo pane dal formato extra alla mia fornaia di fiducia, suo marito, non solo conosceva questa usanza ma mi ha fornito una notizia davvero interessante: La “vaccaredda” si portava anche al genitore o a uno dei genitori rimasto vedovo/a, e si intendeva con questo gesto ripagare la mamma o il papà del latte che avevano donato alla figlia quando era piccola, durante l’allattamento. Scopriamo così l’arcano di questa forma strana a mò di mammelle e il gesto di riconoscenza verso i genitori che perdurava fino alla loro morte.

Quanto alla fotografia, ECCOLA!!!
fetta di vaccaredda_9189

e poi è stato giocorza assaggiarlo con la ricotta askuante

e poi è stato giocorza assaggiarlo con la ricotta askuante

era assolutamente importante scoprire come sarebbe stato buono con un paio di fette di mortadella

era assolutamente importante scoprire come sarebbe stato buono con un paio di fette di mortadella

o con due pomodori invernali...(pummitòri a pinnulàru)

o con due pomodori invernali…(pummitòri a pinnulàru)