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Antichi sapori

 

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Antichi sapori

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Dice un vecchio detto” la vecchia non voleva morire mai, perchè aveva sempre da imparare qualcosa”. E aveva ragione il Detto popolare. Anche io alla mia venerabile età di settantenne ho imparato a cucinare in questi giorni una pietanza tramandata dai vecchi saperi e sapori di una volta. Pisellini e carciofi ripieni. Una bontà!

Si mettono a soffriggere i pisellini con un filo d’olio buono, con una bella cipolla bianca affettata grossolanamente, si fanno cuocere una decina di minuti e poi si inseriscono i carciofi precedentemente mondati dalle foglie più coriacee e farcite con un ripieno di uovo, mollica di pane e formaggio. I carciofi si mettono nel tegame dalla parte del gambo,

( anche se nella mia foto ce n’è uno rovesciato). Si continua la cottura a tegame coperto, sorvegliando di tanto in tanto se occorre aggiungere un po’ di acqua. Verso la fine io ci ho aggiunto qualche fettina di pomodoro fresco che ci sta benissimo.

I nostri antenati cuocevano questa minestra nel tegame di coccio, (Tiestu) sulla fornacetta, e a cottura quasi ultimata si copriva con un vecchio e glorioso coperchio sul quale si spargeva un pò di brace. Ciò consentiva una doratura al ripieno dei carciofi e una perfetta cottura di questo semplice piatto dei nostri avi che facevano tesoro di tutto.

Era sicuramente un piatto povero, nutriente e completo, e se accompagnato da qualche fetta di pane di grano duro di Puglia poi… è la fine del mondo!

Provare per credere.

Pettole, frittelle di Natale

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Anche quest’anno tradizione rispettata, baccalà al forno, con patate e pettole a volontà!

Quest’anno però una novità c’è stata ed è stata quella di condire le pettole di mio marito

con del miele buonissimo di almeno 5 anni, non quel miele artificiale che vendono adesso, prodotto dai cinesi, quel miele sintetico che non ha nessun valore nutrizionale.

Noi pugliesi ci sappiamo trattare bene. Questo è tutto merito delle mamme di famiglia, che hanno la benedetta abitudine di nascondere le cose perchè non si finiscano subito.

Quel barattolo di miele, scuro e denso, è stata una vera benedizione di Santa Cecilia!