Le strade ( incipit d’Autore)

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strade

 

Le strade

Quello che sono e sono stato

domandatelo alle strade

dei paesi della sete.

Tufi lucertole spine,

bell’uva sulle colline

dove fui ladro di galline.

Strade di cenere e pomice

lavorate dallo scorpione.

Dove ramingo io vissi

la cicala ancora muore.

(Raffaele Carrieri)

Quella che io sono e sempre sarò

chiedetelo alla luna agostana

quella che sembra in disparte dalla Vita

ma sbatte il suo sguardo intrigante

sulla mia persiana stupita.

Chiedetelo ai muretti

di pietra

muti testimoni d’anime

in silenzi di controre costretti.

Chiedetelo alle silenziose stelle

sorelle rilucenti

di lacrime cristallizzate,

custodi fidate di donne tarantate

dai moti del cuore asfissiate.

Chiedetelo alla fontanella

del piccolo slargo di paese

dove mi recavo, fanciulla,

con la giara pesante

d’acqua gocciolante.

Paese senza “acchiature” di sorprese,

panni stesi a forconi di ristrettezze ereditate,

e menta e ruta fiorenti

da muretti di selce recintate.

Quella che io sono e sempre sarò

chiedetelo alle case addormentate,

chiedetelo alle strade,

perché io ciò che sono e ciò che sarò,

ancora non lo so

.———————————————*

Raffaele Carrieri nacque a Taranto nel 1905.*Muore a Camaiore nel 1984″

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Torneremo alla terra

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TORNEREMO ALLA TERRA

Se pure fummo vivi un giorno... ( Quasimodo)

 

 

 

Torneremo alla terra

che di carne

ci generò,

frutti palpitanti

al ramo della vita.

 

Torneremo come naufraghi

dai flutti spinti

a riva.

Torneremo alla noria materna,

ciottoli,

oltre il greto sospinti.

 

Perduto ogni umano talento,

spogli, indifesi,

come bambini

torneremo alla terra

che poco più avanti

rifiorisce gli oleandri.

 

2010-10-21 ciottoli

Mendicante d’azzurro

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Mendicante d’azzurro

 

 

Non darti pensiero per me,

sarà questa assurda nostalgia di sole

che mi prende a settembre

mese in bilico tra voli a raso terra

e desiderio di essere aquila,

mentre mi dibatto

come allodola ancora viva nel carniere

ferita, azzoppata, bisognosa di cure e di calore.

Sono giorni umidi

e mi fanno vaneggiare di sabbie  e di scogliere

che oggi più che mai sento lontane.

Lontane sono le rondini

nunzie di agognate primavere.

E questo cuore naufrago

attraccato a moli sgretolati

avverte sensazioni

di vuoto sotto i piedi.

Il cielo si nasconde ai miei occhi

sotto un alibi di nuvole

e sento la carezza bagnata dell’autunno

che avanza con andatura greve,

mendicante d’azzurro.

 

 

14/9/2008

 

 

 

Questa voce è stata pubblicata il ottobre 30, 2017, in varie. 1 Commento

Le azzeruoleeee

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E chi le aveva mai viste prima?

Quando mi sono imbattuta, felicemente, nell’orto dei frutti dimenticati, realizzato da Tonino Guerra, Poeta, scrittore  e sceneggiatore scomparso  qualche anno fa, il quale volle  realizzare un “museo dei sapori utile a farci toccare il passato”, impiantando un Orto magico,  che egli chiamò “”, l’Orto dei frutti dimenticati” mi sono appassionata  nella ricerca e nella trasmissione della conoscenza di questi frutti.

Tra i  frutti più insoliti coltivati nell’ORTO troviamo: l’Azzeruole, la pera Cotogna, la Corniola (una sorta di ciliegia allungata), il Giuggiolo (che produce delle “olive” dolciastre), l’Uva Spina, la Ciliegia Cuccarina, il Biricoccolo (susina blu con la buccia vellutata come quella dell’albicocca).

Pertanto per realizzare al meglio la mia serata dedicata sì alle giuggiole ma con un occhio ai frutti dimenticati, con l’aiuto di amici fidati e pazienti ho potuto mostrare con orgoglio anche una piccola quantità di AZZERUOLE!!!!

Queste umili e  piccole bacche rosse o gialle con grossi semi e poca polpa  dal vago sapore di mela, che mi ha procurato la carissima Rosa Lerede, ha notevoli proprietà: è dissetante, rinfrescante, diuretica. La polpa ha proprietà antianemiche. Il Fiore contiene principi attivi ed azione cardiotonica e antiossidante.

Avete capito bene! Da quando disdegniamo questi umili frutti del passato… siamo tutti un po’ arrugginiti!

Il vaso di… Pandora

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Sfatando la leggenda della mitologia greca secondo la quale il Vaso di Pandora era considerato il contenitore di tutti i Mali che poi si riversarono nel mondo dopo la sua apertura. ..il Nostro Vaso di Pandora alla sua apertura avrebbe riversato sui miei amici ospiti tutte le fragranze e i profumi raccolti nei nostri orti e nelle nostre campagne. Quest’anno, grazie alla collaborazione sempre generosa di Mino Quaranta nel vaso c’erano numerosissime erbe aromatiche:Salvia, Basilico, Alloro, Origano, Maggiorana, Pipini, , Limone, Prugghjazza, Rucola, Menta!