Archivi

E tu eri l’Italia…

Stiamo facendo un po di pausa? Siamo in stand by? Allora non c’è niente di meglio che ascoltare una bella canzone!

Annunci

Il Venerdi del Silenzio

Canto popolare della settimana santa, propriamente del venerdì santo che nel secolo scorso si cantava durante la processione dei Misteri. La voce è quella suggestiva della signora, all'epoca ultranovantenne, Cristina Marinelli Suma, alla cui memoria dedico questo video. L'immagine di sfondo appartiene all'Artista Massimo Puglielli a cui va il mio più sentito ringraziamento.

TESTO

CANTI PER LA PROCESSIONE DEL VENERDI' SANTO

Parte Maria pel viaggio
faremo compagnia
o Vergine Maria
a lacrimar con te.

Corre per ogni via
incontro a lui piangente,
" Ditemi buona gente
il Figlio mio dov'è?

Sale l'infame monte
con frettolosi passi
chiedendo pure ai sassi
"il Figlio mio dov'è?"

Sento l'amaro pianto
della dolente Madre
che gira tra le squadre
in traccia del suo ben.

Sento l'amato Figlio
che dice " Madre ,addio
più fiero del dolor mio
il tuo mi passa il sen."

Delle vezzose mani
Qui intorno sempre batte
Fiero il martello batte
Senz'ombra di pietà.

All' aspra colonna
Gesù là fu legato
Battuto e flagellato
Sento che gran dolor.

Guarda la nuda Croce
Che a Te è rivolta e dice
" O Madre genitrice
il Figlio tuo morì"

Piange la terra e il cielo
L'aria si mette a lutto
Perché l'autor di tutto
Tra due ladroni morì

Le tombe, i sazi monti
Le stelle merle spere
Tutto ti farò sapere
Il Figlio Tuo dov'è

Entra Maria in Chiesa
Vede il suo Figlio morto
Finchè non sia risorto
Non partirò da te

Zampogne…

Ieri domenica 2 dicembre 2012, in una domenica silenziosa e monotona, col televisore sempre acceso, ho sentito un suono lontano…mi avevano detto un giorno “Anna, tu hai occhi d’amore e vedi e noti ogni cosa, ebbene penso di avere anche orecchie vigili. ho fatto spegnere il televisore e messomi all’ascolto ho percepito il suono delle zampogne che erano ancora lontane da casa mia. Mi sono messa dietro la finestra e vedevo e sentivo che il suono si avvicinava.Era un’occasione davvero unica che non volevo perdere. Ho preso la mia inseparabile macchina fotografica e ho atteso che passasero sotto la mia finestra. E loro mi hanno vista e si sono fermati a darmi una piccola performance solo per me.Tutt’intorno le serrande restavano chiuse, nel loro monotono scorrere…Grazie Dio, per avermi dato occhi per vedere ciò che gli altri non vedono e udire ciò che gli altri ignorano!

l’Arte di muzzica’ li fave.

Se transiterai da una qualunque strada del mio paese, San Giorgio Jonico,potrai ancora vedere e ascoltare le donne che sbucciano le fave secche sulle chianche di selce con un'abilità che appartiene solo a loro, al loro retaggio culturale.
Ho avuto la possibilità e la fortuna di filmarne una, una figura amica di donna la quale, da giovane, abitava in via Castriota, vicino all'abitazione dove ho trascorso la mia infanzia, dove sono ancora ambientati i miei sogni.
Notare la regolarità del suono cadenzato come i torchi che spremono l'uva...suoni in estinzione da custodire nella soffitta del cuore.