Archivio | Maggio 11, 2022

Quel che resta del giorno

Quel che resta della serata di poesia a casa mia è una atmosfera pacata, gioiosa e musicale! Grazie Versi Di Vento , amici poeti, mani veloci e leggere che avete intrecciato note di armonia. Chi potrà mai capire l’attesa, i preparativi, gli inviti, chi invitare, chi escludere, almeno per questa volta che le restrizioni post- covid ci impongono ancora di avere prudenza, e con dispiacere devi fare delle scelte. La casa ritrova le antiche atmosfere del mio poema ” Animismo domestico” nel quale descrivo la casa come un essere vivente che si alimenta delle emozioni di chi in essa vive, respira, soffre e ama; la casa dove si nasce e si muore, dove si vivono drammi e allegrezze. Ieri la mia casa era come una giovane sposa che attende lo sposo. Sentivo palpitare le atmosfere del cantico dei cantici. La casa si è cinta il diadema, si è appuntata mazzetti di calle sul petto di pietra e di marmo, il pavimento di marmo verde alpi, abbagliava come uno specchio, le tende giocavano a nascondino con il sole. Avevo preparato un tavolo con caffè caldissimo e succo d’arancia, tutto Succo, senza un filo di acqua in una bottiglia antica, di cristallo, mai usata; frollini, Baci Perugina e ovetti di cioccolata avanzati con abbondanza dalla Pasqua da poco trascorsa.

I miei ospiti, tutti fantastici e “sperimentati” sono arrivati uno dietro l’altra, precisi, attesi, benvenuti.

grandiosa, la poetessa Nunzia Piccinni, Versi di Vento, ha calamitato l’attenzione con la sua invidiabile dialettica, nessuno osava staccare lo sguardo da lei che parlava ” Come acqua che scorre”, Avevamo tutti sete, eravamo tutti come reduci da un deserto durato due anni. Grazie Nunzia.

Amici, ho bisogno di un’altra puntata per concludere questo articolo, se me lo consentite. A presto, allora.