Sante Palme

Ieri si è celebrata in tutte le chiese cattoliche del mondo la Liturgia delle Sante Palme,

che ricorda l’ingresso trionfale di Gesù Cristo in Gerusalemme sul dorso di un umile asinello.

Il popolo lo accolse come un grande sovrano, un profeta, un guaritore agitando rami di palme e rami di ulivo. Le palme erano dei rami della nota pianta, virgulti teneri che ondeggiavano, agitate da giovani e anziani, sacerdoti e uomini di legge, donne e bambini, commercianti e usurai, discepoli e detrattori.

Ma di lì a poco si sarebbero rovesciate tutte le “cariche umane” di quell’Uomo Dio” e sarebbe stato condannato, ingiustamente a morte e a una morte di Croce, al posto di un malfattore, ladro e omicida. Quando sono entrata nella mia chiesa, Santa Maria del popolo, in San Giorgio Jonico, l’altare e l’ambone delle letture erano stati adornati di lucenti rami di ulivi, di cui la mia terra di Puglia è ricchissima. Prima di spegnere il cellulare, come è doveroso fare quando ci si trova in un luogo di culto, ho scattato alcune fotografie da mandare ad una mia amica che non esce da casa da diversi anni perché impedita.

Il celebrante ha fatto il suo ingresso in forma solenne, preceduto dalla Croce, portata da un giovane e da altri due che avrebbero animato la lettura del “Passio”, ovvero Il racconto evangelico della Passione e morte di Gesù. Prima di iniziare il sacro rito il celebrante, con la Casula Rossa, ha incensato l’altare e il Crocifisso. In quel momento è accaduta una cosa inaspettata; i miei occhi si sono riempiti di lacrime dolci.

Mi sono sgorgate dal cuore parole e invocazioni, raccomandazioni e suppliche verso quel Crocifisso, parole che non avrei mai voluto dimenticare. Avrei voluto raccogliere tutte quelle parole, trascriverle immediatamente, ma dopo solo qualche minuto non ne ricordavo più neanche una. Il Signore ritiene un tesoro geloso i moti delle nostre anime, quando piangono, uscendo dagli occhi. Ricordo solo il profumo conturbante dell’incenso, le volute di fumo che si sprigionavano dal turibolo acceso, la palme lucenti e la mie lacrime.

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