Archivio | gennaio 24, 2022

Leggende di paese

Amici, buonasera, da diversi anni sto raccogliendo parole antiche della parlata sangiorgese e sono arrivata a superare le 4000 parole. Si tratta di un lavoro impegnativo che mi sta appassionando tanto. Ogni tanto me ne esco con una parola nuova e mi rallegro con me stessa.

Me la appunto da qualche parte per poi inserirla il prima possibile. Ma poi, quando finalmente mi siedo un minuto davanti al mio computer il fantastico programma che mi fatto mio figlio Alessandro mi dice… “vocabolo inserito il 23 settembre del 2001… “

Questa sera mentre volevo inserire il vocabolo, o il lemma, come direbbe il Preside Altamura, mi sono imbattuta nella parola AFFASCINU… cose d’altri tempi, è vero, ma che sono accadute realmente e qualcuno, come me, ne conserva memoria per tramandarla ai posteri.

Affàscinu – sortilegio – vedi mašcia

Con questo termine si indicava una condizione di malessere, che si riteneva causata da una forza occulta, derivante da invidia e malocchio, che privava il malcapitato della sua volontà causandogli disturbi fisici quali cefalea, sonnolenza, e apatia. A causa di tale credenza, nei paesi del sud sorgevano individui i quali si ritenevano capaci di operare il rimedio alla persona affetta da affascino, praticando formule di scongiuro e di annullamento, dietro un piccolo compenso. In ogni caso però si trattava di espedienti per arrotondare il magro salario approfittando della credulità delle persone semplici. Molti casi della depressione odierna venivano attribuiti alla “mašcia” e all’”affascinu”.

Questa voce è stata pubblicata il gennaio 24, 2022, in varie. 2 commenti