Mari di girasoli

Dietro un finestrino

opaco d’impronte

di un treno ormai indifferente,

sedevo assorta,

anzi, avvolta

da un mare di pensieri

ora cupi, ora leggeri,

a volte insolenti,

ricordi dolenti

tra parole sospirate

senza voce, tra i denti.

Ma ecco, d’un tratto…

qualcosa mi distoglie,

anzi mi coglie

di gioiosa sorpresa.

Mari di girasoli

sulla terra si ergevano compatti,

l’uno accanto all’altro,

vicinissimi, si toccavano

quasi tenendosi per mano

col capo rivolto

verso la sorgente della luce.

Ed erano di un giallo solare…

Uniforme,

come aureole di santi

in un verde paradiso.

 E allora diressi

Il mio sguardo verso essi,

e tutti i pensieri,

quelli rosa e quelli neri,

tutti, tutti annegarono, anzi,

si tuffarono,

tra le onde immote

di quel mare giallo,

come luce sfuggita

dall’uscio socchiuso del Paradiso.

       Adesso nei miei occhi

s’intuisce soltanto il sorriso!

                              A. Marinelli

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