Pettoleeee

frittelle natalizie pugliesi
forme strane, animaletti
un piccolo draghetto? o un dinosauro piccolino?

In Puglia e in tutto il Salento oggi si è svolto un rito che si perde nella notte dei tempi, Oggi si ricorda santa Cecilia, la sua è la prima festa che annuncia il Natale. Giorno consacrato alle pettole, tipiche frittelle di una semplicità assoluta, composte da farina, lievito, acqua e sale. Queste frittelle si friggono dopo un paio d’ore di lievitazione in abbondante olio d’oliva, tanto che devono galleggiare nell’olio, non si devono attaccare l’una con l’altra e si inzuppano nello zucchero ad ogni boccone.

Quelle fatte da me nel tardo pomeriggio ricordano tanto quelle di mia madre, lei non le faceva a palline come le fanno oggi, ma, prendendo una cucchiaiata di pasta la adagiava nell’olio allargandola… questa operazione si faceva per due motivi:

1) così facendo la pasta cuoceva bene anche dentro.

2) così facendo la pasta prendeva varie forme e i piccoli di divertivano ad individuare a chi somigliava quella o questa frittella.

Se osservate le mie frittelle potreste riconoscere un elefantino, un piccolo draghetto, ed una paperella alla quale, nella foto, ho tagliato la testa.

Ah! se riuscissimo a conservare ancora un po’ di quella meraviglia negli occhi dei bambini di oggi, come quella che ha allietato le nostre serate invernali accanto al braciere, senza televisori e senza cellulari!

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