Lu stricatùro

Lu stricaturo.

Quanta fatia sobbra a quiru limmu,

quanta fatìa quiru tiempu facemmu,

quanta stricate e quanta ‘nsapunate

ogni stricata era na mascìa.

Li macchie ti sutore si ni scèvunu,

li macchie ti la ruzza si sbiancàvunu,

li panni di ti li femmini arduràvunu

comu  nu mazzu ti fronne ti timu.

Quanta stricate sobbr’a quiru limmu,

cu lla lissìa bollenti ti la crasta

po’ quanta sicchj  t’acqua nui minàmmu

lu  cirnatùru ti cènnere  po’ anchièmmu,

li fronne ti murtedda  ‘mprufumava

quiri casodde  stritti  com’ anìti.

Quanta fatia ha fattu màma mea,

si scutursàva sobbra a quiru limmu

e mo cu pensu a comu era nna vota

lu  core   mia d’amore si rrivòta!

stricaturo e roba

Poesia di anna marinelli

3 thoughts on “Lu stricatùro

  1. Interessante il termine “Stricaturo”, praticamente diffuso nel meridione, Sicilia compresa.
    Tale strumento ligneo, talvolta in plastica (?), indicato “Asse” in lingua” costituiva un corredo irrinunciabile per le massaie, oggi ben sostituito dalle lavatrici al servizio di casalinghe e lavoratrici.
    L’artigiano lo modellava di legno buono, perché non si scheggiasse e rovinasse così la biancheria. In veneto, infatti, lo si chiama TOEA che vuol dire “tavola”
    Lo si immergeva per metà nell’acqua delle tinozze, di diverse misure, e dei lavatoi privati e pubblici; in quest’ultimi, erano generalmente di pietra.
    Nelle aree ricche di acque lacustri, torrenziali e fluviali, appunto, erano di pietra, posti fissi agli argini e a disposizione della collettività.
    Il suo utilizzo è andato via via a scomparire dagli anni Sessanta, vittima dei crescenti elettrodomestici del boom.
    Oggi, anche lo sciorinare la biancheria dagli stendini e dagli appositi fili pare inizi a tramontare grazie alle asciugatrici, queste sovente abbinate alle lavatrici.
    Veniamo al significato della voce dialettale “stricaturo”; essa deriva dalla nostra lingua madre EX-TRICARE il cui prefisso EX si è svolto nell’italiano “S” e TRICARE quale verbo derivato da TRICAE questo col significato di “fastidio (lo sporco)”. Il suffisso TURO è derivato da una desinenza del participio futuro sempre latino (ricordiamo Nascituro “che sta per nascere”); il tutto si leggerebbe così “strumento col quale si va a togliere lo sporco”. Qualcuno lo traduce “attrezzo da usare con fastidio”.
    Un’ultima informazione per il suddetto termine “Sciorinare”: esso deriva dal latino SOLINARE “mettere al sole” col prefisso rafforzativo SCI.
    Un prefisso che ritroviamo per esempio in “Sciacquare”, che va a rafforzare l’azione di “Acquare”

  2. C’è da aggiungere, scusandomi, che la voce LIMMU è certamente derivata dal greco LIMNE “acqua stagnante” dal quale il francese LIMON “melma” e LIMAN “laguna”.
    In italiano si ha un percorso linguistico tra cui Limnònimo su calco di Idronimo, nello specifico relativo al nome di mari e laghi

    • Grazie tante dottissimo amico, ci hai arricchiti di una seconda lezione dopo aver visto questa laboriosa creatura stricare i panni con lo stricaturo, naturalmente tenuti a bagno” intr’allu LIMMU!!! Grazie Ferruccio.

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