Mamma, parola d’amore

io e i figli miei

                              

 
Mamma, il tempo chiede asilo
 
allo stupore delle tue pupille
 
e l’alfabeto attinge
 
alla ricchezza dei tuoi vezzeggiativi.
 
 
 
 
Mamma, tu detieni le chiavi
 
del sole inesauribile,
 
anche quando, nuvole di pianto solcano il tuo viso
 
e la casa sprofonda in una nebbia di silenzio.
 
 
 
 
Mamma, mi donasti un’ infanzia
 
di pane fragrante, di acqua di fonte,
 
di uve passite al sole del sud.
 
Serbo ancora, intatta, l’innocenza
 
che in giorni lontani plasmasti con le tue mani
 
avvezze a scalare montagne di fatica.
 
 
 
 
Mani abili a cucire cieli
 
per i nostri aquiloni di fanciulle,
 
per i nostri saltelli alla campana,
 
nei meriggi assolati, di controra.
 
 
 
 
Mamma, riaffiora dal video dei ricordi,
 
il profumo di mirto dei tuoi bucati,
 
quel candore di percalle e di vigogna
 
di cui il mio Dash ultrabianco si vergogna.
 
 
 
 
Tu sai di ninne-nanne e di carezze
 
di inverni col braciere e di certezze,
 
di camiciole di tiepida flanella
 
per rendermi l’infanzia ancor più bella.
 
 
 
 
Mamma, sei quell’albero frondoso
 
che agli affanni della vita dà riposo,
 
e nulla chiede, nulla per sé spera,
 
solo un sorriso, solo una preghiera.
 
 
 
 
Mamma, parola d’amore,
 
sia se detta dal labbro di un bimbo,
 
sia se detta da un vecchio che muore.
 
 
 
 
Quale meravigliosa alchimia il cuore infiamma
 
ogni volta che un figlio chiama, MAMMA.             

      

2 thoughts on “Mamma, parola d’amore

  1. Fantastica questa tua lode alla mamma. Nelle tue parole trovo pure la mia infanzia che mi ha cresciuto al sole del sud insieme a quei profumi che oggi mi mancano. Quanto è simile il tuo pianto al mio e quanto è faticoso e doloroso non ritrovare più se stessi in questa poltiglia che ci trascina nelle sue viscere infernali e annienta perfino il ricordo di un passato trascorso con la propria mamma.

  2. Fantastica questa tua lode alla mamma. Nelle tue parole trovo pure la mia infanzia che mi ha cresciuto al sole del sud insieme a quei profumi che oggi mi mancano. Quanto è simile il tuo pianto al mio e quanto è faticoso e doloroso non ritrovare più se stessi in questa poltiglia che ci trascina nelle sue viscere infernali e annienta perfino il ricordo di un passato trascorso con la propria mamma.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...