Archivio | marzo 30, 2020

Pianto

la vigna piange

 

Piange la vigna di mio padre, sotto il dominio del silenzio.

La natura giace prona sotto la sconosciuta dittatura,

che ieri non c’era,

e oggi ha contagiato primavera.

Il sole ha incrociato le braccia attuando lo sciopero della luce.

Il solo  calore che resta è quello delle fornaci che avvampa lo sguardo degli operai

rinchiusi nei reparti dell’acciaieria.

Piange il grano novello sotto una coltre di solitudine,

orfano del contadino che ogni giorno gli rivolgeva sguardi d’amore e abbracci di sorrisi compiaciuti.

Giace inerme il frumento che ieri ondeggiava sotto il soffio musicale del vento. Non si ode neppure un lamento, sotto l’editto del silenzio. Tutto tace.

Tutto tace, anche l’anima mia che non trova più sollievo nell’infilare perle di poesia.

Il pesco che amava indossare fiori rosa, senza vergogna, si adombra e si riposa.

Cade in depressione la terra, e i viticci inanellati non l’aiutano a rialzare il capo, e sperare

che un giorno non lontano,si riesca tutti ad uscire dalle tane, si riesca tutti insieme a riveder le stelle che non saranno mai più tanto lontane.

————————————————————————————————————————————–

Per la bellissima foto ringrazio l’Amico Antonio Mariani.