Le albe ed i tramonti di A. Marinelli

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“Le albe e i tramonti” di Anna Marinelli

Trasmissione radiofonica intitolata “Incontro con l’Autore” di sabato 23 Novembre 2019

presso gli studi di Radio Puglia stereo, emittente radiofonica di San Giorgio Jonico.

 

 

“Poesie colme di foglie di porpora e oro” ha definito Anna la sua produzione poetica. E recensione più bella non poteva esserci. Tanti hanno scritto dei suoi versi, ma questa sua è la connotazione sintetica, sincera dei suoi sentimenti trascritti in poesia.

Mi sono sempre soffermato sulle stupende metafore e sulle altrettanto stupende personificazioni della natura che lei è capace di creare. E non potevo fare altrimenti su queste perle inserite nella sua ultima collana che impreziosisce la sua anima, “mai sazia di Bellezza”, e sensibilizza quella di chi ha avuto il privilegio di riceverla in dono, come il sottoscritto.

Mi chiedo, allora, quale profumo emanino queste foglie. Senza dubbio, si sprigiona da esse l’odore dell’amore per la vita. Versi pregni di gioia di vivere, sia pure attraverso I sogni. Sì, perché sognare è vivere. Guai se smettessimo di farlo: la nostra vita sarebbe arida, piatta, senza mordente; una vita alimentata dalla stanca routine quotidiana senza la consapevolezza che i sogni

“……………………………………..………….

sono fragranze di odorose essenze

…………………………………………………

Sono briciole di pane e di sospiri

che nutrono di rose

il desco della vita”;

sono la consapevolezza che

 

“L’alba spegne

la lampada della notte

con alito soave”.

Immagini bellissime che renderebbero sensibile anche un animo freddo, offrendo un briciolo di ottimismo a chi la vita appare uggiosa, senza la speranza di assistere “al miracolo della Luce”, e incapace di vedere nel cielo quel

“……lontano aquilone, che si libra leggero

sugli affanni delle ore”.

Tale è l’alba della nostra Anna

“……magma che sboccia dal seno della notte

e infiamma l’orizzonte lontano

pare che lambisca il tuo cuore

avvolto ancora dalla bruma dei sogni”.

Alba e sogni sembrano viaggiare all’unisono. E la vita sorride, dice Anna,

“…….quando raccogliamo spighe di luce

per donarle a chi ha fame di gesti

e parole d’amore”.

Spiccato il suo senso della solidarietà, del donare agli altri; alto il suo senso dell’amore verso il prossimo. Si spiega, in tal modo, la sua disponibilità, il suo volontariato presso la Charitas sangiorgese.

“Amore, Patria, Bellezza, Poesia” sono per il Foscolo le illusioni che danno forza, energia alla nostra esistenza. Io mi permetto di inserirvi anche i sogni. Sono, allora, illusioni? Sì, quando non diventano realtà. E anche quando ci deludono, resta sempre la speranza di vederli realizzati.

“La speranza del giorno

s’indora come il grano

che pur consapevole di falce

vagheggia pane”.

Pane come alimento non solo materiale, ma anche spirituale. E la falce è sinonimo di difficoltà, problemi, ansie, preoccupazioni della vita. Il timore, cioé, di non farcela. Ma l’alba è sempre lì che

“si svincola

dai tentacoli della notte

……………….

Inneggia tra rosati pentagrammi

la sua vittoria”

e sarà anche capace di dare spiegazioni agli interrogativi della nostra Anna quando

“sterpaglie di parole

pungenti”

vanno a “ferire” i suoi occhi gonfi di lacrime.

E se la vita è un alternarsi di moment lieti e tristi, di gioie e dolori, ci si chiede se la nostra poetessa avverta la malinconia che di solito prende ciascuno di noi quando giunge

“……..l’ora che volge il disio

ai naviganti e ’ntenerisce il core”

dice Dante del tramonto che il compianto e tanto amato Pasquale Di Giacomo definisce “ ‘u ponere du sole” (il calar del sole).

Tramonto, allora, come metafora della vita che se ne va? No, perché

“col mento appoggiato al tramonto

mi imbevo di luce

e mescolo I colori della mia anima”

e poi ancora

“nel tramonto

rosso di sorpresa

m’improvviso

sirena

per tentarti”

sottolinea Anna, pronta ad

“affilare le mie armi

alla fiamma che arde dentro il petto”,

pronta, cioè, ad amare.

“Nello splendore del tramonto

mi appari radioso” dice.

Che dire ancora di questi versi? Parafrasandone uno, dico che “ sono sazio di Bellezza”! E Bellezza è il messaggio che da essi scaturisce: nutrirsi della loro ventata di ottimismo; affrontare la vita col sorriso sulle labbra; ricordarsi che la vita è breve solo se la sprechiamo; che “domani è un altro giorno”; che

“L’incanto che stasera vi è dato di contemplare

potrebbe domani non essere replicato”.

C’é qui la lezione oraziana del “Carpe diem” che, come ho sempre sottolineato, non è un vivere alla giornata, ma vivere intensamente ogni attimo della nostra esistenza.

E allora ci auguriamo che non sia mai sopita “quella fiamma” d’amore che “arde” dentro di noi e che, quando arriva la sera,

“Il buio può attendere

Il suo manto freddo non m’impaùra”.

Versi che, a mio avviso, sono la chiave di lettura di questa splendida raccolta.

Un’ultima considerazione: so, cara Anna, di peccare di presunzione nel ritenere di aver avuto ragione definendo la tua poesia “Un passerotto che si posa sul davanzale della finestra e ti invita ad amare la vita”.

 

Prof. Pasquale Carone

 

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