La stella del Sud

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RINA BELLO, LA STELLA DEL SUD

 

Il poeta, è come “Il Lampadiere”, ovvero, colui che porta la lucerna della luce del cuore rivolta verso gli altri,  lui, forse, brancola nel buio, ma la sua parola può essere d’aiuto agli altri. E per dirla con uno dei più grandi poeti jonici del nostro tempo, Angelo Lippo, “la poesia è la sola luce che resta all’umanità. Ed il poeta è l’unico che riesce a sentire il rumore dell’erba che cresce.” Rina Bello ci appare oggi come il Lampadiere, come Lucerna, perché in questo suo nuovo lavoro editoriale diviene portatrice di luce, come lucerna posta in alto, in un luogo di scarsa luce, come potrebbe essere la società di oggi.

Rina afferma infatti ” Viviamo un’epoca di buio sociale e, in questo buio, per assurdo, l’uomo ha imparato a sopravvivere, facendo a meno di quella luce in fondo alla galleria, chiamata futuro”.

Ecco allora, che la nostra autrice, puntando molto in alto, raccoglie per noi la stella più luminosa e ce la dona sotto forma di libro. La stella del Sud.
“ possa la stella del Sud splendere sempre nel vostro cuore e illumini il cammino di un popolo che non chiede altro che rispetto e opportunità” perché la gente del sud non si arrende, non si lamenta, e stringe i denti per andare avanti con quella dignità che ha caratterizzato le generazioni precedenti alla nostra e di quanti costituiranno  le generazioni future.

E ancora, in questa sua seconda fatica letteraria, Rina si lascia andare oltre, per scandagliare questa magnifica terra del sud, descrivendone la morfologia, l’orografia, le bellezze naturali, il mare, il sole, la gente, le donne tarantate di vetusta memoria, i sapori, gli idiomi, i dialetti, gli usi, i retaggi di questa gente e di questo luogo dell’anima che è il Salento.

Luogo amplissimo e frastagliato, e compatto allo stesso tempo, inondato di una luce inimitabile, fino a farne luogo di sacro sentimento. Certo, dopo la straordinaria accoglienza della sua opera prima, Donna del Sud, gli occhi dei suoi innumerevoli amici, follower, ammiratori, e seguaci, pieni di curiosità, saranno spinti a fare dei confronti, confronti che non andranno delusi, ma, al contrario, confermeranno la carismatica vena narrativa di Rina Bello, anche in questa sua seconda creatura.

Rina riuscirà a creare quella empatia necessaria tra lei e i lettori, saprà toccare le corde del cuore di ognuno. Ognuno si sentirà catapultato, rapito, inserito nel contesto narrativo e ognuno avrà la sensazione di “esserci stato”, di aver vissuto in quel giardino di limoni e zagare dal profumo conturbante e indimenticabile.

In punta di piedi, non vista, mi sono tuffata nella cucina dell’infanzia di Rina, a vivere un Natale semplice e fatto di sapori semplici e genuini, tutti raccolti intorno al braciere, o a un camino scoppiettante di brace. Tutti siamo con lei partecipi del mutamento della nostra società, e legati con lei dal “Filo della memoria”.

Il “Filo della memoria è un filo spinato conficcato nel cuore e uncinato nelle coscienze”.

Con Rina e seguendo Rina in questo suo percorso, anche io mio sento vestita di azzurro, col viso colorato di azzurro: Vivo d’azzurro e volteggio tra sogni e desideri/schivando disturbatori e falsi colori/azzurro diventa il tempo mio/nel mentre il giallo amico/le ombre spazza via. Non son sola/se l’ azzurro è al fianco mio.

Con Rina quindi, e condotti per mano da lei, vera profetessa del nostro tempo, senza perdere di vista il patrimonio della nostra infanzia povera ma felice, ci auspichiamo un mondo migliore, un territorio migliore, un Salento sempre più ricco delle sue bellezze naturali, da custodire, da preservare, da lasciare in eredità alle generazioni future. Grazie Rina.

 

 

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