Il terzo occhio

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Amici, Venerdi 25 gennaio ho avuto un intervento chirurgico all’occhio destro

presso l’ospedale San Camillo De Lellis di Mesagne.

Ho portato per qualche giorno una benda a cupola che mi impediva di mettere gli occhiali e vedere qualcosa almeno con l’altro occhio.

Sono stata a riposo forzato, sono ancora a riposo parziale, oggi ad esempio è una giornata ventosa e grigia e devo ancora usare cautela e riguardo per l’occhio operato, e sono chiusa nelle mie stanze.

Quel giorno ho annotato tutto, ho scritto tutto anche senza notes e matita, ho avuto timore di morire senza poter vedere più il mare, senza vedere più i miei cari, senza vedere più gli straordinari tramonti e le albe della mia città.

L’attesa più stressante è stata quella in cui ho sostato nell’ anticamera della sala operatoria. Solo dopo aver zittito tutte le paure e fatto silenzio anche nell’anima ho notato che nella saletta, con un sistema di radiodiffusione, si poteva percepire un filo di musica, un filo appena per non disturbare, ma sufficiente per essere percepita in un ambiente dove vige il Silenzio assoluto.

Nei giorni in cui ho dovuto portare la benda, ho capito che, anche con un occhio bendato, il poeta con il suo occhio di riserva, riesce ugualmente a vedere … le stelle.

La Vostra Anna

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