A Vittorio Agnini, l’ultimo zzuccatore

nelle-cave

A VITTORIO, l’ultimo zzuccatore

Eri tu quel bambino
dallo sguardo sperduto
e le spalle incurvate
sotto un peso di tufo.
Eri tu, vergognoso, nel vedere
i compagni, nelle loro divise,
e tu sfidavi le albe.
Quelle cave pietrose
sempre erette, al tuo fianco,
t’inviavano allodole
per consolare il tuo pianto.
I tuoi occhi celanti
visioni di paradiso,
si colmavano di pianto
ti solcavano il viso.
Ma una fiamma cocente
cresceva piano in te,
saresti stato un artista
come altri non c’è.
Le tue mani incallite
stemperavano stelle,
le tue tele più belle
le “pittavi” con quelle.

One thought on “A Vittorio Agnini, l’ultimo zzuccatore

  1. Buongiorno Anna Marinelli forse sarò scontata ma voglio scrivere ciò che penso dopo aver letto questo tuo omaggio a Vittorio, di cui conosco solo ciò che mi hai trasmesso tu Anna..
    Una descrizione cosi precisa, sei riuscita a raccontare una vita intera di un uomo a me sconosciuto in pochi versi di poesia, tanto bene che ho un immagine precisa del suo volto di ragazzo e poi pian piano di adulto, sono contenta che sia riuscito a trovare la sua strada di artista.
    Grazie davvero Anna per la tua bellissima dote.
    Poeta si nasce non si diventa

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