Archivio | gennaio 8, 2019

A Vittorio Agnini, l’ultimo zzuccatore

nelle-cave

A VITTORIO, l’ultimo zzuccatore

Eri tu quel bambino
dallo sguardo sperduto
e le spalle incurvate
sotto un peso di tufo.
Eri tu, vergognoso, nel vedere
i compagni, nelle loro divise,
e tu sfidavi le albe.
Quelle cave pietrose
sempre erette, al tuo fianco,
t’inviavano allodole
per consolare il tuo pianto.
I tuoi occhi celanti
visioni di paradiso,
si colmavano di pianto
ti solcavano il viso.
Ma una fiamma cocente
cresceva piano in te,
saresti stato un artista
come altri non c’è.
Le tue mani incallite
stemperavano stelle,
le tue tele più belle
le “pittavi” con quelle.