C’era una volta una spiga di grano…

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C’era una volta una spiga di grano, il grano fu seminato dal seminatore, i chicchi caddero sulla spoglia e nuda terra, ma dormirono lunghissimi mesi… non si accorsero della neve che cadde a Dicembre, non si accorsero degli stormi di uccelli neri che a volte volano a frotte sui campi… non sentirono le rumorose folate del vento di Grecale, nè il rumore delle milizie del Generale Inverno… dormirono dormirono…ma a volte nel sonno sentivano che dentro di loro stava avvenendo un Miracolo!!!

 

Tutto questo per dire domani, ad una numerosa scolaresca, l’importanza che il pane ha avuto nell’alimentazione dei nostri nonni. il Pane si Faceva In CASA, non si andava al panificio ad acquistare il pane, la mamma lo impastava di buon mattino e poi veniva portato su lunghe tavole al forno più vicino, anzi veniva un’operaia della fornaia a ritirare le tavole con sopra dei panetti di circa due kg, 2 kg e mezzo, coperti con panni di cotone e con copertine di lana come si fa coi bimbi… Il pane durava una intera settimana. I primi giorni il pane era fragrante, profumato e soffice, ma ahimè, gli ultimi giorni aveva perduto tutta quella bontà dei primi giorni, per cui la mamma, sempre lei, si inventava delle minestre che si consumavano o a pranzo o a cena con l’ausilio del pane, accompagnandole col pane, intingendo quel pane duro!!!

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PANE COTTO

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IL PANE DI MARIA SCARPONE

 

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