Poeti di strada

2015-11-09 FOTOTESTO - EBBI PER CULLA UN ALBERO DI PESCO.jpg

 

E domani saremo in strada, saremo ai bordi della via, a spargere petali di rose a lanciare sassi di poesia. ” I poeti che strane creature” canta De Gregori, ” Ogni volta che parlano è una truffa, Mussolini scrisse anche poesie….”Anche Napoleone scrisse poesie, scrisse lettere d’amore infuocate alla sua Giuseppina, anche se la chiamava “Disgraziata, anche se la chiamava sciagurata…

Un certo Altobelli su Facebook, quando pubblicai la mia poesia ” ebbi per culla un albero di pesco e fui avvolta in petali di rose” mi commentò dandomi della bugiarda, dicendomi che le sparavo grosse..ma lui non sa che i poeti per arrivare alla farina iniziano a parlare di semente… per dire pane dicono “Il frutto della spiga”…il poeta usa un linguaggio perverso…un linguaggio strano che mira a rubarti emozioni sopite nel ripostiglio più segreto della tua anima, mira a suscitare in chi legge dei rimandi emotivi sospesi sull’ arcobaleno del tuo tempo vissuto o ancora soltanto atteso e sognato.

Il poeta è quel venditore di rose che si avvicina al tavolo del ristorante, dove tu stai cenando con la tua bella e ti invita a donarle una rosa…una rosa che non costa niente, una rosa senza prezzo. Quante volte quel venditore di rose viene allontanato con un gesto annoiato della mano… come se la rosa rossa che gli viene offerta non sia già di per sé un miracolo di Dio.

 

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2 thoughts on “Poeti di strada

  1. Cogliamo l’occasione di un abbraccio ideale ai poeti pugliesi dagli artisti veneti, che domenica, a loro volta, si proporranno ai pubblico nel Giardino della Poesia a Musile (San Donà di PIave). .
    Giardino istituito nel parco della cinquecentesca Fossetta – ospite indimenticato E. Hemingway – dove ogni albero contiene una o più piastrine con incisi versi di poeti veneti.
    Ne allego i miei
    Un fraterno abbraccio ad Anna e agli amici del blog “Sapori”

    Chi siamo

    Appartieni
    allo sguardo dei tigli
    i capelli
    hanno sprazzi d’asfalto
    i bagliori
    dell’antico vissuto.
    Vi dimora
    il mistero soffiato
    delle mani
    il sommerso segnato
    dalla voce
    di struggenti illusioni.
    Ormai contiamo grati
    chi mai non siamo stati
    forse la preda
    delle nostre menzogne
    certo la pietra
    sulla lastra di un sogno.

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