Archivio | agosto 17, 2018

Passaggio regale

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E venne la pioggia

a sciogliere

le zolle strette a nodo.

E venne.

Si era fatta precedere

da editti di tuono,

aveva inviato missive di folgore

e tutti i giardini l’attesero

come sovrana

che visita il suo feudo.

E venne

con l’irruenza del turbine

e tutti i rami dei frutteti

furono scossi

da sferzate d’inattesa energia.

I passeri, presagita l’ora,

si misero al riparo sotto le grondaie

rassicuranti come braccia materne.

I poderi, dai loro recinti di attese,

ora rinvigoriti,

levavano al Sommo Giardiniere

lubriche risonanze di lode.

Da mille turiboli si levavano incensi

odorosi di afa

vapori/odori che solo la pioggia

riesce a staccare dai pori della terra,

dalle cose.

E più di rado, il tonante paggio,

che precede il regale passaggio,

suonava la sua grancassa

sempre più oltre.

Poi la terra

dei poderi,

dei cortili,

dei giardini,

del mio cuore,

piegò il capo sazia d’energia.

Anche i passeri,

usciti in franchigia,

si ristorarono

con le gocciole rimaste sulle foglie,

come acqua nella conca della mano.

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