Archivio | maggio 2, 2018

Semplicità

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Il pomeriggio del Primo Maggio sono uscita un po’. Mio figlio mi ha portata per i verdi campi di Puglia, per Chiese rupestri, per campi di grano, per immergermi in mari di papaveri.

Col Cellulare ho fatto un piccolo video ed ho filmato un gruppo di convolvoli rosa che danzavano nella brezza di un vento leggero.

Ma lo sguardo è stato subito rapito da un’erba che si dondolava nel vento come piccoli turiboli verdi, pendenti, leggerissimi, come una frangia vegetale che adornava lo scialle setoso e variegato di Ma/donna Primavera.

E così mi sono ricordata della mia adolescenza felice, quando ci capitava una rara occasione di fare delle scampagnate a pochi km. da casa, dove ci si recava a frotte, a piedi, tenendo nelle tasche qualche tarallo avanzato dal pranzo di festa. Conoscevamo un’erba magica che chiamavamo “zzecchiti a mme”, (aggrappati a me) si trattava di un’erba ruvida, una specie di avena selvatica, avendo delle spighette a chicchi singoli i quali venivano strappati a pugno chiuso e lanciati addosso alle compagne, oppure a sé stesse, e queste si impigliavano agli abiti come se fossero aghi o come se fossero Ami…

E noi curiose a contare quanti di questi piccolo proiettili si erano conficcati sulle nostre gonne leggere… E sì, perché, si credeva, nella nostra ingenua semplicità, che la ragazza più corteggiata e che avesse più pretendenti, dovesse essere colei sulla quale si fossero aggrappate più spighette…

Beata Semplicità! Una Virtù oramai estinta!

 

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