Archivio | aprile 15, 2018

Paese immutevole

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Esiste un paese immutevole

la cui storia fu scritta su pagine di pietra

irrorate col sudore dei padri

levigate come lastre di selce

risuonanti dell’eco dei carrettieri.

 

Qui tutto resta al suo posto

senza che l’affanno del mutamento

assilli il discorrere dei vecchi.

In questo luogo si possono scorgere

le anime dei trapassati

rivisitare le proprie abitazioni,

quando i balconi sono serrati

come le pupille dei dormienti.

 

C’è un paese immutevole

dove la rondine torna a fare il nido,

respingendo l’ebbrezza domiciliare

dei grattacieli metropolitani.

 

C’è un paese il cui nome appartiene

al Santo Cavaliere,

che vigila in ronde silenziose

quando i figli più giovani

si attardano negli angoli bui,

cercando le ragioni della vita.

 

 

Egli veglia sul grano e sul vigneto

coprendoli col suo mantello purpureo…

 

C’è un paese immutevole

dove è facile scambiarsi le opinioni

parlando a bassa voce sui poggioli,

quando  i bimbi dormono

immemori di giochi e di paure.

 

Qui c’è ancora un contadino

che parla come un padre al piccolo frumento,

alto quanto la barba di un operaio dell’Acciaieria,

al termine del turno della notte.

 

Le aiuole sono sì senza erba

ma i gerani dei balconi

suppliscono l’indifferenza

dei potestà comunali.

 

Esiste un Paese immutevole

dove il giallo degli ottoni

sulle porte antiche

risplende come un input di sole

sul silenzio che soffoca le risa.

 

Qui c’è ancora una casa

che dilata le sue pareti quando abbraccia,

c’è un cuore che palpita, inviso

alle porte blindate

delle case cittadine.

Alessandro Meluzzi A Pulsano

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Sentir parlare un personaggio del calibro di Alessandro Meluzzi ti riempie le ore e ti fa isolare dal resto del mondo. Ti lega al laccio della sua smisurata cultura e ti fa dimenticare di tutto e non sei mai paga…vorresti restare là a fare il pieno della sua parola, che egli porge con una leggerezza incredibilmente dotta senza lasciarti una minima possibilità di avvertire  stanchezza. E’ dopo, Lui, lontano mille anni Luce da quei sofisticati dottoroni tronfi delle loro stesse parole, trovare il tempo di posare per una foto ricordo, con l’ultima delle sue ammiratrici. Grazie Lucia La Sorsa per questa opportunità, Grazie Alla Precis Arte.