storie e altre leggende

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Giorni fa è venuto a trovarmi un amico avanti negli anni..aveva voglia di raccontarmi delle storie…

Per me è stato un piacere inaspettato e…nonostante fosse ora che mi dedicassi ai fornelli anziché ai ricordi di  un anziano avanti negli anni ( 88 e non li dimostra),  sono stata lì accanto a lui in ascolto in silenzio, di un silenzio che aveva del sacro:

“Anna, cè ti ricuèrdi ti quannu murìù Ciccillu lu giudèu?”

” No, Mimino, io ero molto piccola allora, ma ogni volta che vado al camposanto, passando dal viale centrale ho imparato a guardare con occhi carichi di meraviglia questa tomba sulla quale troneggia un quadro raffigurante un aitante giovane ritratto accanto ad una grossa moto”.

Francesco Cipriano amava le moto di grossa cilindrata ed aveva persino un Sidercar..il giorno di santa Lucia, (giurno nzignalatu, si dice…) usci con un amico per fargli fare un giro in moto…lui era nella “Barchetta( così l’ha chiamata Mimino) e l’amico alla guida del veicolo. Imboccarono la strada che mena verso via Roccaforzata, ma l’amico, non essendo avvezzo alla guida di quel “mostruoso veicolo” sbandò e si andarono a schiantare su un albero che costeggiava la strada.. L’amico si salvò, Ciccillo perse la vita.

Il caso ha voluto che io conoscessi una nipote di Ciccillo, e recandomi a casa sua per portare la comunione ad una inferma della famiglia, ho chiesto notizie su questo quadro…su questa storia…su questo leggendario giovane morto nel fiore degli anni.

Da umile cronista ne raccolgo i residui e ve la consegno…in punta di penna.

 

 

 

 

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2 thoughts on “storie e altre leggende

  1. Il giorno di Santa Lucia è “giurno nzignalatu” ma qua e là in Puglia sono inclusi anche le ricorrenze del Carmine e di S. Anna
    La celebrazione del Carmine, il 16 luglio, a tutt’oggi è molto sentita specie nel meridione, tanto da eguagliare talvolta le solennità patronali.
    Il culto è antichissimo e la tradizione vuole che in Capitanata alcune imprese facciano vacanza, specie quelle edili, di carpenteria navale, di falegnameria e simili.
    Vero motivo, però, più che venerazione, è che per anamnesi, o pregiudizio, vigilia inclusa, in questi giorni è prudente stare lontano da ogni ipotizzabile incidente sul lavoro.
    Pònde de stèlle ne è la distinzione perpetuata dalla gente e i genitori, dopo tentativi di persuasione per non andarci, mandano o guidano i figli in spiaggia con viva apprensione
    – … jògge j’ pónde de stèlle ! – si reiterano inquieti “oggi è punto di stella!” (giurno nzignalatu) .
    Le raccomandazioni dei genitori e coniugi, in ogni modo, si sprecano, rivolte ai loro cari che si spostano con veicoli stradali, auto o moto, con i treni o che si avventurano per mare.
    Una locuzione metaforica, “Pònde de stèlle”, che dice come il cielo possa colpire gli uomini scagliando sulla terra funesti raggi stellari, a mo’ delle mitiche saette di Giove, verosimilmente un riecheggiamento dall’arcaica idolatria, oggi coinvolgente superstizione.

    Un caro saluto

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