Archivio | dicembre 6, 2016

gli angeli

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gloria

Personaggi di primo piano, anche perché di provenienza soprannaturale, Gli Angeli non possono mancare in nessun presepe. Essi sono i Messaggeri, i postini della lieta novella. Avvisano i lavoratori: i pastori, i fabbri e i panettieri della nascita di Gesù. Nonostante non esista alcun limite al loro numero, si tende solitamente ad inserirne solo uno. L’Angelo dell’alleluia reca in mano il cartiglio con su scritto, a lettere d’oro, la famosa frase” Alleluia Alleluia, pace in terra agli uomini di buona volontà” e viene posizionato sulla grotta, la modesta e povera stanza nella quale la vergine Maria  mise alla luce Gesù, pur essendo lui stesso Luce del Mondo.

Oltre una ventina d’anni fa,  ho raccontato in una mia poesia natalizia la “Presenza” significativa di questi divini messaggeri, protagonisti indispensabili del presepe tradizionale :

“E ti l’Ancilu cu li vrazzi apierti

mo mi ni scurdava,

quiru ca purtava na striscia alli mani

‘ddò stava scrittu cu lettere d’argentu:

“Sia pace in terra e allu firmamentu”:

 

‘ddò stava scrittu cu lettere di oru

“sia pace in terra a tutti li cristiani,

ma sulu a quiri ti bona volontà”

ca tènunu ‘ntra llu core la bontà,

ca tènunu ‘ntra lu piettu tant’amore

ca quiru é lu Prisepiu ti nostru Signore,”

 

(stralcio dalla poesia “Lu presepiu cchiù bellu)

 

i protagonisti del presepe

 

 

 

In tutti i presepi ci sono dei personaggi che sono molto più simbolici di altri, sono personaggi che non vanno messi a caso nel presepe perché hanno un valore simbolico davvero molto forte che non può in nessun modo essere ignorato, stiamo parlando dei pastori. Ovviamente le figure cardine e centrali di ogni presepe sono quelle che compongono  la Sacra Famiglia, tuttavia i pastori hanno la loro importantissima funzione e sono posti in tutti i presepi, addirittura anche nei presepi più piccoli che le persone sono solite costruire in casa non manca quasi mai la figura di un pastorello che si è recato in adorazione nella capanna o nella grotte oppure che sosta nei suoi pressi, sono loro infatti i primi ad essersi recati in adorazione da Gesù Bambino.

Tra questi pastori ce n’è uno che  viene identificato addirittura con il nome proprio, si chiama Benino o Benito. Questa figura è un riferimento a quanto affermato nelle Sacre Scritture: «E gli angeli diedero l’annunzio ai pastori dormienti». Il risveglio è considerato inoltre come rinascita. Infine Benino o Benito, nella tradizione  fantasiosa napoletana, è anche colui che sogna il presepe e – sempre nella tradizione napoletana – guai a svegliarlo: di colpo il presepe sparirebbe.

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Per una piccola rappresentazione che stiamo organizzando con la maestra M.Popola Savino, ho scritto questa frase che introduce l’ingresso musicale dei Pastori, appunto!

 

I pastori 

 

Noi siamo i pastorelli

Siamo buoni ma poverelli

Non abbiamo tante cose da donare al bambino Gesù

Abbiamo solo le nostre pecorelle

Che portiamo al pascolo

Da mattina a sera per avere tanto latte

Te ne diamo volentieri una brocca

Così potrai crescere sano e bello come un Dio.