La panchina rossa

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Tra gli sguardi incuriositi degli uomini e dei vecchietti che solitamente sostano nella nostra Piazza San Giorgio, una bella mattina è giunto un gruppetto di donne, le quali discutendo e facendo capannello, hanno scelto una delle panchine e da lì a poco, una giovane donna, (Rosaria Piccione) armata di pennelli e colori ha iniziato a verniciare “quella” panchina di un rosso acceso.

A debita distanza, ma certamente confabulando tra di loro, i vecchietti si interrogavano sul perché di quella stranezza.

Non sapevano certamente che “Quella” panchina è un simbolo che punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno della violenza contro le donne. Raccogliendo la proposta degli Stati Generale delle Donne, l’amministrazione comunale ha creduto fin da subito nell’iniziativa. Su proposta della cittadina Antonietta Baldaro  infatti e raccolta dalla Consigliera Vera Colucci, la panchina rossa è stata ufficializzata ed è lì, nella Piazza centrale di San Giorgio Ionico, come manifesto permanente capace di raccogliere tutti i nostri moti di ribellione, tutti i nostri “No alla Violenza” sulla donna in particolare da estendersi alla Violenza generale che si perpetra sui più deboli, sui vecchi, sui bimbi, sugli handicappati, sugli ultimi.

La Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne stabilita per il 26 novembre 2016, si è celebrata con molta partecipazione sul Web, nelle città, nei paesi e nelle borgate di tutta Italia. A San Giorgio  si sono organizzati incontri, tavole rotonde con chiarissimi Relatori sia nella Sala Consiliare che nelle varie Associazioni culturali cittadine con la partecipazione di un folto pubblico femminile e maschile.

Un giorno di questi, mi recherò in Piazza e deporrò un fiore rosso con nastro listato a Lutto, per ricordare le vittime di questi orribili Femminicidi, anzi Omicidio di Genere, per onorare la memoria di una mia concittadina… MariaTeresa Meo, Uccisa dal marito in un paese straniero. Una Città dell’Alta Italia, nella quale la famiglia si era trasferita. In quella Città, rimasta sempre “straniera” la famiglia non si era integrata al meglio. Lei aveva lasciato qui i suoi pennelli e le sue tele, avendo una buona propensione all’Arte pittorica, Lui aveva lasciato qui un bagaglio di disoccupazione e credeva, di trovare al Nord una seconda Terra promessa… ma così non è stato.

Voglio portare una rosa rossa col nastro di seta nera su quella panchina rossa:

Voglio portare il fiore del mio Ricordo a Maria Teresa:

Voglio gridare in silenzio eppure col tutto il fiato che ho in corpo:

”No alla Violenza sulle Donne”

Loro, le Donne,

sono l’altra Metà del Cielo.

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4 thoughts on “La panchina rossa

  1. Grazie Anna l’ho chiesto dall’inizio di non dedicare quella panchina ad un solo femminicidio .. la nostra cittadina è stata colpita più volte e nel giro di pochissimo tempo da disgrazie di genere …. cerchiamo di non dimenticare Paola Clemente morta nei campi …. dalle 4 di mattina a lavoro per poche lire… mentre il marito senza lavoro badava ai figli …. per me anche quello è stato un “femminicidio” e poi Maria Teresa e poi Federica e il piccolo Andrea ….. ❤ ❤ ❤

    • Hai ragione Rosalba, tutte meritano un particolare ricordo e Onore…ma l’articolo non mi permetteva di “spaziare” molto. Grazie comunque per la grande sensibilità che ti contraddistingue. Un abbraccio.

  2. Ciao Anna, volevo informarti che il 9 dicembre nella nostra Associazione Agorà ci sarà un incontro dal titolo:”IL SILENZIO DELLE DONNE”, con la dott. Alessandra Macrì sul problema della violenza sulle donne. Parteciperanno anche i genitori di Federica De Luca. Se ti fa piacere partecipare sarà verso le 18,00, ma poi ti faccio sapere meglio. Ci farebbe piacere anche che lo dicessi a quanta più gente possibile,
    Grazie Ada

  3. Una sola panchina. ..non basta.
    Siamo di più. ..della metà del cielo.
    Il cielo siamo noi in questo mondo di soli uomini che oscurano troppo il cielo.
    Ci vogliono leggi adatte e finché ci saranno troppi uomini a comandare non ci saranno mai.
    Caterina

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