Archivio | ottobre 23, 2016

Pere calaprice, frutti dimenticati

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Le pere calaprice sono dei piccoli frutti tondeggianti  e  per questo vengono chiamate anche pere mandolino.

Crescono nelle soleggiate terre di Puglia, specie nel nostro Salento, in Sardegna e persino nel sud della Francia.

I rami secchi e pungenti vengono utilizzati per farne siepi di recinzione, il fusto si usava anche per colorare i tessuti.

Le infiorescenze bianche, sono connotate  da sfumature rossastre più evidenti nei boccioli.

Il frutto, aspro e ricco di tannino richiede tempo e cura per sviluppare tutta la sua dolcezza.

Un vecchio proverbio infatti detta proprio così “col tempo e con la paglia maturano le nespole” e in questo caso, tempo, paglia e luoghi areati e bui compiono il miracolo della trasformazione del tannino in fruttosio.

Io ne avevo sempre sentito parlare sia da mio padre che da mia madre, la quale nei suoi lunghi anni, ha conosciuto i disagi della guerra e i sacrifici per crescere noi, le sue tre bimbe.

Poi, quando il benessere è arrivato, pur avendo la possibilità di gustare la frutta migliore, lei se ne usciva sempre con queste sue reminiscenze gustative.

Ieri ho avuto la gradita sorpresa di ricevere in dono un panierino di pere calaprice. Tonde, dalla buccia ruvida eppure lucente, e non vedevo l’ora di sentirne quel gusto tanto rimpianto da mia madre.

Nel ricomporle in un altro cestino e immortalarle con qualche foto mi sono capitate alcune perine mollicce. Quelle erano già pronte per la degustazione.

Dentro vi ho trovato una polpa, poca in verità, piuttosto granulosa e dolcissima e scura come la buccia di una castagna, ma se devo dirla tutta è stato il suo profumo che mi ha inebriata, conducendomi sulle ali della memoria ai vecchi ricordi di un tempo passato che mi incatena appassionatamente e non vuole lasciarmi mai più.

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 23, 2016, in varie. 5 commenti