Archivio | settembre 2016

I colori della Vita

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I COLORI DELLA VITA

 

Avvicinati, figlio,

raccogli l’ultimo germoglio di grano

ripiegato sotto il calcagno del gelo;

estirpa ogni gramigna che lo ghermisce;

sostienilo col tutore dell’Amore.

Così cura te stesso.

virgulto di uomo, stirpe regale tu sei!

cambia vita, amala

perché ti fu donata con amore,

irrobustiscila di virtù.

irrorala, nutrila di luce .

Figlio, non affidare all’inganno dello sballo

il senso della tua vita,

non spenderla d’azzardo, con voli di Icaro,

in bilico tra le rupi, per provare l’ebbrezza

di un volo difettoso,

che ti faccia sentire eroe per un momento.

Spendila in fatica di sorrisi.

Spendila costruendo il tuo domani.

Guarda ed ammira, con quanto amore intesse

la sua tana, la volpe astuta,

e come affastella briciole di sole la cinciallegra,

nell’affanno dell’incombente stagione.

Ricercane il significato,

cogli le sue forti fragranze,

ammorbidisci angolature stridenti,

appiana ogni dosso, adorna di bellezza, la tua vita.

Alimenta i mattini con le molliche calde

di un pane di Speranza,

che sola, dipinge i verdi sentieri del futuro…

amala, figlio, colorala di senso,

e non avrai vissuto invano,

la tua vita.

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 4, 2016, in varie. 2 commenti

Il senso della vita

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Rassegna nazionale d’Arte

Il senso della Vita

Premio Calice di Vita

Dal 3 all’11 settembre 2016

Castello De Falconibus, Piazza Castello, Pulsano

Nel Castello De Falconibus di Pulsano, così suggestivo nella sua ricchezza di anni e di storia del nostro territorio, si svolgerà sabato 3 settembre  2016 alle ore 19:00 il Vernissage della rassegna nazionale d’Arte “Il Senso della Vita”.

Gli Artisti che hanno superato le selezioni riceveranno nel corso della serata inaugurale il Premio Calice di Vita.

La manifestazione ha ricevuto il patrocinio morale del Comune di Pulsano che da sempre è stato vicino al mondo dell’Arte e che ha consentito la realizzazione di numerose rassegne d’arte curate dalla Precis Arte, con la presenza di numerosi artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Durante il vernissage sono previsti gli interventi del Sindaco di Pulsano, Avv. Giuseppe Ecclesia, dell’Assessore alle politiche sociali Dott.ssa Gabriella Ficocelli, dell’Assessore alla Cultura Dott.ssa Alessandra D’Alfonso, del giornalista Leo Spalluto, del responsabile editoriale della Print Me srl Luciano Nuzzo, della Poetessa Anna Marinelli, del poeta Giovanni Monopoli, del direttore artistico Vincenzo Massimillo e della Responsabile della Precis Arte Lucia La Sorsa.

L’esposizione delle opere premiate continuerà fino all’11 settembre 2016, le sale del piano terra del Castello De Falconibus di Pulsano, recentemente ristrutturate e rese fruibili al pubblico, resteranno aperte tutti i giorni dalle ore 19.00 alle 21.00.

Circa 60 artisti, tra pittori, fotografi, scultori e poeti hanno condiviso il progetto “Il Senso della Vita”.

Gli Artisti provenienti da diverse regioni italiane che hanno aderito con entusiasmo a questa iniziativa sono:

Adriana Prencipe, F. Paolo Occhinegro, Romano Volpari, Alessandro Avarello, Giorgio Russo, Romina Pellis, Andrea Carlini, Giuseppa Maria Gallo, Ruggero Di Giorgio, Annamaria Lo Bello, Giuseppe La Sorsa, Suzana Lotti, Antonia Salghini Ciani, Indaco, Tina Bernardone, Caterina Caldora, Luca Taddeini, Tina Quaranta, Claudio Traietti, Lucia La Sorsa, Valentina Pucci, Elio Rubini, Melina Tricoli, Vincenzo Rossi, Ercole Gino Gelso, Rita Intermite, Luca S., Francesca Ore, Rosa Potere, Franco Martino.

Inoltre durante il Vernissage, si presenteranno al pubblico dieci giovanissimi talenti, al fine di favorire l’avvicinamento delle nuove generazioni al mondo dell’Arte e mettere in evidenza come il disegno abbia una funzione altamente formativa sulla personalità dei giovani e non vada inteso solo come acquisizione di regole di geometria ma anche e soprattutto come espressione del mondo interiore di ciascuno di noi.

 

la donna del mare

 

 

Donna del mare ( poema)

 

Il primo profumo di caffè che si espandeva tra le case addormentate

 

era quello proveniente dal mio cucinino.

 

Mi alzavo sempre all’alba per sorprendere

 

con un sorriso la prima luce e berne a sazietà

 

prima che fosse giorno.

 

La prima Luce rosata era avvolta in una placenta di brina:

 

io la riavvolgevo, con mani tremanti,

 

per riporla in cassetto segreto.

 

Volevo precedere tutti e trovarti da solo.

 

Volevo sussurrare e gridare mille volte il tuo nome

 

Prima che orecchi indiscreti mi udissero

 

Prima che occhi invidiosi mi vedessero.

 

Le barche si dondolavano come cullate da braccia materne

sospinte dal vento leggero

 

Era gradevole quella carezza leggera

che mi inviavi col tuo messaggero

a lambirmi la pelle,

per scacciare il calore della notte

che morbosamente indugiava sulle mie spalle.

 

Eccomi qui, con il mio posto in prima fila,

non voglio perdermi niente di te, nemmeno un sussulto,

neanche la danza di una piccola onda che si frange, in lontananza.

Non voglio perdermi nulla di te, voglio fare il pieno di te

per poter vivere un anno senza poterti vedere,

senza poterti toccare, senza farmi sfiorare dalle tue braccia saline.

 

Baciami, baciami, con la tua lingua di acqua cristallina,

pervadimi tutta, riversati dentro di me,

come dentro una voragine di carne

perchè mi sento immensa, tanto immensa da poterti contenere.

 

Ed eccoci insieme, soli, come avevo sperato e sognato.

Ora posso finalmente mangiarti con gli occhi

berti con la bocca affamata di te, assetata di te.

 

Ancora non si udiva voce d’uomo

e al ritorno, con le loro reti d’oro,

i pescatori mi avrebbero chiamata

“la donna del mare”

perché mi trovavano sempre lì, allo stesso posto

invaghita di te; tua vestale, tua ancella, e sposa.

 

Orde di umani avevano lasciato le loro orme

sulla tua rena ed altre se ne prevedevano

In quest’ultima domenica di agosto,

che resterà scolpita dentro di me, per sempre.

 

Una lama di luce fendeva la tua acqua trasparente

nel punto in cui baciavi la piccola darsena

e la solleticavi dolcemente

come usano fare le madri per sollecitare il risveglio dei bambini.

 

Quel giorno mi donasti due conchiglie come souvenir.

Le tenni a lungo tra le mani

guardandole con occhi ancora increduli.

 

Ma fu una conchiglia fossile,

scolpita da millenni di carezze,

ad imprimere il sigillo al nostro idillio,

e raccontare di brividi alla pelle.

 

Questa voce è stata pubblicata il settembre 2, 2016, in varie. 4 commenti